Velletri, l’assessore allo Sport Paolo Felci replica alla Ginnastica Velitrae: «Esclusa dal bando per debiti col Comune. Bastava rateizzare»
Non si è fatta attendere la replica dell’assessore allo Sport del Comune di Velletri, Paolo Felci, dopo la conferenza stampa tenuta nel pomeriggio di oggi, venerdì 23 ottobre, dal presidente dell’Associazione Ginnastica Velitrae, Fabrizio Mazzalupi, che ha denunciato la difficile situazione della storica società sportiva, chiamata a sgomberare le proprie attrezzature dalla palestra della scuola Clemente Cardinali dopo l’esclusione dalle graduatorie per l’utilizzo degli impianti comunali.
Una vicenda che ha suscitato amarezza e preoccupazione tra atleti, famiglie e appassionati, considerando gli oltre 120 anni di storia di un’associazione fondata nel 1904 e diventata nel tempo un punto di riferimento per la ginnastica veliterna.
A poche ore dalle dichiarazioni del presidente Mazzalupi, Felci è intervenuto pubblicamente per chiarire la posizione dell’Amministrazione comunale, individuando nella situazione debitoria della società nei confronti del Comune la ragione dell’esclusione dal bando.
Paolo Felci alla Velitre: «Il regolamento è uguale per tutte le società sportive»
«Dopo aver letto il comunicato della società Velitrae uscito questa sera, in cui vengo citato, sento il dovere di rispondere in qualità di Assessore allo Sport», esordisce Felci, rivolgendosi direttamente al presidente dell’associazione.
L’assessore spiega che il bando per l’assegnazione degli impianti sportivi comunali prevede requisiti precisi, tra cui l’assenza di debiti nei confronti dell’Ente al momento della presentazione della domanda.
«Il bando che riguarda gli impianti sportivi comunali prevede regole alle quali tutte le società sportive devono attenersi», afferma Felci, sottolineando come anche una realtà dalla storia prestigiosa quale la Velitrae sia tenuta a rispettare le stesse condizioni previste per le altre associazioni.
Secondo quanto riferito dall’assessore, la società avrebbe accumulato nel tempo quote non versate per l’utilizzo degli spazi comunali.
Felci non rende noto l’ammontare del debito, ritenendo non corretto divulgarlo, ma fornisce un elemento per comprendere la sua contestazione.
«Per dare però un’idea a chi ci legge, un’ora di palestra costa circa 4 euro: per arrivare a somme significative sono necessari diversi anni di quote non versate».
Si tratta di affermazioni dell’assessore sulle quali, al momento, non sono stati resi pubblici nell’ambito della replica né gli importi contestati né il dettaglio delle annualità interessate.
«Se avesse rateizzato il debito avrebbe mantenuto gli spazi»
Uno dei passaggi centrali della risposta di Felci riguarda la possibilità, che a suo dire sarebbe stata prospettata più volte alla società, di regolarizzare la posizione attraverso un piano di rateizzazione.
«Sapeva da tempo della situazione debitoria: ne abbiamo parlato più volte, fin dall’inizio dell’estate, e ne esistono i relativi messaggi», dichiara l’assessore rivolgendosi a Mazzalupi.
Poi l’affermazione più netta: «Se avesse rateizzato il debito, come hanno fatto tanti altri nelle sue stesse condizioni, avrebbe mantenuto i suoi spazi».
Felci sostiene dunque che l’esclusione non sarebbe stata inevitabile, ma avrebbe potuto essere scongiurata attraverso una soluzione concordata con gli uffici comunali. L’assessore ricorda inoltre che al bando hanno partecipato oltre trenta società sportive e ribadisce la necessità di applicare criteri uniformi.
«Le società che hanno risposto al bando sono più di trenta e, per correttezza, la stessa regola deve valere per tutte».
Da qui anche una riflessione sulle risorse necessarie alla manutenzione degli impianti: secondo Felci, il mancato pagamento delle quote contribuisce a rendere più difficile sostenere i costi di gestione e gli interventi sulle strutture.
Perché lo sgombero dalla Clemente Cardinali
L’assessore interviene anche sull’ordine di liberare gli spazi della palestra, uno degli aspetti che più hanno colpito le famiglie e i tesserati della Velitrae. «L’ordinanza di sgombero è motivata dal fatto che ci sono società in graduatoria che attendono di prendere possesso degli spazi loro spettanti, come previsto dal bando», spiega.
Secondo la ricostruzione di Felci, quindi, l’Amministrazione deve garantire innanzitutto l’utilizzo degli impianti alle associazioni che hanno ottenuto l’assegnazione attraverso la procedura prevista.
Ciò non escluderebbe, tuttavia, la possibilità per la Velitrae di continuare a svolgere attività nelle strutture comunali.
«Nessuno resta indietro, come è già successo per altre società sportive. È però prioritario destinare gli spazi a chi ha i conti in regola e ha ottenuto i posti in graduatoria. Una volta assegnati gli spazi alle società utilmente collocate, la Sua società potrà usufruire di quelli eventualmente rimasti».
Una prospettiva che, se concretizzata, potrebbe consentire all’associazione di trovare una soluzione, sebbene subordinata alla disponibilità residua delle palestre e dunque non necessariamente equivalente agli spazi e agli orari utilizzati finora.
Felci: «Scorretto addossare tutte le colpe all’Amministrazione»
Nella sua replica, l’assessore non nasconde il disappunto per le dichiarazioni diffuse dalla Velitrae.
«Trovo davvero scorretto emanare un comunicato stampa e addossare le colpe all’Amministrazione, quando si sapeva benissimo che da anni esistevano quote non versate. Prima di scrivere certe cose, sarebbe stato onesto dire la verità ai propri iscritti».
Felci richiama anche il tema dei costi sostenuti dal Comune per mantenere in funzione gli impianti, sostenendo che le tariffe applicate alle associazioni siano particolarmente contenute rispetto alle spese di gestione.
«L’Amministrazione comunale – quella attuale come quelle che l’hanno preceduta – ha sempre considerato lo sport un servizio a perdere: i costi degli impianti comunali sono davvero molto bassi e i costi di gestione sono quasi il quadruplo delle entrate».
L’assessore ribadisce che, nonostante la situazione contestata, sarebbe comunque stata disponibile una soluzione di rateizzazione.
«Disponibile a lavorare per garantire uno spazio agli atleti»
Nonostante i toni decisi della replica, Felci conclude lasciando aperta la possibilità di un confronto con la società. «Mi dispiace dover rispondere pubblicamente, ma è altrettanto giusto che i cittadini sappiano come stanno realmente le cose».
Infine, l’apertura: «Resto comunque a disposizione, come sempre, per lavorare insieme a tutta l’Amministrazione affinché la Sua società e i Suoi atleti possano avere il giusto spazio negli impianti sportivi comunali».
La vicenda resta dunque aperta, con due posizioni che, almeno per il momento, appaiono distanti. Da una parte la Velitrae, che attraverso il presidente Mazzalupi ha espresso tutta la propria amarezza per l’esclusione dal bando e per la richiesta di sgombero; dall’altra l’assessore Felci, che rivendica il rispetto delle regole e sostiene che la società avrebbe avuto la possibilità di regolarizzare la propria posizione.
Sul piano amministrativo resta inoltre da seguire l’esito del contenzioso davanti al TAR, richiamato dalla società in occasione della conferenza stampa.
Al di là delle rispettive ricostruzioni, la questione riguarda il futuro di una delle associazioni sportive più longeve della città e, soprattutto, la possibilità per i suoi atleti di proseguire regolarmente gli allenamenti.
L’auspicio è che il confronto possa condurre a una soluzione concreta, capace di coniugare il rispetto delle procedure di assegnazione, i diritti delle altre associazioni sportive e la continuità dell’attività della Velitrae, un patrimonio sportivo e storico che Velletri ha certamente interesse a preservare.
