Il centrodestra di Frascati fa sul serio e si presenta con sette realtà politiche e civiche unite da un unico obiettivo: “costruire un’alternativa seria e credibile” per la città. È questo il messaggio con cui le forze che si riconoscono nel nuovo percorso unitario guardano alle elezioni amministrative del 2027.
Un progetto che ha dunque preso forma quello comunicato in queste ore con una foto di chi ha aderito e mette insieme Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Salvini e alcune realtà civiche come Frascati Nostra e Rinnovamento Civico, con l’ambizione dichiarata di presentarsi unite alla sfida contro il centrosinistra e contro l’amministrazione guidata dalla sindaca Francesca Sbardella, eletta nell’ottobre 2021 alla guida di una coalizione a trazione PD. Proprio mentre il nuovo schieramento parla però di “alternativa”, emergono alcune perplessità di natura politica e che in città stanno facendo rumore…
Domande che nascono in primis dalla presenza a questo grande tavolo, di Roberto Mastrosanti, consigliere comunale, già sindaco e prima ancora assessore, nel direttivo di Italia Viva fino a poco fa e caratterizzato da una storia politica decisamente diversa da quella tradizionalmente riconducibile al centrodestra. Un centrodestra, oltretutto, in cui figura Forza Italia, il cui Commissario oggi è Mario Gori, protagonista del percorso di costruzione della nuova coalizione. Gori, come è risaputo, non è però un osservatore esterno della storia politica recente della città ed è noto il suo ruolo a sostegno della maggioranza dell’allora sindaco Mastrosanti, che terminò però con una brusca rottura e una caduta anticipata del governo cittadino. Una frattura – e qui sta il punto – portata avanti anche da Mario Gori e siglata poi di fronte ad un notaio con una firma di sfiducia anche dalla figlia Arianna, allora consigliera di maggioranza. Anche questo elemento, dunque, pone una domanda di coerenza politica. Cosa è cambiato da allora ad oggi? Quali sono le basi su cui poter ricostruire una solida alleanza che in passato invece è naufragata nei modi che tutti conosciamo? Quali sono le motivazioni che oggi spingono a una convergenza politica che rimette sullo stesso tavolo Mastrosanti e Gori?
La politica, naturalmente, può cambiare. Le persone possono cambiare partito, modificare alleanze, maturare valutazioni differenti e costruire nuovi percorsi. Ma quando si chiede agli elettori di credere in una “nuova alternativa di governo”, è necessario spiegare anche le ragioni delle scelte compiute nel passato e quanto oggi quelle scelte abbiano un peso specifico diverso in una nuova formazione politica. Altrimenti il rischio è che la parola “alternativa” rimanga soltanto uno slogan.
Da una parte ci sono i partiti del centrodestra, che nel 2026 hanno formalizzato un percorso comune basato sulla costruzione della coalizione, sulla definizione del programma e, successivamente, sulla scelta del candidato sindaco. Dall’altra ci sono esperienze civiche e personali che hanno attraversato trasversalmente la politica frascatana degli ultimi anni.
La domanda, quindi, non è se sia possibile mettere insieme persone provenienti da storie politiche diverse. È assolutamente possibile. La domanda è un’altra: qual è il progetto politico che giustifica questa convergenza? E ancora: quale discontinuità viene proposta rispetto alle amministrazioni e alle coalizioni che hanno governato Frascati negli ultimi anni?
Perché se l’obiettivo è contendere al Partito Democratico e al centrosinistra il governo della città dopo il mandato di Francesca Sbardella, gli elettori avranno diritto di sapere non soltanto chi comporrà la squadra, ma anche quale idea di città quella squadra intenda portare avanti. Servirà soprattutto chiarire una questione che, già oggi, aleggia sul nuovo progetto: può una coalizione che mette insieme il centrodestra tradizionale, l’ex sindaco Mastrosanti e protagonisti che hanno avuto rapporti politici con la sua precedente amministrazione presentarsi agli elettori come una netta discontinuità rispetto al passato? Che ruolo avranno Gori e Mastrosanti all’interno della coalizione? Chi sarà il candidato sindaco? Dovranno infine essere loro a spiegare perché oggi quelle storie politiche, un tempo distinte e talvolta contrapposte, possano essere considerate parte di un unico progetto.
Perché “Frascati merita di più” è uno slogan efficace. Ma per trasformarlo in una proposta di governo credibile serviranno anche programmi, responsabilità e una spiegazione convincente del percorso politico che ha portato queste sette realtà allo stesso tavolo.