Addio a Maurizio Caschera, fondatore di Lollo 10 ETS: il papà di Lorenzo trasformò il dolore in solidarietà, regalando sorrisi ai bambini negli ospedali
La comunità di Velletri piange Maurizio Caschera, fondatore dell’associazione Lollo 10 ETS, da anni impegnata nel portare sorrisi, sostegno e vicinanza ai bambini ricoverati negli ospedali e alle loro famiglie. Aveva 65 anni e tra pochi giorni, a Ferragosto, avrebbe soffiato sulla sua 66^ candelina.
La sua storia è una di quelle che lasciano un segno. Dopo la scomparsa del figlio Lorenzo, per tutti “Lollo”, morto a soli 14 anni dopo una lunga malattia, Maurizio e la moglie Severina hanno deciso di non lasciare che quel dolore rimanesse soltanto una ferita. Lo hanno trasformato in una missione di amore, dando vita a un’associazione che, negli anni, è diventata un punto di riferimento per centinaia di bambini e famiglie.
Maurizio era nato a Colleferro, ma era profondamente legato a Velletri, città dalla quale ha costruito, insieme alla moglie Severina e alla figlia Giulia, una delle più belle esperienze di volontariato nate nel nostro territorio.
Con lui se ne va un volto familiare per migliaia di bambini ricoverati, per le loro famiglie, per i volontari e per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Ma soprattutto se ne va un uomo che aveva scelto di non arrendersi al dolore.
Dal dolore per la perdita di Lorenzo alla nascita di Lollo 10
La storia di Maurizio è inseparabile da quella di suo figlio Lorenzo, per tutti Lollo, scomparso nel 2015 ad appena 14 anni dopo una lunga malattia. Da quella ferita, che avrebbe potuto spegnere qualsiasi speranza, nacque invece un progetto straordinario.
Nel 2016 Maurizio, insieme alla sua famiglia e a un gruppo di amici, fondò Lollo 10 ETS, associazione nata proprio per aiutare le famiglie dei bambini ricoverati nei reparti pediatrici del Policlinico Gemelli e del San Raffaele Pisana, trasformando il ricordo di Lorenzo in una presenza costante accanto a chi vive la malattia.
Quella che inizialmente era un’iniziativa nata dal cuore di un padre è diventata, negli anni, una delle realtà solidali più conosciute del Lazio.
La “Lolloterapia”: regalare un sorriso quando serve di più
Maurizio aveva capito una cosa semplice e straordinaria: anche un sorriso può curare. Per questo parlava della “Lolloterapia”, una filosofia prima ancora che un progetto.
L’associazione ha organizzato continuamente attività nei reparti pediatrici: feste di compleanno, pizza party, merende, momenti di gioco, laboratori, consegne di regali, incontri con personaggi del mondo dello spettacolo e soprattutto con tantissimi supereroi, che indossavano i costumi di Batman, Spider-Man, Capitan America, Iron Man e di tanti altri personaggi amati dai bambini, trasformando per qualche ora le corsie degli ospedali in luoghi di fantasia e speranza.
Accanto a tutto questo tanti aiuti concreti alle famiglie: buoni spesa, buoni carburante, pasti, strumenti sanitari, attrezzature e tutto ciò che possa alleggerire, anche solo in parte, il peso di un ricovero lungo e difficile.
Un sorriso arrivato anche negli ospedali di Velletri
Negli anni Maurizio non ha limitato il proprio impegno al Policlinico Gemelli. Le iniziative di Lollo 10 hanno coinvolto anche l’Ospedale “Paolo Colombo” di Velletri, oltre a numerose manifestazioni solidali organizzate sul territorio, sempre con l’obiettivo di regalare qualche ora di serenità ai bambini e alle loro famiglie. La sua presenza era ormai diventata una certezza. Ovunque ci fosse un bambino da far sorridere, Maurizio trovava il modo di esserci. Con il suo caratteristico sorriso, la sua umiltà e quella capacità rara di mettere tutti a proprio agio.
Un esempio per il mondo del volontariato
Negli anni l’associazione è cresciuta fino a coinvolgere decine di volontari, sostenitori e professionisti. Ogni iniziativa aveva un solo obiettivo: trasformare il ricordo di Lorenzo in speranza. Una speranza fatta di piccoli gesti. Perché Maurizio era convinto che la solidarietà non fosse fatta soltanto di grandi donazioni, ma soprattutto di presenza, ascolto e vicinanza. Chi lo ha conosciuto racconta di una persona incapace di tirarsi indietro davanti a una richiesta d’aiuto. Mai protagonista. Mai sopra le righe. Sempre con il sorriso.
Il cordoglio della comunità
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione a Velletri, nei Castelli Romani e ben oltre i confini cittadini. Sono centinaia i messaggi di affetto che in queste ore stanno raggiungendo la famiglia e i volontari dell’associazione, a testimonianza del bene che Maurizio è riuscito a seminare in questi anni.
Tra i ricordi più sentiti c’è quello del Vicesindaco di Velletri, Chiara Ercoli, che in qualità di assessore con delega al Volontariato e all’Associazionismo ha avuto modo di collaborare più volte con Maurizio nelle numerose iniziative solidali promosse sul territorio.
«Con profonda tristezza ho appreso della scomparsa di Maurizio Caschera, una persona straordinaria che ha saputo trasformare il dolore più grande in un immenso gesto d’amore verso gli altri», ha scritto Ercoli.
«Insieme a sua moglie Severina ha dato vita all’Associazione Lollo 10, nata nel ricordo dell’amato figlio Lorenzo, portando speranza, sorrisi e vicinanza a tantissimi bambini ricoverati negli ospedali, compreso il nostro di Velletri. Attraverso quella che lui chiamava, con semplicità e forza, la “terapia del sorriso”, Maurizio ha regalato momenti di serenità a chi stava affrontando le prove più difficili della vita».
Il Vicesindaco ha ricordato anche il rapporto personale costruito negli anni. «Anche nel mio ruolo di Vicesindaco, con delega al Volontariato e all’Associazionismo, ho avuto il privilegio di incontrare più volte Maurizio, un amico vero, e di condividere con lui tante iniziative solidali promosse dall’Associazione Lollo 10. Ogni progetto, ogni sorriso regalato ai piccoli pazienti, ogni gesto di vicinanza alle famiglie portava con sé l’amore immenso di un padre che aveva scelto di trasformare il proprio dolore in speranza per gli altri».
Ercoli ha quindi rivolto il proprio pensiero alla famiglia. «Alla sua amata moglie Severina, alla figlia Giulia, ai volontari dell’Associazione Lollo 10 e a tutte le persone che hanno voluto bene a Maurizio rivolgo il mio abbraccio più sincero e il mio più profondo cordoglio. Mi piace pensare che oggi, dopo aver donato tanto amore su questa terra, Maurizio abbia finalmente potuto riabbracciare il suo amato Lollo, che è sempre stato la luce e la forza di ogni suo gesto. Un abbraccio che nessun tempo e nessun dolore potranno più separare».
L’abbraccio di Papa Francesco
Tra i momenti che la famiglia Caschera ha sempre custodito con particolare emozione c’è anche l’incontro con Papa Francesco. Maurizio e la moglie Severina, accompagnati dall’Associazione Lollo 10, furono infatti ricevuti dal Pontefice, al quale poterono raccontare la storia del loro Lorenzo e il cammino di solidarietà nato nel suo ricordo. Un incontro intenso, nel quale Papa Francesco manifestò la propria vicinanza alla famiglia e incoraggiò il loro impegno a favore dei bambini e delle famiglie che affrontano il difficile percorso della malattia.
Un’esperienza che Maurizio ricordava con grande commozione e che rappresentava il riconoscimento di una missione costruita sull’amore, sulla speranza e sulla capacità di trasformare il dolore in un aiuto concreto per gli altri.
Un’eredità che continuerà a vivere
È difficile raccontare l’eredità che lascia Maurizio Caschera. Non si misura con i numeri, né con le iniziative organizzate. Si misura nei sorrisi dei bambini che, grazie a lui, hanno dimenticato per qualche ora la malattia. Negli occhi dei genitori che si sono sentiti meno soli. Nei volontari che hanno imparato da lui che il dolore può diventare amore. E forse è proprio questa la lezione più grande che lascia a tutti. Perché Maurizio aveva scelto di vivere ogni giorno nel nome di suo figlio Lorenzo.
Oggi, per chi gli ha voluto bene, resta un pensiero che consola: immaginare che, dopo aver dedicato gli ultimi anni della sua vita a regalare sorrisi agli altri bambini, abbia finalmente potuto riabbracciare il suo Lollo. Un abbraccio atteso da undici anni e che nessuna malattia, nessun tempo e nessuna distanza potranno più interrompere.
