Drone russo su una stazione: 14 morti

Il raid è avvenuto mentre un treno passeggeri stava per partire verso Zaporizhzhia. L’accaduto è stato spiegato da Ukrzaliznytsia, la società ferroviaria statale ucraina: un drone russo ha centrato una banchina della stazione, affollata di viaggiatori. Nonostante fosse già stato lanciato l’allarme aereo e fosse stata indicata una grave situazione di pericolo, diverse persone erano […]

Il raid è avvenuto mentre un treno passeggeri stava per partire verso Zaporizhzhia. L’accaduto è stato spiegato da Ukrzaliznytsia, la società ferroviaria statale ucraina: un drone russo ha centrato una banchina della stazione, affollata di viaggiatori. Nonostante fosse già stato lanciato l’allarme aereo e fosse stata indicata una grave situazione di pericolo, diverse persone erano rimaste in attesa del treno.

Sky News riferisce che, quando è avvenuta l’esplosione, nello scalo erano presenti due convogli: uno pendolare e un treno passeggeri di linea. Le fotografie e i filmati pubblicati dai soccorritori ucraini documentano i danni ai treni e gli effetti della deflagrazione.

Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha espresso solidarietà agli ucraini per quella che ha definito l’ennesima strage di civili, attribuendola alla strategia russa di colpire deliberatamente obiettivi non militari. Fazzolari ha pure descritto l’attacco alla stazione di Dnipro come l’ultimo di una lunga serie di episodi che dimostrano come le forze russe, incapaci di avanzare sul campo, ricorrano a metodi brutali tipici del terrorismo e incompatibili con le ambizioni di una grande potenza militare.

Il governatore regionale Oleksandr Hanzha aveva fornito il primo bilancio ufficiale, parlando di 13 vittime e almeno cinque feriti. In seguito il sindaco di Dnipro Borys Filatov ha chiarito che il drone aveva colpito un treno elettrico civile e ha contestato che si presentasse l’attacco come un semplice attacco alle infrastrutture di trasporto.

La nuova serie di bombardamenti riporta l’attenzione sulla rete ferroviaria ucraina, che durante gli anni dell’invasione si è rivelata essenziale per gli spostamenti dei cittadini, la tenuta dell’economia e i collegamenti fra le varie regioni. Le forze russe hanno colpito più volte le infrastrutture ferroviarie; con la proliferazione dei droni, proteggere stazioni, treni e passeggeri è diventato sempre più complesso.

Il precedente più grave rimane quello di Kramatorsk: nell’aprile 2022, un missile colpì la stazione gremita di persone in attesa di evacuazione, causando 59 morti e più di cento feriti.

Dopo la strage Zelensky ha esortato gli alleati occidentali a intensificare la pressione su Mosca. Il leader ucraino ha citato le recenti decisioni di attenuare alcune sanzioni rivolte al comparto energetico russo e a singoli oligarchi, sollevando dubbi sul fatto che concessioni di questo tipo possano davvero contribuire a fermare le ostilità.

L’esercito russo non ha commentato. Mosca ha colpito ripetutamente l’estesa rete ferroviaria ucraina, pur negando di prendere deliberatamente di mira la popolazione civile. Secondo i dati di Ukrzaliznytsia, dall’inizio dell’invasione su vasta scala sono state colpite 521 locomotive: quasi il 60% degli attacchi è avvenuto quest’anno. Anche il numero complessivo di raid contro le infrastrutture ferroviarie è cresciuto, passando da 1.206 nel 2025 a 1.700 finora quest’anno.

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