Marino e Italia ’90, il racconto dell’on. Giulio Santarelli svela l’impresa di Domenico Fiore che rese possibile l’arrivo della Nazionale italiana in città
C’è un filo rosso che unisce le imprese mondiali della Nazionale italiana di calcio alla storia di Marino: un intreccio affascinante di intuizioni geniali, sfide apparentemente impossibili e uomini straordinari, capaci di lasciare un segno indelebile ben oltre i confini del campo da gioco.
A svelarlo è stato l’onorevole Giulio Santarelli, ex sindaco della città dei Castelli Romani, che, intervenuto accanto all’attuale sindaco Stefano Cecchi all’inaugurazione del campo sportivo “Domenico Fiore” dopo i lavori di riqualificazione, ha voluto ripercorrere i retroscena di una pagina memorabile per la città. Lo Stadio è noto, infatti, anche come Italia ’90, perchè ha ospitato gli allenamenti della Nazionale italiana impegnata nei Mondiali di quell’anno, e che alloggiava in una struttura alberghiera poco distante.
La genesi dell’arrivo della Nazionale a Marino, ha raccontato Santarelli, affonda le radici lontano: «La decisione di portare la nazionale a Marino fu presa a Città del Messico nell’86, a fine primo tempo della gara di apertura del mondiale, dopo aver parlato con Luca di Montezemolo».
Un’ambizione straordinaria che rischiava però di infrangersi contro la dura realtà dei cantieri per la realizzazione dell’impianto sportivo.
A soli due mesi dalla scadenza fissata, infatti, la ditta appaltatrice aveva abbandonato i lavori, lasciando l’opera in alto mare.
È in quel momento di emergenza che si materializza l’intuizione decisiva: «Mi venne l’idea di chiamare
Domenico, che la mattina dopo si presentò immediatamente al Comune», ha ricordato Santarelli.
Mancavano appena quattro giorni alla fine di marzo e il grosso dell’intervento era ancora da completare. Di fronte a una situazione disperata, la risposta di Domenico Fiore fu quella del vero uomo di sport e di comunità: «Mi disse che da vero marinese non poteva tirarsi indietro, nonostante fosse una missione impossibile».
Un’impresa titanica portata a termine grazie alla determinazione dell’imprenditore marinese, al punto che, come ha ribadito con forza Santarelli: «Senza di lui i campioni del mondo non sarebbero venuti a Marino».
Un aneddoto che oggi, ripercorrendo il perchè dell’intitolazione dello stadio di Marino, restituisce il giusto riconoscimento a chi ha fatto grande la storia della città.
