A farle visita anche il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, che le ha portato uno splendido mazzo di fiori a nome dell’intera città. «Sono felice, oggi per me è una giornata meravigliosa», ha detto Floriana. Il sindaco si è detto «onorato» di poter condividere con lei un momento così raro e prezioso
Ci sono compleanni che non si contano soltanto con le candeline, anche perché in questo caso per contarle passerebbero decine e decine di secondi. Si misurano con i ricordi, con gli affetti costruiti nel tempo, con le difficoltà superate e con tutto ciò che si è riusciti a lasciare agli altri.
E allora, in questo lunedì 5 ottobre 2026, mentre sulle colline tra Velletri e Lariano l’autunno continua a regalare temperature piacevoli, quasi nel prolungamento di un’estate che sembra non volersi congedare del tutto, c’è stata una festa capace di fermare per qualche ora il tempo.
A Villa Rossella, in via Alessandro Volta 2 a Lariano, sono state spente ben 105 candeline per Floriana Donfrancesco, nata il 5 ottobre del 1921 e oggi circondata dall’affetto della sua famiglia, di quanti le vogliono bene e noi di Castelli Notizie, che non abbiamo voluto farle mancare il nostro affetto.
Un traguardo straordinario, che significa aver attraversato più di un secolo di storia.
Floriana è nata a Colfelice, in provincia di Frosinone, da Luigi ed Elvira ed è stata la prima di otto figli, tre femmine e cinque maschi. Essere la maggiore, in quegli anni, significava assumersi molto presto responsabilità importanti.
E così Floriana divenne quasi una seconda mamma per i suoi fratelli più piccoli, aiutando la propria madre ad accudirli e imparando già da giovanissima quel senso di cura e responsabilità che avrebbe poi accompagnato tutta la sua vita.
Era un mondo completamente diverso da quello di oggi. La radio non era ancora entrata stabilmente nelle case, la televisione era lontanissima, le automobili erano per pochi e la quotidianità era scandita dal lavoro domestico, dai sacrifici e da famiglie spesso numerose.
Floriana quel mondo non lo ha letto sui libri. Lo ha vissuto.
Ha attraversato il fascismo, la Seconda guerra mondiale, gli anni durissimi delle privazioni, poi la ricostruzione, il boom economico e tutte le trasformazioni sociali e tecnologiche che hanno cambiato l’Italia.
Ha visto arrivare la televisione nelle case, le automobili diventare di massa, l’uomo camminare sulla Luna, i telefoni fissi, poi i cellulari, internet e le videochiamate. Un secolo di cambiamenti passato davanti ai suoi occhi.
L’amore con Lamberto, durato 73 anni
Dentro una vita così lunga c’è anche una grande storia d’amore. Floriana sposò Lamberto Minotti l’8 marzo 1945, quando la guerra non era ancora finita e costruire un futuro significava prima di tutto avere il coraggio di immaginarlo.
La figlia Loredana racconta di una vita condivisa tra sacrifici, difficoltà economiche e momenti non semplici, ma sempre affrontati insieme.
«Si sono sempre dati da fare e sono sempre venuti a capo di qualsiasi cosa», ricorda con commozione. Il loro matrimonio è durato 73 anni. Avevano festeggiato anche i 70 anni di nozze e speravano di poter raggiungere il traguardo dei 75. Non è stato possibile, perché Lamberto è venuto a mancare a seguito di una malattia. Ma settantatré anni trascorsi insieme rappresentano già una storia rarissima, fatta di presenza, dedizione e quotidianità condivisa.
Tre figli, sei nipoti e una famiglia rimasta unita
Dal loro matrimonio sono nati tre figli: Mauro, arrivato nel 1945, Marcello tre anni più tardi e infine Loredana, nata diciotto anni dopo il secondo fratello. Con il tempo la famiglia si è allargata e oggi intorno a Floriana ci sono anche i nipoti Marco, Sara, Riccardo, Fabio, Simone ed Elena.
Ed è proprio la famiglia, più di ogni altra cosa, a rappresentare l’eredità lasciata da Floriana e Lamberto. «Ci hanno dato un insegnamento bellissimo – ha raccontato Loredana – fatto di educazione, umiltà e rispetto per tutto e tutti. Siamo sempre stati una famiglia riunita per le feste e per qualsiasi occasione e ancora oggi siamo una famiglia molto unita».
Una frase che dice molto più di tanti discorsi.
Perché quando gli anni diventano 105, forse il bilancio più importante non è quello delle cose possedute, ma delle persone che continuano a ritrovarsi attorno allo stesso tavolo.
Una vita semplice diventata memoria preziosa
Floriana è stata una donna di casa, come tante della sua generazione. Ha cucito, rammendato, accudito i familiari e portato avanti tutte quelle incombenze domestiche che, soprattutto nel secolo scorso, rappresentavano un lavoro enorme pur senza essere riconosciuto come tale.
Ma ha accumulato qualcosa che nessun archivio potrebbe mai sostituire: la memoria. Quando racconta gli anni della guerra, le ristrettezze economiche e le difficoltà affrontate, chi la ascolta rimane affascinato.
«È come se raccontasse delle fiabe», ha confidato la figlia. Solo che quelle storie non sono fiabe. Floriana c’era. E quella memoria oggi rappresenta un ponte tra generazioni lontanissime.
“Per noi è una guerriera”
Arrivare a 105 anni non significa non aver conosciuto la sofferenza. Floriana ha affrontato malattie, difficoltà e anche, appena due anni fa, una delicata operazione al cuore. Eppure è ancora qui, circondata da figli e nipoti.
Per questo sua figlia utilizza una parola molto precisa per definirla: «Per noi è una guerriera». Una guerriera silenziosa, come tante donne della sua generazione, abituate ad affrontare le difficoltà senza proclami, ma con tenacia e determinazione.
«È arrivata a questa età con coraggio – ha raccontato ancora Loredana – ed è un esempio per tante persone. Tutti quelli che la conoscono si innamorano di lei e dei suoi racconti. Potrebbe scrivere un libro».
E forse, in fondo, Floriana quel libro lo ha già scritto. Lo ha scritto nei fratelli accuditi da ragazza, nel matrimonio con Lamberto, nei figli cresciuti, nei nipoti e nei ricordi consegnati a chi oggi si ferma ad ascoltarla.
Gli auguri del sindaco Ascanio Cascella
Alla festa di oggi ha voluto prendere parte anche il sindaco di Velletri, Ascanio Cascella, che ha raggiunto Floriana portandole uno splendido mazzo di fiori a nome dell’intera città.
Un gesto semplice ma carico di significato, che ha voluto rappresentare l’affetto e la vicinanza della comunità veliterna per un traguardo così raro e straordinario.
Il Primo cittadino si è fermato a lungo con Floriana, parlando con lei e condividendo qualche momento della festa insieme ai familiari. Un incontro cordiale e affettuoso, reso ancora più intenso dalla lucidità, dalla simpatia e dalla serenità della festeggiata.
«Sono felice, oggi per me è una giornata meravigliosa», ha detto Floriana, ringraziando il Sindaco per la visita e per i fiori ricevuti.
Cascella, dal canto suo, si è detto “onorato” di poter condividere un momento tanto speciale e di poter portare personalmente gli auguri di Velletri a una donna che ha attraversato oltre un secolo di storia.
Perché Floriana, pur vivendo oggi a Lariano (a pochi metri dai confini con Velletri, ndr), conserva un legame profondo con Velletri, la sua città, e il suo 105° compleanno è inevitabilmente diventato anche un momento di festa per tutta la comunità.
E proprio durante la festa non è mancato un siparietto capace di regalare sorrisi. Davanti alle telecamere, una nipotina si è avvicinata a Floriana e le ha chiesto:
«Quanti anni fai?» Lei, senza esitazione, ha risposto: «106». Un anno in più del dovuto. Ma a 105 anni, più che un errore, può diventare un bellissimo auspicio.
Magari Floriana si è semplicemente portata avanti. E allora quel “106” pronunciato con naturalezza davanti alle telecamere può essere letto come un piccolo presagio: l’augurio che tra dodici mesi ci si possa ritrovare ancora una volta insieme, davanti a un’altra torta, con un altro mazzo di fiori e una nuova candelina da aggiungere.
