Luca Carboni emoziona a Velletri Libris: il racconto della malattia, di Lucio Dalla e della rinascita

Una serata intensa e partecipata ieri a Velletri, città che, nell’ambito di “Velletri Libris”, ha ospitato nella serata conclusiva  Luca Carboni con il suo libro “Luca non parlava mai”.

Alla rassegna internazionale di letteratura organizzata dalla Fondazione De Cultura e dalla Mondadori Bookstore Velletri/Lariano/Genzano/Frascati/Cisterna/S.Cesareo, il noto autore ha parlato della sua carriera, dei suoi affetti, della sua malattia.

Accolto da un grandissimo applauso, Luca Carboni ha mostrato subito sensibilità ed empatia con il pubblico entrando nelle pieghe della sua vita e di quest’esperienza di scrittura, che va oltre la semplice autobiografia.

“Non avevo in mente di scrivere questo libro, è stata una cosa che è arrivata dopo una serie di eventi, il più importante è stato l’organizzazione di questa mostra a Bologna, Rio A Rio, nel periodo in cui mi stavo curando avevo dedicato molto tempo alla passione della pittura e del disegno, diventando fonte di energia durante la cura”, ha spiegato il cantautore fin dall’inizio della presentazione del libro Luca non parlava mai.

Questo libro racconta una storia particolarmente poetica, libro che potete aprire in qualunque punto e fa in modo che non vi perderete mai.

Il cantautore ha racconto il momento in cui la malattia è entrata nella sua vita. «Il 28 marzo 2022 mi prescrissero una lastra urgente ai polmoni per una tosse secca e fastidiosa. Il medico pensava fosse reflusso. Quando arriva la diagnosi è uno shock fortissimo: la malattia esiste, la conosci, ma pensi sempre che non toccherà mai a te».

È così, grazie all’affetto delle persone che gli sono state vicine, che il cantautore si è convinto a mettere in relazione questa passione parallela alla musica con la propria storia, e a fare, per dirla con le sue parole, “un grande lavoro di ricerca , molto intenso. E alla fine mi son trovato in mano la prima bozza di questo libro”.

“Mi accorgevo di avere affetto continuo, inaspettato. Vedere lo striscione degli ultras del Bologna, fu un’emozione grandissima e la stessa cosa fu fatta dalla Fortitudo della squadra di basket, e grazie a questi “leoni” che mi arrivò questa botta di energia e sarò per sempre grato”.

Tra i protagonisti del racconto Giovanni Carboni, papà di Luca, grande lavoratore, preciso e attento, che per tutta la vita annotò gli eventi della famiglia su piccole agende. “Non dimenticava nulla, dalla mia prima lezione di chitarra a tutti gli spettatori paganti per i miei concerti e ai dischi venduti. Il sabato poi riportava le note scritte con la biro”.

“Quando mio papà è morto abbiamo ereditato questo pacco di agende, e mentre lavoravo al libro ho iniziato a sfogliarle per verificare effettivamente la cronologia degli eventi”.

Tra gli episodi più significativi ricordati da Carboni ci fu l’incontro con Lucio Dalla: “una sera arrivai in questa trattoria, un ritrovo di artisti bolognesi, e dalla notte fino alla mattina, succedeva che vivevano degli eventi molto intensi di vita. Io una sera andai, con un pacchetto di canzoni , l’oste mi disse di là c’è Lucio Dalla e gli portò la busta, era insieme agli Stadio, Lucio la aprí istintivamente e vidi lui che leggeva e passava le canzoni agli altri commensali e commentava “cazzo bello bello” , e osservavo questa scena sulla finestra che dava sulla strada, e vidi Lucio che si alzò e andò a telefonare e intuì che stava chiamando casa mia, perciò mi rivolsi a lui dicendo che ero io e lui “sono al telefono con tua sorella”.

Da quel momento, ha rraccontato il cantautore, cambiò tutto: “Lì è partita la mia storia come autore”.

Fu sempre Dalla a scoprire la sua voce: “un giorno mi fece registrare una canzone per la prima volta, e mi convinse a cantarle le canzoni, non solo a scriverle”.

Luca Carboni ha sottolineato quanto sia importante pensare come suonino le cose, “anche i pensieri hanno un suono”, aggiunge che noi scriviamo seguendo un nostro ritmo, essendo tutti un po’ diversi l’uno dall’altro.

La musica è tornata anche grazie a San Luca, brano scritto da Cesare Cremonini. In quel periodo il cantautore ha raccontato di non sentirsela ancora di lavorare sulla musica. “Infatti quando me la mandò non la ascoltai nemmeno, non sapevo che parlasse di San Luca e che fosse così importante per me. Un giorno però ascolto la canzone e mi commuovo. Mette insieme quello che tutti i bolognesi sentono di questo luogo santo e laico”.

Da quel momento nasce la decisione di tornare in studio. “Il primo giorno di registrazione non ero convinto, ma alla fine sono riuscito a ritrovare la mia voce, il mio suono. Sarò per sempre grato a Cesare di avermi dato questa possibilità, non solo per tornare a cantare, ma anche per la nostra storia”.

Da quella collaborazione è partito questo tour Rio A Rio, inizialmente con qualche data con Cesare Cremonini, “è riduttivo definirlo allenamento” ha sottolineato il cantautore, che ha voluto cantare San Luca sempre insieme, “e poi ho ricevuto dalla gente un affetto commovente , ed è nato il grande stimolo a provare ad uscire da solo con un mio concerto”, inizialmente una tappa a Milano al forum di Assago, e adesso Luca Carboni dopo un anno è tornato in tour con oltre venti date in tutta Italia.

 

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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