Operai senza stipendio, impresa non iscritta alla Cassa Edile e una protesta che ha richiesto anche l’intervento dei Carabinieri. È quanto denuncia la Filca Cisl Lazio Nord in merito a un cantiere pubblico della ricostruzione post-sisma in provincia di Rieti, dove un gruppo di lavoratori di nazionalità egiziana ha manifestato per il mancato pagamento delle […]
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Operai senza stipendio, impresa non iscritta alla Cassa Edile e una protesta che ha richiesto anche l’intervento dei Carabinieri. È quanto denuncia la Filca Cisl Lazio Nord in merito a un cantiere pubblico della ricostruzione post-sisma in provincia di Rieti, dove un gruppo di lavoratori di nazionalità egiziana ha manifestato per il mancato pagamento delle retribuzioni arretrate.
Secondo quanto riferisce il sindacato, sul posto sono intervenuti i rappresentanti della Filca Cisl Lazio Nord per verificare la situazione e ricostruire le responsabilità lungo la filiera dell’appalto, in collaborazione con le autorità locali. Determinante, viene sottolineato nella nota, è stato l’intervento della pattuglia dell’Arma dei Carabinieri e la presenza del sindaco, che hanno contribuito a riportare la calma e a garantire la tutela dei lavoratori.
Dalle verifiche effettuate dalla Filca Cisl presso la Cassa Edile di Rieti sarebbe inoltre emersa un’irregolarità ritenuta particolarmente grave: l’impresa esecutrice dei lavori non risulterebbe iscritta alla Cassa Edile territorialmente competente. Una circostanza che, secondo il sindacato, configurerebbe una violazione delle disposizioni previste dal Decreto Legge 189/2016 e dalle ordinanze del Commissario Straordinario alla Ricostruzione, che impongono il rispetto del principio di territorialità e della regolarità contributiva per operare nei cantieri del cratere sismico.
L’intervento dei sindacalisti avrebbe consentito di ottenere dall’impresa appaltatrice un impegno formale al pagamento immediato di un acconto sulle retribuzioni spettanti agli operai, sbloccando così la situazione di stallo.
«Ci teniamo a ringraziare sentitamente il sindaco e i Carabinieri intervenuti – dichiarano i rappresentanti della Filca Cisl Lazio Nord –. Grazie alla loro disponibilità e alla collaborazione istituzionale siamo riusciti a gestire una situazione complessa e a garantire una prima, indispensabile risposta economica a lavoratori che si trovavano in una condizione di estrema fragilità».
Per il sindacato, però, l’episodio evidenzia un problema più ampio. «Quanto accaduto – prosegue la Filca Cisl – porta alla luce il fallimento dei controlli preventivi sull’accesso delle imprese nei cantieri della ricostruzione. Non è ammissibile che un’azienda possa operare in un appalto pubblico senza che siano state verificate le regolarità basilari, a partire dall’obbligatoria iscrizione alla Cassa Edile locale. La ricostruzione non può diventare un territorio privo di verifiche preventive».
La Filca Cisl Lazio Nord rende inoltre noto di aver formalmente informato le istituzioni competenti, tra cui l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e la stazione appaltante, chiedendo un’ispezione urgente e l’attivazione della responsabilità solidale dell’appaltatore per il pagamento integrale delle retribuzioni e dei contributi dovuti.
Il sindacato assicura infine che continuerà a seguire la vertenza fino alla completa regolarizzazione della posizione di tutti i lavoratori coinvolti e al pieno ripristino delle condizioni di legalità e trasparenza all’interno del cantiere.
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