Marino, salvare la Fontana dei Quattro Mori: il Comitato punta al restauro entro il miracolo del vino per la Sagra dell’Uva 2027

Il Comitato guidato da Alberto Canestri si mobilita per restituire splendore a uno dei simboli più amati di Marino, protagonista del celebre Miracolo del Vino

A Marino è attivo da qualche mese, per la precisione dal 19 maggio 2026 il Comitato per la ristrutturazione della Fontana dei Quattro Mori che ha sede in Via Santa Lucia 7, nel cuore del centro storico della città.

Monumento conosciuto in tutto il mondo perché durante la Sagra dell’Uva vi si realizza il famoso Miracolo grazie al quale dalla fontana invece dell’acqua sgorga il vino.

L’impianto del monumento, che risale al 1632, fu voluto da Filippo I Colonna su disegno di Sergio Venturi da Siena ed eseguito da Pompeo Castiglia e Pietro Taccia. Originariamente i “Mori” erano nudi, inginocchiati e poi, dopo la ricostruzione del dopoguerra, in versione vestiti, guardando in alto, in senso di sottomissione ai Colonna stessi e ai marinesi.

Dopo il Bombardamento del 2 febbraio del ’44 la Fontana venne seppellita dalle macerie di Palazzo Colonna, quasi interamente distrutto, e furono proprio i marinesi a recuperarla e a ricostruirla, con qualche variante senza che perdesse però né la sua identità né il suo valore.

Negli anni ‘70 la Fontana fu spostata, per motivi di viabilità e traffico, dalla sede di piazza Lepanto nella centralissima piazza Matteotti.

Da tempo ormai versa in uno stato di degrado al quale andrebbe posto rimedio.

Abbiamo voluto conoscere più da vicino scopi, finalità e progetti futuri del Comitato intervistando il Presidente Alberto Canestri, molto attivo sul territorio, attualmente membro dell’Associazione culturale “Fenice” nonché animatore e presidente nel 2024 il Comitato per le celebrazioni del 100° anniversario della morte di Giacomo Matteotti.

Presidente, come nasce l’idea di questo Comitato, chi ne fa parte?
“L’idea nasce durante la 100^ e la 101^ Sagra dell’Uva. In quel periodo mi trovai a parlare con alcuni amministratori locali ai quali feci presente che il monumento principe di Marino e simbolo della Sagra, nell’anno del suo centenario, era ridotto in uno stato pietoso perché non si era pensato di restaurarlo.
Dalla risposta che mi dettero capii che sarebbero stati due i problemi da affrontare: il primo rimandava alla Soprintendenza senza la quale non si sarebbe potuto fare nulla e il secondo era di tipo economico-finanziario: non c’erano soldi”.

Lei però non si lascia scoraggiare da queste risposte e va avanti per la sua strada: infatti il 19 maggio 2026 costituisce il Comitato davanti ad un Notaio, con tanto di Statuto registrato, insieme a una decina di concittadini desiderosi di impegnarsi in prima persona a cercare una soluzione per far sì che la Fontana dei Mori riacquisti il suo antico splendore.
Quali sono le finalità e gli scopi che intendete portare avanti attraverso questo Comitato?
“Sicuramente un’opera di sensibilizzazione generale sulla necessità di questo restauro, sia nei confronti dell’istituzione pubblica ma anche nei confronti di privati che vogliano sentirsi in qualche modo protagonisti, attraverso il loro contributo, di un’azione di restauro di cui beneficerà l’immagine stessa della città di Marino.
Il Comitato intende avviare una campagna di crowdfunding e di finanziamenti attraverso l’Art Bonus, sino al raggiungimento della soglia necessaria alla partenza del cantiere.
Il Comitato è aperto e inclusivo. Cittadini, professionisti e imprese possono contribuire attraverso l’adesione formale, il volontariato o libere donazioni”.

Come è stata recepita dall’Amministrazione comunale l’idea di questo Comitato? Il 5 ottobre scorso avete presentato il progetto di ristrutturazione nel corso di un evento pubblico che si è tenuto nella Sala Consiliare di Palazzo Colonna. Che risposta ha avuto l’iniziativa?
“L’impressione è stata buona, ho trovato consenso da parte del Sindaco e degli amministratori con i quali ho parlato. Abbiamo avuto degli incontri anche con la presenza della Soprintendenza nel corso dei quali abbiamo tracciato una possibile via da percorrere: quella, per l’appunto, dell’Art Bonus sulla quale ci siamo trovati d’accordo.
Il fatto di aver ospitato il convegno di presentazione proprio a Palazzo Colonna, affollata di cittadini interessati e imprenditori pronti a finanziare il progetto, lo leggiamo come un segno favorevole alle istanze che cerchiamo di portare avanti come Comitato.
Il Vice Sindaco M. Sabrina Minucci ha sottolineato che tutte le iniziative rivolte al progresso, alla cultura, alla salvaguardia dei beni di Marino sono e saranno sempre bene accette e sostenute dall’Amministrazione comunale e l’Assessore alla Cultura Pamela Muccini ha riferito che il Comune di Marino ha accettato la proposta progettuale ed ha espresso assenso a divenire il soggetto beneficiario ai fini dell’attivazione dello strumento dell’Art Bonus, confermando quindi che il Comune provvederà alla pubblicazione dell’intervento sulla piattaforma ministeriale artbonus.gov.it, a gestire e rendicontare le erogazioni in sinergia stretta e con la supervisione della Soprintendenza e dell’Assessorato alla Cultura”.

In sostanza, ci può spiegare quali sono le attuali condizioni in cui versa la Fontana dei Quattro Mori, situata in piazza Matteotti, in che consiste il progetto di restauro ed i suoi eventuali tempi di realizzazione? Lei ha citato l’Art Bonus applicato a questo caso. Ci può illustrare meglio?
“La fontana versa in condizioni direi disastrose, le sirene che sorreggono i Mori si trovano senza bracci o seni, i bordi della vasca tutti scheggiati e rovinati, inoltre tutta la fontana e invasa da funghi che attaccano il peperino.
Come ha avuto modo di affermare l’arch. Rocca nel convegno di presentazione sintetizzando, sul piano tecnico, queste sono le modalità del restauro: stato di degrado attuale con patine biologiche, fessurazioni e impianto non a norma; obiettivi di minimo intervento, compatibilità e reversibilità; metodologia in quattro fasi – Conoscenza, Pulitura selettiva, Consolidamento compatibile, Protezione e manutenzione – con circuito idrico chiuso a risparmio e piano di manutenzione quinquennale.
I tempi di realizzazione sono legati alle donazioni mediante l’Art Bonus, il quale ci permette di trovare fondi presso imprenditori o singoli cittadini i quali faranno delle donazioni su un portale specifico che permetterà loro di recuperate il 65% della donazione mediante il credito d’imposta in tre quote annuali, con tracciabilità totale e cantiere trasparente”.

Chi segue, al vostro interno, dal punto di vista tecnico, amministrativo, storico, archeologico e architettonico il progetto?
“La parte burocratica è seguita da me, la parte architettonica dall’Architetto Antonello Rocca, quella storica e archeologica dall’Archeologo Fabio Mestici mentre il progetto vero e proprio di restauro è stato redatto da una restauratrice, la Dott.sa Maria Lia Carola”.

Qual è il ruolo della Soprintendenza Archeologica di Roma e del Lazio in merito?
“La Sopraintendenza assolve il ruolo di supervisionare sia la parte burocratica ma soprattutto la parte scientifica del progetto con particolare attenzione alla tutela e all’alta sorveglianza dell’Istituto su tutte le fasi del progetto di restauro conservativo della Fontana con l’obiettivo di restituire alla città una Fontana che funzioni, sicura e ben illuminata”.

Quali sono i passi che compirete in futuro per sensibilizzare ancor di più la popolazione su questo tema?
“Nel momento in cui si riuscirà a rendere operativo il Portale dell’Art Bonus andremo a sensibilizzare e cercare di raccogliere i fondi necessari da banche, imprenditori e cittadini del nostro territorio e anche fuori dal territorio, augurandoci che tale forma di partecipazione sia condivisa da un numero considerevole di persone sensibili al recupero di un importante bene storico del nostro Comune, che ci rende famosi nel mondo per il Miracolo del Vino che esce al posto dell’acqua durante la Sagra dell’Uva ormai da 102 anni a questa parte.
L’obiettivo che si prefigge il Comitato, è, nell’immediato, fare in modo che la Fontana sia pronta per la Sagra dell’Uva del 2027, la n. 103, per restituirle la dignità che merita e accogliere al meglio i visitatori e gli ospiti che arriveranno a Marino non soltanto in tale occasione ma anche in tutti gli altri giorni dell’anno”.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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