Monia Bastianelli: «Ho lavorato per Velletri fino all’ultimo giorno. In urbanistica, per fortuna, i risultati non si cancellano con una revoca»

L’ex assessore ripercorre il lavoro svolto dal giugno 2023: dalla riqualificazione della cintura est alla declassificazione dei terreni, dal rilancio del centro storico agli interventi sulle scuole. «Ho preferito lavorare anziché alimentare polemiche ».


“Per quasi tre anni e mezzo ho scelto di lasciare che fosse il lavoro a parlare, evitando di partecipare al consueto dibattito politico, nel quale spesso le parole corrono molto più velocemente delle soluzioni. Non è una questione di silenzio, ma di priorità: ho sempre ritenuto che amministrare significhi soprattutto affrontare i problemi, anche quelli ereditati da anni, e cercare di risolverli.

Oggi, dopo la revoca del mio incarico di assessore, credo sia doveroso rendere conto ai cittadini di quanto fatto, di quanto avviato e di quanto resta da completare.

Del resto, una revoca può interrompere un incarico, ma non riscrivere il lavoro svolto. E soprattutto non dovrebbe interrompere il diritto dei cittadini a conoscerlo.

Ho dedicato all’assessorato all’Urbanistica, all’Edilizia privata ed alle attività connesse impegno, passione e competenze professionali, cercando di onorare la fiducia ricevuta. Non pretendo che ogni scelta sia condivisa da tutti, ma rivendico di aver lavorato fino all’ultimo giorno, senza risparmiare energie e senza considerare l’interesse della città subordinato a quello di una parte politica.

Urbanistica: sbloccare ciò che era fermo da anni

Il 20 ottobre 2026, proprio nel giorno della Giunta in cui ho presentato due importanti permessi di costruire, il mio incarico si è concluso.

Si tratta di interventi destinati alla realizzazione di due strutture commerciali nella cintura est di Velletri, un’area frequentata dai nostri ragazzi, cornice della nostra città per chi si trova a passare a Velletri grazie ai quali si potrà procedere alla riqualificazione della cintura est riqualificazione con nuovi servizi, opportunità di investimento e occupazione.

Un dettaglio temporale che merita di essere ricordato: mentre il mandato arrivava al capolinea, il lavoro amministrativo proseguiva. Perché le pratiche urbanistiche, a differenza delle dinamiche politiche, non sempre rispettano il calendario delle convenienze.

L’impegno  verso questo settore ha spaziato dai grandi progetti di urbanistica Piano di recupero del centro storico (cambio di uso zone A) , declassificazione,  all’edilizia privata di interesse pubblico con il progetto Ilardi che prevede la realizzazionendi una struttura ricettivo alberghiera nel pieno centro storico, con “impariamo ad imparare” struttura convenzionata per ragazzi con disabilità, all’edilizia privata dei permessi di costruire convenzionati, agli interventi più piccoli privati fino alla riorganizzazione degli uffici con accesso agli atti digitale, agenda elettronica, dematerializzazione dei documenti etc..

Centro storico: restituire valore agli spazi

Dopo una lunga attesa è stato approvato il Piano di recupero del centro storico relativo al cambio di destinazione d’uso degli immobili in zona A.

Il Piano, elaborato e presentato dalla precedente amministrazione, era rimasto fermo. Ho scelto di sostenerlo fin dall’inizio perché ne ho riconosciuto le potenzialità per la città: consentire, secondo le disposizioni applicabili, la trasformazione di magazzini in abitazioni o locali commerciali significa restituire possibilità d’uso a spazi che altrimenti rischiano di restare inutilizzati.

Il centro storico non può vivere soltanto di ricordi, per quanto belli. Ha bisogno di attività, residenti, investimenti e nuove occasioni per essere frequentato.

Con una collaborazione concreta tra amministrazione, commercianti, proprietari, investitori e cittadini, possiamo immaginare un centro storico più vivo, con attività commerciali, proposte gastronomiche di qualità e strutture ricettive. Un centro commerciale naturale, senza bisogno di costruirne uno nuovo: basterebbe mettere nelle condizioni di funzionare quello che già abbiamo.

Declassificazioni: finalmente una via di uscita da un progetto in stallo

Tra le questioni che mi hanno impegnata maggiormente c’è quella delle declassificazioni dei terreni, ferma dal 2012, delle perimetrazioni dei nuclei abusivi e delle criticità derivanti dal nuovo Piano territoriale paesistico regionale (PTPR).

Dietro queste sigle ci sono famiglie, proprietà, investimenti e situazioni economiche spesso difficili. Ho incontrato persone che, dopo aver avviato trattative di vendita, si sono ritrovate a fare i conti con vincoli che impedivano di edificare sui propri terreni, con conseguenze pesanti sul piano economico e personale.

Di questo problema mi sono occupata sin dal primo giorno del mio insediamento, attraverso analisi tecniche, approfondimenti con gli uffici comunali e numerosi confronti ai tavoli regionali. Dopo un lungo lavoro, ritengo di aver individuato una possibile via d’uscita che merita di essere portata avanti e verificata nelle sedi competenti.

Non parliamo di una pratica da archiviare con una firma, ma di un percorso complesso che richiede serietà e continuità. E, soprattutto, di persone che aspettano risposte dal 2012. Credo che, dopo quattordici anni, sia legittimo aspettarsi qualcosa di più di un’altra attesa.

Interesse pubblico

Sono stati anche portati all’attenzione del Consiglio comunale progetti di interesse pubblico, tra cui la struttura convenzionata «Impariamo ad imparare», dedicata alle terapie per ragazzi con disabilità progetto in stallo da anni con e conseguenti difficolta per le persone interessate e mancato beneficio per i ragazzi  e, la valorizzazione del complesso delle Suore Orsoline del Progetto Ilardi nel centro storico, destinato a una possibile funzione ricettiva e di benessere anche questo fermo da tempo.

Interventi importanti di Edilizia privata con impatto sulla città, rigenerazione e Permessi convenzionati

Un altro risultato riguarda la conclusione dell’istruttoria relativa al permesso di costruire in rigenerazione urbana che ha consentito l’apertura dell’attività commerciale PAC 2000, oggi Maury’s. È stato necessario ricostruire una vicenda urbanistica articolata, superare questioni rimaste aperte a lungo e affrontare passaggi tutt’altro che semplici. Il risultato ha favorito nuovi servizi, opportunità di investimento e posti di lavoro.

Anche in questo caso, la burocrazia non è stata eliminata per decreto: è stata affrontata con studio, pazienza e lavoro tecnico.

Ho inoltre presentato e portato in Giunta permessi di costruire convenzionati e piani attuativi, tra cui gli interventi relativi a via Carbonara e via Paganico, oltre a numerose altre pratiche e proposte che attendono di essere valorizzate.

A questi si aggiungono la Centralina ortofrutticola e la pianificazione di via Virginia Vezzi.

Sono progetti diversi, ma accomunati da un principio: l’urbanistica non deve essere soltanto una disciplina fatta di vincoli, planimetrie e procedimenti. Deve essere uno strumento per migliorare la vita della comunità.

Riorganizzazione degli uffici, meno costi per il cittadino, più sicurezza, meno burocrazia, più accessibilità

E’ stato proposto il superamento della Commissione paesaggistica locale, per ridurre i tempi delle pratiche edilizie, con l’obiettivo di recuperare almeno trenta giorni. Una proposta che merita un confronto tecnico e normativo serio: chi investe ha bisogno di regole chiare e tempi ragionevoli, non di percorsi a ostacoli.

Abbiamo inoltre aperto il servizio di ricevimento al pubblico per i Cittadini presso l’Ufficio Urbanistica ed Edilizia privata ed introdotto l’agenda elettronica per gli appuntamenti di cittadini e tecnici.con il semplice obbiettivo : rendere gli uffici più accessibili, consentendo alle persone di informarsi sulle proprie pratiche e sulle possibilità edificatorie dei terreni senza dover necessariamente passare da un intermediario per ogni chiarimento.

È stata avviata l’informatizzazione degli uffici segnando una vera svolta con la digitalizzazione delle pratiche edilizie, con l’accesso online agli atti e la dematerializzazione degli archivi trasformando questi processi da temi trascurati a priorita’ concreta per il territorio ed il cittadino, per tutelare la documentazione, ridurre i tempi di ricerca e rendere più efficienti le procedure.

Ho sostenuto anche l’azzeramento degli oneri di costruzione per le nuove costruzioni con edifici efficientati, secondo le misure previste, e richiesto l’istituzione di una commissione per la toponomastica, accompagnata da un apposito regolamento.

Interventi questi forse meno appariscenti di un’inaugurazione con tanto di fotografia, ma che incidono sulla quotidianità di cittadini, professionisti e imprese. Non tutto ciò che migliora una città, del resto, ha bisogno di un taglio del nastro.

Scuole: sicurezza, efficientamento e programmazione

Un capitolo importante del lavoro ha riguardato la manutenzione degli edifici scolastici e comunali, con particolare attenzione ai plessi De Rossi e Mariani.

Per la scuola De Rossi, dove la palestra era da anni inagibile, sono state effettuate analisi statiche e di vulnerabilità e si è proceduto allo spostamento delle attività didattiche in edifici più sicuri. La sicurezza dei ragazzi non può essere una voce da rinviare alla prossima programmazione: deve venire prima di ogni altra considerazione.

Per la scuola Mariani abbiamo scelto una strategia diversa che ha puntato su un progetto complessivo di efficientamento energetico. La partecipazione al bando ha consentito di ottenere un finanziamento di circa 1,8 milioni di euro per il rifacimento della struttura, con interventi di pannellature, solai e infissi. Il progetto è stato autorizzato e, secondo il programma, i lavori dovrebbero partire a breve, senza oneri per il Comune.

La scelta strategica di partecipare al bando di efficientamento con un unico intervento organico consentirà di riuscire in un rifacimento totale della scuola che non avrebbe mai potuto trovare risoluzione con la sola  spesa comunale.

Abbiamo inoltre approvato l’adesione al Conto Termico 3.0 per i 27 plessi scolastici ed edifici comunali interessati dal programma. La misura prevede, per gli edifici scolastici pubblici, la possibilità di accedere a incentivi fino al 100% delle spese ammissibili, nel rispetto delle condizioni previste.

Nei progetti abbiamo ricompreso interventi di rifacimento e sostituzione di infissi, pannellature, guaine, impermeabilizzazioni, caldaie, impianti termici e servizi igienici, oltre alla realizzazione di modelli digitali BIM degli edifici e dei relativi impianti. Quest’ultimo strumento potrà migliorare la programmazione della manutenzione, riducendo inefficienze e costi nel tempo.

Tra i primi interventi programmati figura quello sulla scuola Marandola, con la sostituzione appunto degli infissi, anche in considerazione dei ripetuti problemi di infiltrazioni e allagamenti causati dalle piogge.

Sono state inoltre previste aree gioco coperte da tettoie in tutte le scuole, con lavori già avviati o realizzati in alcuni plessi, da portare a completamento per tutti gli altri.

L’obiettivo è lasciare agli studenti ambienti più sicuri, efficienti e dignitosi.

Manutenzione: intervenire prima, inseguire meno

Per rendere più rapidi gli interventi di manutenzione ho proposto l’utilizzo dell’accordo quadro, strumento contrattuale  che semplifica la gestione degli interventi perché evita di dover fare una gara per ogni singolo lavoro riduce i tempi di affidamento , i costi amministrativi e da disponibilità immediata di un’impresa già selezionata per le urgenze,  disciplinando in anticipo le condizioni dei futuri contratti senza affrontare ogni volta i cavilli e le lungaggini burocratiche degli affidamenti, richiesto il potenziamento della squadra degli operai del Comune e di avere un rapporto più diretto con i dirigenti di plesso perché una segnalazione tempestiva e una risposta coordinata possono evitare che un piccolo problema diventi un intervento ben più oneroso.

In questa direzione si inserisce anche lo sviluppo di un’applicazione per smartphone destinata alla segnalazione dei disservizi. Il progetto avrebbe consentito ai cittadini di seguire lo stato della propria richiesta — ricevuta, presa in carico, in lavorazione o risolta — e di sapere quale ufficio se ne stesse occupando.

In sostanza, una sorta di tracciamento della segnalazione, come quello di una spedizione, con una differenza: non si tratta di sapere dove si trova un pacco, ma dove si è fermato un problema della città.

L’intenzione era trasformare i cittadini da semplici segnalatori ad interlocutori attivi nella soluzione dei problemi, offrendo uno strumento concreto e trasparente, alternativo alla sola lamentela sui social. Anche perché segnalare un disservizio dovrebbe essere il primo passo per risolverlo, non l’inizio di una lunga attesa per sapere se qualcuno lo abbia letto.

Energia: una comunità rinnovabile per Velletri

Sul fronte della sostenibilità energetica abbiamo preparato il progetto di una Comunità energetica rinnovabile (CER), con un impianto pilota da 1 MW con pannelli fotovoltaici sfruttando le possibili superfici di tutti gli edifici comunali.

L’iniziativa mira a favorire la produzione e la condivisione di energia sostenibile, offrendo opportunità anche a chi non dispone delle risorse necessarie per efficientare autonomamente la propria abitazione. Il progetto prevede inoltre una possibile destinazione di parte dei benefici economici ad attività sociali, secondo le modalità che saranno definite e condivise dall ‘amministrazione.

La transizione energetica, se ben progettata, non deve essere un privilegio per chi può permettersi di investire, ma un’occasione da estendere alla comunità.

Le questioni ancora aperte

Il lavoro non era terminato. Restava, tra gli obiettivi che avrei voluto portare a compimento, anche la soluzione del problema della rotatoria di Santa Maria dell’Orto, sul quale avevamo lavorato attraverso studi, ipotesi progettuali e confronti connessi ad iniziative private e ai relativi permessi di costruire.

L’urbanistica ha tempi tecnici che non sempre coincidono con quelli politici. Chi la conosce sa bene che molte questioni richiedono istruttorie, verifiche, pareri e confronti istituzionali. Non tutto si può concludere in un mandato, ma tutto ciò che viene seriamente avviato dovrebbe poter proseguire, nell’interesse della città.

Il bilancio del mio lavoro comprende dunque risultati conseguiti, procedimenti sbloccati, progetti avviati e proposte che richiedono continuità. Ho scelto di ricordarli perché costituiscono una base sulla quale l’amministrazione potrà decidere come proseguire.

Naturalmente, ogni intervento dovrà essere valutato per quello che è, nel rispetto delle procedure e delle responsabilità di ciascuno. Ma sarebbe un peccato lasciare che il lavoro tecnico venga disperso per ragioni estranee al merito dei progetti.

Le ragioni di una scelta

Ho accettato l’incarico su richiesta di una lista civica, con l’intenzione di mettere il bene comune davanti agli interessi di parte. Ho cercato di farlo mantenendo autonomia di giudizio e fedeltà alla mia coscienza professionale e civica.

Nell’ultimo anno, all’interno del gruppo politico di riferimento, sono emerse dinamiche e compiute scelte delle quali non ho compreso e condiviso le ragioni creando un’assenza di serenità che ritengo indispensabile per svolgere un incarico pubblico.

Avrei potuto scegliere di interrompere prima il mio impegno. Ho preferito restare, per senso di responsabilità verso la città, per rispetto delle istituzioni e soprattutto per portare avanti e chiudere procedimenti complessi da me avviati finche’ ho potuto che non meritavano di diventare vittime collaterali delle tensioni politiche.

Forse il mio limite è stato proprio questo: pensare che il lavoro, la competenza e i risultati dovessero avere la precedenza sulle altre logiche. Una convinzione che continuo a considerare un dovere, anche se evidentemente non sempre rappresenta la strada più semplice.

Non ritengo che la politica debba essere priva di confronto, né che le divergenze siano di per sé un problema. Ma il confronto dovrebbe servire a migliorare le decisioni, non a rendere impossibile il lavoro. E l’autonomia di chi ricopre un incarico pubblico non dovrebbe essere scambiata per una mancanza di appartenenza.

Un ringraziamento e uno sguardo al futuro

Desidero ringraziare sinceramente il dirigente Maurizio Sollami e tutto il personale degli uffici comunali con cui ho condiviso questo percorso. Ho trovato professionalità, disponibilità e competenza nell’affrontare questioni spesso intricate, che richiedevano studio, pazienza e un lavoro di squadra costante.

A loro va la mia stima per il contributo quotidiano, spesso lontano dai riflettori, senza il quale molti dei risultati ricordati non sarebbero stati possibili.

Per il percorso fin qui condiviso ritengo opportuno e doveroso ringraziare anche l Amministrazione Comunale.

La revoca conclude il mio incarico, non il mio interesse per Velletri né il mio desiderio di contribuire alla sua crescita. Continuerò a mettere a disposizione della comunità le mie competenze, qualora se ne presentino le condizioni.

Non ho mai pensato che amministrare significasse collezionare incarichi. Ho pensato, piuttosto, che significasse assumersi responsabilità impegnandosi per lasciare un contributo alla città.

Il lavoro svolto è agli atti, i progetti hanno un percorso e i cittadini hanno diritto di conoscerli. Per il resto, lascio volentieri ad altri il commento sulle dinamiche politiche: non tutto merita una polemica, e non tutte le polemiche producono un risultato.

ho preferito occuparmi dei problemi di Velletri fino all’ultimo giorno del mio incarico e, quando possibile, continuerò a farlo.

Con osservanza,

Ing. Monia Bastianelli”

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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