Anche nel cervello adulto esistono cellule staminali, il loro declino favorisce il deterioramento cognitivo Gli studenti universitari iscritti alla facoltà di scienze biologiche o medicina hanno trovato come primo esame sempre l’embriologia, il tradizionale start alle conoscenze sanitarie per capire come al momento della fecondazione si avvia un programma cellulare straordinario: creare un nuovo organismo […]

Anche nel cervello adulto esistono cellule staminali, il loro declino favorisce il deterioramento cognitivo

Gli studenti universitari iscritti alla facoltà di scienze biologiche o medicina hanno trovato come primo esame sempre l’embriologia, il tradizionale start alle conoscenze sanitarie per capire come al momento della fecondazione si avvia un programma cellulare straordinario: creare un nuovo organismo multicellulare.

Questo processo inizia con un ovulo fecondato, uno zigote, che contiene le 23 coppie di cromosomi umani, metà materni e metà paterni. Lo zigote viene sottoposto a varie divisioni e crea una sfera cava di cellule chiamata «blastocisti». Al suo interno si trovano le cellule staminali embrionali. Queste cellule sono pluripotenti, cioè hanno la capacità di dare origine ai tanti tipi di cellule presenti nel corpo umano.

Queste conoscenze elementari e basilari solo qualche decennio sembrano oggi la preistoria di una Ricerca Scientifica avanzata che negli ultimi anni ha aperto nuove prospettive alla Longevità e alla cura dei tumori.

In un organismo giovane, le cellule staminali sono abbondanti e attive, consentendo una rapida riparazione dei tessuti danneggiati e il mantenimento di funzioni biologiche ottimali ma con il passare degli anni queste cellule iniziano a ridursi di numero e a perdere la loro capacità rigenerativa.  

Fenomeni infiammatori diffusi ostacolano la nascita di nuove cellule e il declino delle cellule staminali provoca un graduale deterioramento strutturale e funzionale degli organi e dei tessuti, rendendoli più suscettibili ai danni e meno capaci di recuperare in seguito a traumi o stress.

La riduzione delle staminali neurali limita la neurogenesi e favorisce declino cognitivo e maggiore vulnerabilità alle malattie degenerative cerebrali come Alzheimer e Parkinson.

Per saperne di più sull’argomento a Bari ci sarà la conferenza del Prof. Angelo Vescovi, l’italiano che per primo ha isolato le cellule staminali cerebrali.

Venerdì 25 settembre 2026, ore 18.00-21.15 Grande Albergo delle Nazioni Lungomare Bari

 

 

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