Aggressioni ai sanitari in aumento del 51% nella ASL Roma 6. All’Ospedale dei Castelli il confronto sulla sicurezza e la richiesta di più Polizia
Le aggressioni contro medici, infermieri e operatori sanitari rappresentano un’emergenza sempre più preoccupante anche nel territorio dei Castelli Romani e della provincia di Roma. A confermarlo sono i dati diffusi dalla ASL Roma 6, che negli ultimi tre anni ha registrato un aumento del 51% delle segnalazioni di aggressioni ai danni del proprio personale.
Un incremento significativo, che riporta al centro dell’attenzione la sicurezza di chi ogni giorno lavora negli ospedali e nei servizi sanitari territoriali, spesso trovandosi a gestire situazioni di tensione, minacce e comportamenti violenti.
Di questo si è discusso nella mattinata di oggi, venerdì 23 ottobre, nell’Aula Viola dell’Ospedale dei Castelli di Ariccia, dove si è svolto il convegno “Prevenzione del rischio aggressioni e violenze nei luoghi di lavoro”, promosso dalla UOSD Servizio Prevenzione e Protezione della ASL Roma 6.
L’iniziativa ha visto una partecipazione significativa di professionisti sanitari, psicologi, esperti della prevenzione, rappresentanti istituzionali, Forze dell’Ordine e organizzazioni sindacali, riuniti per analizzare le dimensioni del fenomeno e individuare possibili strategie di contrasto.
Pronto Soccorso tra i luoghi più a rischio, soprattutto di notte
Dai dati illustrati durante il convegno emerge come le situazioni più critiche si concentrino nei Pronto Soccorso, in particolare durante le ore notturne, quando il personale sanitario si trova spesso a fronteggiare condizioni di maggiore vulnerabilità.
Ma le aggressioni non riguardano soltanto gli ospedali. Il fenomeno interessa anche i Centri di Salute Mentale, l’assistenza domiciliare e i servizi sanitari territoriali.
Una diffusione che pone nuove sfide alla sicurezza degli operatori, soprattutto alla luce della progressiva trasformazione del sistema sanitario, sempre più orientato a garantire cure e assistenza anche al di fuori delle strutture ospedaliere.
Profico: «Più presenza della Polizia all’Ospedale dei Castelli»
Ad aprire i lavori è stato il direttore generale della ASL Roma 6, Giovanni Profico, che ha ribadito la necessità di affrontare il problema attraverso interventi concreti e una collaborazione sempre più stretta con le Forze dell’Ordine.
«La sicurezza dei nostri operatori è una priorità assoluta. Non possiamo accettare che chi ogni giorno lavora per garantire il diritto alla salute debba svolgere la propria attività in condizioni di rischio».
Profico ha quindi annunciato alcune delle iniziative sulle quali l’Azienda sanitaria sta lavorando.
«Stiamo lavorando su più fronti, a partire dalla richiesta di ampliare le ore di presenza del Posto di Polizia presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale dei Castelli. È inoltre aperto un confronto con tutte le Forze dell’Ordine per arrivare alla definizione di un protocollo operativo che possa accrescere il livello di sicurezza dei nostri professionisti».
Un percorso che dovrà tenere conto anche delle nuove modalità di assistenza sanitaria.
«La sanità sta cambiando, cresce l’assistenza sul territorio e dobbiamo essere capaci di garantire protezione agli operatori in ogni contesto di cura», ha aggiunto il direttore generale.
Prevenzione, formazione e gestione dei conflitti
Nel corso del convegno sono stati approfonditi anche gli aspetti psicologici e organizzativi delle aggressioni, con particolare attenzione alle metodologie di valutazione del rischio e alle tecniche di de-escalation, ossia quelle strategie comunicative e comportamentali che possono contribuire a ridurre la tensione e prevenire l’escalation di situazioni potenzialmente violente.
Ampio spazio è stato riservato al ruolo della formazione del personale, considerata uno degli strumenti fondamentali per riconoscere tempestivamente i segnali di pericolo e affrontare le situazioni critiche.
Gli interventi sono stati affidati in larga parte ai professionisti della UOSD Servizio Prevenzione e Protezione della ASL Roma 6, valorizzando le competenze e l’esperienza maturate all’interno dell’Azienda sanitaria.
L’obiettivo è costruire una cultura della sicurezza che non si limiti alla gestione delle emergenze, ma diventi parte integrante dell’organizzazione quotidiana del lavoro, coinvolgendo tutti i professionisti.
Il confronto con i sindacati e le prossime iniziative
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata al confronto con le rappresentanze sindacali, chiamate a contribuire all’individuazione delle criticità e delle possibili soluzioni per migliorare le condizioni di lavoro.
Il dato dell’aumento del 51% delle segnalazioni in tre anni costituisce un campanello d’allarme che non può essere sottovalutato, pur trattandosi di un incremento delle segnalazioni registrate e non necessariamente di tutti gli episodi effettivamente avvenuti.
La sfida, per la ASL Roma 6, sarà ora quella di tradurre il confronto in misure operative, rafforzando la presenza delle Forze dell’Ordine, la prevenzione e la protezione degli operatori, tanto nelle strutture ospedaliere quanto nei servizi territoriali.
Perché garantire la sicurezza di chi cura significa anche tutelare la qualità dell’assistenza e il diritto alla salute di tutti i cittadini.
