Monte Compatri, 123 esemplari di pipistrelli custoditi nella Grotta del Bosco del Piantato: scatta il divieto di accesso per proteggerli

La Grotta del Bosco del Piantato ospita la più importante colonia svernante di Rinolofo maggiore finora censita nel Parco dei Castelli Romani. Accesso vietato dal 31 ottobre al 4 aprile per evitare disturbi durante il letargo

Una grotta nascosta nel territorio di Monte Compatri custodisce una delle colonie di pipistrelli più importanti dei Castelli Romani. Sono ben 123 gli esemplari di Rinolofo maggiore censiti all’interno della Grotta del Bosco del Piantato, un ambiente sotterraneo che durante i mesi invernali diventa un rifugio fondamentale per la sopravvivenza di questi piccoli mammiferi.

Un numero significativo, che rende la cavità un luogo di particolare interesse scientifico e naturalistico: secondo i dati diffusi dal Parco Regionale dei Castelli Romani, si tratta infatti della più importante colonia svernante di Rinolofo maggiore finora accertata all’interno dell’area protetta.

Per preservare questo patrimonio di biodiversità, l’Ente Parco ha disposto la chiusura stagionale della grotta, vietando l’accesso da sabato 31 ottobre 2026 a domenica 4 aprile 2027 compresa.

La misura è contenuta nell’ordinanza n. 9 del 9 ottobre 2026, che interessa anche l’Emissario del lago di Nemi.

Una colonia di 123 pipistrelli nel cuore dei Castelli Romani

La presenza di una colonia così numerosa rappresenta un elemento di grande interesse per la conservazione della fauna locale. Il Rinolofo maggiore, il cui nome scientifico è Rhinolophus ferrumequinum, è una specie di pipistrello riconoscibile per la particolare conformazione del naso, caratterizzata da strutture cutanee che ricordano la forma di un ferro di cavallo.

Come gli altri rinolofi, utilizza gli ultrasuoni per orientarsi nell’ambiente e individuare le proprie prede, principalmente insetti. Durante l’inverno, quando le condizioni climatiche diventano meno favorevoli e il cibo scarseggia, questi animali cercano rifugio in luoghi riparati, dove possano trascorrere lunghi periodi in uno stato di ridotta attività metabolica.

Le grotte costituiscono ambienti particolarmente adatti grazie alle condizioni di temperatura e umidità relativamente stabili.

È proprio ciò che avviene nel Bosco del Piantato, dove la presenza di 123 esemplari conferma l’importanza del sito per lo svernamento della specie. Un patrimonio naturale che, proprio per la sua fragilità, necessita di particolare attenzione.

Il pericolo nascosto dietro una semplice visita alla grotta

Per chi ama esplorare sentieri e ambienti sotterranei, entrare in una grotta può rappresentare un’esperienza affascinante. Ma durante il periodo invernale anche una visita apparentemente innocua può trasformarsi in una minaccia per gli animali che vi trovano rifugio.

I pipistrelli, infatti, affrontano il letargo grazie alle riserve energetiche accumulate nei mesi precedenti.

Durante questa fase il metabolismo rallenta e il consumo di energia viene ridotto al minimo, consentendo agli animali di superare lunghi periodi senza alimentarsi. Un rumore improvviso, la luce di una torcia o la presenza ravvicinata di persone possono però provocare il risveglio degli esemplari in letargo.

Un risveglio comporta un aumento del consumo energetico, sottraendo risorse indispensabili per affrontare il resto dell’inverno. Se i disturbi si ripetono, le conseguenze possono diventare particolarmente gravi, fino a compromettere la sopravvivenza degli animali.

Per questo motivo il Parco dei Castelli Romani sottolinea l’importanza di lasciare indisturbate le colonie durante tutta la stagione fredda.

Il Parco: aumentate le frequentazioni non regolamentate nelle grotte

Il provvedimento nasce anche dalla necessità di fronteggiare un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto dimensioni crescenti. L’Ente Parco ha infatti segnalato un forte aumento delle frequentazioni escursionistiche non regolamentate negli ambienti sotterranei utilizzati dai pipistrelli come rifugio.

Un’attività che, pur nascendo spesso dalla curiosità e dal desiderio di conoscere il territorio, può produrre conseguenze negative quando non tiene conto delle esigenze della fauna selvatica.

La Grotta del Bosco del Piantato, proprio per la presenza della numerosa colonia di Rinolofo maggiore, rappresenta un ambiente particolarmente delicato.

La decisione di vietare temporaneamente gli accessi punta quindi a prevenire qualsiasi forma di disturbo, consentendo agli animali di completare il letargo nelle condizioni più favorevoli.

Perché i pipistrelli sono così importanti per l’ambiente

Spesso associati a leggende e credenze popolari, i pipistrelli svolgono in realtà una funzione essenziale negli ecosistemi. Le specie presenti nel nostro territorio si nutrono principalmente di insetti e contribuiscono così al controllo naturale delle loro popolazioni.

La loro tutela è quindi strettamente collegata alla conservazione della biodiversità e al mantenimento degli equilibri ambientali.

Il Parco dei Castelli Romani ricorda inoltre che i pipistrelli europei sono esposti a importanti minacce e che il disturbo umano all’interno dei rifugi invernali costituisce una delle cause del loro declino.

La salvaguardia dei siti di svernamento assume dunque un ruolo fondamentale, soprattutto quando si tratta di colonie numerose e di specie di particolare interesse conservazionistico come il Rinolofo maggiore.

Grotta chiusa fino al 4 aprile: sanzioni fino a 1.032 euro

Il divieto di accesso alla Grotta del Bosco del Piantato di Monte Compatri sarà in vigore dal 31 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 compreso. Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative comprese tra 25 e 1.032 euro.

La stessa ordinanza dispone la chiusura stagionale dell’Emissario del lago di Nemi, dove gli studi scientifici hanno documentato la presenza di otto differenti specie di pipistrelli.

Il Parco invita cittadini, associazioni ed escursionisti a rispettare il provvedimento, ricordando che la collaborazione di tutti è indispensabile per garantire la conservazione di questi ambienti.

A Monte Compatri, dunque, una grotta diventa per oltre cinque mesi un luogo da lasciare completamente alla natura.Un rifugio silenzioso dove 123 pipistrelli potranno affrontare l’inverno senza interferenze, in attesa del ritorno della primavera.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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