Tentato furto domenica 16 agosto in una casa nelle campagne di Velletri, lungo via dei Cinque Archi. Le telecamere riprendono quattro individui con volto travisato e zaini nel giardino, ma l’allarme li costringe alla fuga
Il sole è ancora alto all’orizzonte e le videocamere di sorveglianza segnano le 18 e qualche manciata di minuti quando quattro individui vengono immortalati mentre passeggiano impunemente nel giardino di un’abitazione di campagna, con il volto travisato e almeno un paio di zaini sulle spalle, pronti presumibilmente a diventare contenitori di quanto sperano di portare via da lì a poco.
Sono immagini che hanno qualcosa di surreale proprio per la loro normalità apparente. Non è notte. Non c’è il favore del buio. È ancora una luminosa domenica d’agosto, quella del 16 agosto, quando nelle campagne di Velletri molte famiglie stanno terminando il lungo fine settimana di Ferragosto. In tanti sono al mare, c’è chi si prepara ad andare nella vicina Cisterna di Latina per la festa di San Rocco.
Loro, i quattro balordi criminali, si muovono all’interno della proprietà con una certa disinvoltura. Quella di chi nel “curriculum” di colpi del genere ne avrà già messi a segno chissà quanti e si muove con la spavalderia di chi sa di farla franca.
L’abitazione messa nel mirino dei furfanti si trova lungo via dei Cinque Archi, dopo l’incrocio con via Sole Luna, non lontano da un noto distributore di carburante.
Il gatto nero davanti ai quattro intrusi
C’è persino una scena che, se il contesto non fosse quello di un tentativo di furto, potrebbe sembrare uscita da un piccolo film. Lungo il profilo della casa compare infatti un gatto nero. L’animale si avvicina, incuriosito dalla presenza di quelle persone nel giardino, osserva per qualche istante e poi si allontana rapidamente.
Chissà se qualcuno dei quattro sarà stato scaramantico. Fatto sta che a portare davvero male ai loro propositi non sarà il passaggio del gatto, ma qualcosa di molto più concreto: il sistema d’allarme dell’abitazione.
Poco dopo, infatti, l’antifurto entra in funzione e quello che fino a quel momento era stato un movimento apparentemente tranquillo intorno alla casa si trasforma rapidamente in una fuga. Il colpo, fortunatamente, non è quindi andato a segno.
Nel giardino anche i giochi dei bambini
Ma nelle immagini diffuse sui social c’è un particolare che rende ancora più sgradevole quanto accaduto. Nel giardino si vedono anche i giochi dei bambini.
Oggetti normalissimi, quelli che si trovano in tantissime case delle campagne veliterne: il segno di una famiglia, della quotidianità, di bambini che giocano proprio negli stessi spazi nei quali, poche ore dopo o poche ore prima, quattro sconosciuti si sono mossi con il volto nascosto.
Ed è forse proprio questo l’aspetto che provoca più rabbia. Perché un tentativo di furto non si misura soltanto in ciò che viene eventualmente portato via.
Anche quando il ladro scappa a mani vuote, resta spesso qualcosa dietro di lui: la sensazione che il proprio spazio più intimo sia stato violato, il dubbio di non essere più completamente al sicuro neppure dentro casa propria, la paura che possa accadere di nuovo.
Per chi vive in una zona rurale, magari in un’abitazione isolata, quel senso di vulnerabilità può pesare ancora di più.
Tentato furto in pieno giorno
Colpisce anche l’orario. Le telecamere segnano poco dopo le 18, con il sole ancora alto e una visibilità praticamente piena. Nessuna incursione nel cuore della notte, dunque, ma un tentativo effettuato quando la giornata era ancora in corso.
Una circostanza che ha contribuito ad alimentare l’indignazione dei residenti e di quanti hanno visto il filmato dopo la sua diffusione sui social. Le immagini mostrano i quattro individui muoversi intorno all’abitazione con il volto coperto e gli zaini, prima che l’attivazione dell’allarme mandi all’aria i loro piani.
Rabbia sui social: «Servono più controlli e pene severe»
L’accaduto ha inevitabilmente provocato numerose reazioni tra i cittadini di Velletri. C’è chi chiede maggiore presenza e controllo nelle zone periferiche, chi invoca pene più severe nei confronti di chi viene sorpreso a introdursi nelle abitazioni e chi racconta la propria preoccupazione per episodi analoghi.
Un sentimento particolarmente forte nelle campagne e nelle colline del vasto territorio veliterno (poco cambia, va detto, spostandosi nei Comuni limitrofi), dove la distanza tra un’abitazione e l’altra e la presenza di strade secondarie possono aumentare la percezione di isolamento.
Al di là delle singole proposte avanzate nei commenti, il denominatore comune è soprattutto uno: la rabbia per intrusioni che finiscono per minare la serenità delle famiglie.
Perché dietro una finestra, un cancello o una porta non ci sono soltanto oggetti da rubare. Ci sono ricordi, abitudini, affetti. Ci sono persone anziane, bambini, famiglie. C’è quella sensazione di sicurezza che dovrebbe accompagnare il rientro a casa e che episodi come quello di domenica rischiano inevitabilmente di incrinare.
Questa volta il sistema di sicurezza ha svolto pienamente la propria funzione. Lo scatto dell’allarme ha infatti costretto i quattro ad abbandonare il tentativo e ad allontanarsi, evitando che l’incursione avesse conseguenze ben più pesanti per i proprietari.
Restano le immagini di quattro persone in un giardino che non è il loro, in pieno pomeriggio d’agosto, con i volti nascosti e gli zaini sulle spalle…