“Il ragazzo dai pantaloni rosa”: nel musical diretto da Massimo Romeo Piparo, Samuele Carrino e Christian Roberto interpretano il giovane romano a 15 e a 27 anni. Dal 29 ottobre al Teatro Sistina Piparo dice di aver voluto riportare Andrea “tra noi”, attraverso una voce narrante,  una sorta di pensiero che immagina un futuro possibile: […]

“Il ragazzo dai pantaloni rosa”: nel musical diretto da Massimo Romeo Piparo, Samuele Carrino e Christian Roberto interpretano il giovane romano a 15 e a 27 anni. Dal 29 ottobre al Teatro Sistina

Piparo dice di aver voluto riportare Andrea “tra noi”, attraverso una voce narrante,  una sorta di pensiero che immagina un futuro possibile: “Se oggi fossi ancora qui”. Samuele Carrino veste i panni del quindicenne, mentre Christian Roberto dà volto a un Andrea di 27 anni, l’età che non ha mai raggiunto. La vita non ha potuto mostrare insieme il ragazzo e l’uomo che non è diventato, il teatro sì. Il vero personaggio è il tempo che gli è stato tolto. Questa scelta rende visibile ciò che nella vita di Andrea è rimasto solo una possibilità.

 

Il musical “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, diretto da Massimo Romeo Piparo, è al Teatro Sistina da giovedì 29 ottobre a domenica 1° novembre. Poi lo spettacolo riparte per un tour in diverse città italiane. Al centro, la storia di Andrea Spezzacatena, morto a quindici anni nel 2012 dopo mesi di bullismo e di persecuzioni in rete. L’allestimento nasce dal libro di Teresa Manes, la madre di Andrea, e dal film di Eagle Pictures e Weekend Films, che ha mostrato la vicenda a una platea più vasta, soprattutto di giovani. La sceneggiatura è di Roberto Proia, che firma con il direttore artistico anche l’adattamento teatrale. Il regista ha riconosciuto alla madre di Andrea il coraggio di condividere un’esperienza dolorosa. Da genitore, ha dichiarato di non conoscere un dolore più dilaniante. La scelta di affidare il racconto anche alla voce adulta del protagonista nasce dalla volontà di andare oltre la ricostruzione della tragedia, per risalire alle cause che l’hanno preceduta e invitarci a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni.

 

Nel cast, Rossella Brescia è la madre, Donato Altomare il padre, Matteo Volpotti il professore di musica, il piccolo Michele Mula il fratellino Daniele. Sara Ciocca torna accanto a Carrino. Tommaso Pieropan è Christian, il bello e bullo della scuola, il carnefice designato. È proprio la figura di Christian a richiamare uno dei meccanismi più insidiosi del bullismo. Il gruppo può alimentare e legittimare il ruolo di chi umilia un compagno, ma questo non cancella la responsabilità individuale. Parla della ricerca delle “pecorelle contro cui farsi leoni”, una formula che sintetizza la dinamica con cui il gruppo individua una vittima e trasforma la sua diversità in un bersaglio.

 

Il percorso del film nelle scuole ha contribuito a diffondere questa storia tra gli adolescenti. È un passaggio importante anche per il musical, perché il pubblico può confrontarsi in modo diretto con i comportamenti rappresentati. Accanto alle famiglie, il racconto si rivolge anche ai ragazzi che possono riconoscersi nella vittima. Chi subisce il bullismo, chi lo pratica, chi assiste senza intervenire. Per Piparo il teatro è uno specchio della società, capace di restituire agli spettatori le proprie virtù e debolezze. Per lui il teatro è uno specchio della società, capace di restituire agli spettatori le proprie virtù e debolezze. Per questo definisce il progetto una pietra miliare del suo percorso artistico.

 

La versione teatrale adotta la formula del jukebox musical, con una selezione di brani del pop-rock italiano arrangiati dal direttore musicale Emanuele Friello. La playlist comprende “Canta ancora” di Arisa, premiata con il Nastro d’Argento come miglior canzone originale, poi “100 messaggi”, “A modo tuo”, “Gigante”, “Il filo rosso”, “La fine”, “Sogna ragazzo sogna”, “Una musica può fare”, “Volevo essere un duro”. La sua esperienza nel genere si è consolidata con produzioni come “Mamma Mia!”, “We Will Rock You” e “Moulin Rouge! Il Musical”. Le coreografie sono di Dalila Frassanito, le scenografie di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, le luci di Umile Vainieri e il suono di Stefano Gorini.

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