“Necessario parlarne”: Gaia Zucchi, Ambasciatrice di Pace

Presidente dell’associazione Polissena C’è, l’attrice ha ricevuto il titolo simbolico il 16 settembre, nella VI edizione del Gran Galà per la Pace “Necessario sempre più parlarne e cercare concretamente di fare qualcosa”. Gaia Zucchi lo ha detto a proposito dei femminicidi di cui si viene a sapere dai media. Il 16 settembre l’attrice ha ricevuto […]

Presidente dell’associazione Polissena C’è, l’attrice ha ricevuto il titolo simbolico il 16 settembre, nella VI edizione del Gran Galà per la Pace

“Necessario sempre più parlarne e cercare concretamente di fare qualcosa”. Gaia Zucchi lo ha detto a proposito dei femminicidi di cui si viene a sapere dai media. Il 16 settembre l’attrice ha ricevuto il titolo simbolico di Ambasciatrice di Pace nella VI edizione del Premio Internazionale San Giovanni Paolo II, Gran Galà per la Pace.

 

Zucchi è un’attrice romana, diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tra i suoi insegnanti, Goliarda Sapienza e Attilio Corsini, che sarebbe diventato uno dei suoi principali riferimenti nel teatro. Con Corsini ha lavorato a lungo, anche negli spettacoli “Voglia matta, Anni 60” e “Voglia matta, Anni 50”. Nel 2003 ha partecipato a “La giornata d’uno scrutatore”, con la regia di Luca Ronconi.

 

Al cinema ha lavorato con Tinto Brass in “Fermo posta” e con Domenico Costanzo ne “I volontari”. La filmografia comprende “Il cielo è sempre più blu”, “Il tocco: la sfida”, “Per sempre” e “Rabbia in pugno”. In televisione è apparsa, tra gli altri, ne “La Squadra”, “Carabinieri”, “Distretto di Polizia” e “Camera Café”. Nel percorso professionale campagne pubblicitarie e altre esperienze nel mondo dello spettacolo.

 

Accanto all’attività artistica c’è l’impegno nell’associazione “Polissena C’è”, che Zucchi presiede e che ha fondato con Daniela Rinaldini e Vincenzo Esposito. L’associazione si occupa delle persone più fragili e di chi rischia di restare ai margini, promuovendo iniziative contro ogni forma di violenza e lavorando su inclusione, ascolto, dignità e tutela dei diritti.

 

“Sono presidente dell’associazione, con il desiderio di dare voce a tutte quelle persone che troppo spesso non vengono ascoltate”, ha detto. Da qui il richiamo alla necessità di affrontare il tema della violenza sulle donne con maggiore attenzione e con azioni concrete.

 

L’impegno civile convive con la scrittura. Nel 2023 ha pubblicato “La vicina di Zeffirelli” (De Nigris Editori). Racconta l’amicizia con il regista, suo vicino di casa per oltre quindici anni, e al rapporto con la fede cattolica.

 

Il premio, promosso e curato da Nino Capobianco, nasce per rendere omaggio a chi si è distinto nella diffusione della pace, della cultura, della salute, della solidarietà e dei diritti umani, nel solco di Karol Wojtyła. L’edizione 2026 richiama anche San Francesco d’Assisi, nell’anno dell’ottocentesimo anniversario della sua morte.

 

Durante la serata è stata presentata anche la Fiaccola della Pace, concepita come messaggio itinerante, mentre il progetto sociale A.MA.MI. ha promosso azioni di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza.

 

“Nel mio mestiere di attrice ciò che conta davvero è portare messaggi importanti, dare voce a chi non ne ha e utilizzare la propria presenza per lasciare qualcosa di duraturo”, aveva detto Zucchi prima della cerimonia.

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