Velletri, la maggioranza cerca la quadra per evitare il Commissariamento: le dichiarazioni in Consiglio comunale

Dal Consiglio comunale del 29 ottobre sono emerse aperture al dialogo, ma anche differenze sugli equilibri politici. Di Luzio (FdI) rivendica il peso elettorale, Comandini (Lega) invita tutti a fare un passo indietro, Polverini (Difendere Velletri) chiede decisioni rapide e De Marchis richiama la necessità di individuare le persone giuste

La volontà di evitare il commissariamento, ricomporre le fratture interne e arrivare a una nuova squadra di governo. Ma anche richieste di maggiore collegialità, rivendicazioni sul peso politico dei partiti e la consapevolezza che le trattative non possono proseguire all’infinito. È questo il quadro emerso dagli interventi dei consiglieri di maggioranza durante il Consiglio comunale di Velletri di giovedì 29 ottobre, una seduta particolarmente significativa per il futuro dell’Amministrazione guidata dal sindaco Ascanio Cascella.

Dopo settimane di tensioni, culminate nella revoca dell’assessora Monia Bastianelli e nelle dimissioni della vicesindaca Chiara Ercoli e degli assessori Luca Quattrocchi e Cristian Simonetti, tutti esponenti di Fratelli d’Italia, la maggioranza di centrodestra si trova nella necessità di ricostruire gli equilibri della coalizione.

La seduta è stata caratterizzata anche dai duri interventi dei consiglieri di opposizione, che hanno contestato la gestione amministrativa e descritto una città abbandonata e paralizzata dalle divisioni politiche. Alle posizioni di Mauro Leoni, Orlando Pocci, Giulia Ciafrei, Marilena Ciarcia ed Edoardo Menicocci, Castelli Notizie ha già dedicato un ampio approfondimento, disponibile nell’articolo Velletri, le opposizioni di centrosinistra in Consiglio comunale: «Città abbandonata e paralizzata».

In questo secondo resoconto ripercorriamo invece gli interventi dei rappresentanti della maggioranza, dai quali sono emersi segnali di disponibilità al dialogo, ma anche differenze significative sulle condizioni necessarie per ricomporre la coalizione.

Con appena due assessori ancora in carica, Ilaria Neri e Paolo Felci, l’atteso rimpasto appare ormai un passaggio centrale per restituire alla Giunta una composizione completa e condivisa. Il sindaco Cascella, nel suo intervento di apertura, ha ribadito la volontà di continuare a governare, rivendicando i progetti in corso e lasciando aperta la porta al dialogo con tutte le componenti della maggioranza.

Un’apertura raccolta dai capigruppo intervenuti, ma accompagnata da indicazioni politiche che aiutano a comprendere le ragioni della crisi e le questioni ancora irrisolte.

Dario Di Luzio (Fratelli d’Italia): «La politica è fatta di numeri, il peso dei partiti va rispettato»

Particolarmente atteso l’intervento di Dario Di Luzio, capogruppo di Fratelli d’Italia, il partito che ha appena ritirato i propri tre rappresentanti dall’esecutivo. Di Luzio ha innanzitutto ricordato come le richieste del suo gruppo non siano nate nelle ultime settimane, ma risalgano almeno alla fine dello scorso anno. «Nel dicembre 2025 il nostro gruppo ha dichiarato formalmente la necessità di maggiore condivisione, maggiore confronto, maggiore collegialità», ha affermato. Il capogruppo ha rivendicato il comportamento tenuto dal partito nel corso dell’ultimo anno, sottolineando la partecipazione alle attività amministrative e la presenza nelle sedi istituzionali. «In questo anno abbiamo dimostrato responsabilità e collaborazione e presenza, perché anche questa, la presenza è importante».

Una puntualizzazione che si accompagna alla disponibilità a proseguire il confronto, purché vengano affrontate le questioni politiche rimaste aperte. Di Luzio ha indicato nei tavoli di partito e nelle sedi politiche i luoghi nei quali ricercare la soluzione, richiamando alcuni principi che considera imprescindibili: ascolto, coinvolgimento, collegialità e proporzionalità.

Ed è proprio sul peso delle diverse forze della coalizione che il suo intervento ha assunto un significato particolarmente rilevante. «La politica è fatta di numeri», ha sottolineato, ricordando che il risultato elettorale e la rappresentanza in Consiglio comunale attribuiscono alle diverse formazioni un preciso peso politico. Secondo Di Luzio, questo elemento non può essere sottovalutato durante il mandato amministrativo. «Non è questione di battere i pugni […] ma è questione di peso specifico nel sistema sano di proporzionalità», ha osservato, rivendicando la necessità di tenere conto dei rapporti di forza espressi dagli elettori.

Un ragionamento che lo ha portato anche a proporre una diversa definizione politica della coalizione. «Noi siamo una coalizione di centrodestra, anzi diciamo di destracentro», ha dichiarato, richiamando la consistenza dei gruppi di Fratelli d’Italia, Difendere Velletri e Lega. «La città ha dato mandato alla destracentro di governare questa città, e io ne vado fiero».

Parole che rappresentano una rivendicazione del ruolo di Fratelli d’Italia nell’Amministrazione Cascella e che, lette nel contesto delle dimissioni dei tre assessori, evidenziano quanto il tema della rappresentanza sia centrale nella trattativa per il rimpasto. Il capogruppo non ha però ignorato le difficoltà amministrative. Ha riconosciuto i problemi relativi ai cantieri, ai lavori collegati al PNRR e agli interventi delle società di rete, soffermandosi soprattutto sulla necessità di rafforzare i controlli sull’esecuzione delle opere e sui successivi ripristini stradali. «L’attività di controllo di chi fa il lavoro è fondamentale», ha osservato, richiamando anche le responsabilità della struttura tecnica comunale.

Di Luzio ha precisato di non voler attribuire indiscriminatamente colpe agli uffici, ma di ritenere necessario un maggiore impulso complessivo per affrontare le numerose questioni aperte. In chiusura, ha ribadito l’obiettivo di arrivare alla conclusione del mandato amministrativo. «Ce lo chiedono i cittadini di concludere il mandato nel rispetto del programma elettorale, ce lo chiedono i cittadini di un cambio di passo».

Fratelli d’Italia, dunque, non chiude alla prosecuzione dell’esperienza amministrativa, ma lega il confronto alla ridefinizione del metodo di governo e al riconoscimento del peso politico delle componenti della maggioranza.

Faliero Comandini (Lega): «La quadra si può ancora trovare, ma tutti devono fare un passo indietro»

Una posizione orientata alla ricerca di un compromesso è arrivata dal capogruppo della Lega Faliero Comandini, che ha riconosciuto apertamente le difficoltà attraversate dall’Amministrazione, senza considerarle necessariamente irreversibili. «È evidente e ovvio che c’è un momento di stallo, di difficoltà in questa Amministrazione, inutile negarlo», ha esordito.

Subito dopo, però, ha indicato quella che considera la strada da percorrere. «Penso anche che si possa ancora trovare una quadra per ripartire e ripartire anche meglio di prima».

Per Comandini, la condizione indispensabile è che i richiami alla responsabilità si traducano finalmente in scelte concrete. «In questo momento ci vuole la massima responsabilità […] ma non devono essere slogan, devono essere fatti poi concreti. Nella concretezza si vede la responsabilità».

Il capogruppo leghista ha invitato i rappresentanti delle diverse forze politiche a incontrarsi con un obiettivo condiviso, superando le rigidità e accettando anche eventuali rinunce. «Noi della maggioranza, tutti insieme, ci dobbiamo guardare negli occhi e trovare la soluzione. Vuol dire cercare di condividere, vuol dire cercare di smussare degli angoli, vuol dire fare ognuno un passo indietro».

Un richiamo alla disponibilità al compromesso che Comandini ha ribadito più volte, attribuendo direttamente alle componenti della coalizione la responsabilità del risultato. «Io penso che ci sia ancora il tempo, la possibilità, però dipende da noi. Dipende dalla maturità e dalla capacità che abbiamo».

Particolarmente netto il passaggio dedicato all’ipotesi del commissariamento. Secondo il capogruppo leghista, interrompere anticipatamente il mandato amministrativo avrebbe conseguenze negative soprattutto sui progetti ancora da portare a compimento. «Sarebbe una sconfitta, una sconfitta pesante e sarebbe un danno enorme per la città», ha dichiarato.

Ma uno dei momenti politicamente più interessanti è arrivato quando Comandini si è rivolto direttamente a Di Luzio, riprendendo la questione del peso elettorale dei partiti. Il rappresentante della Lega ha riconosciuto la legittimità del ragionamento sulla rappresentanza, ricordando però che gli equilibri iniziali erano stati costruiti sulla base del risultato delle elezioni del 2023. Un discorso da estendere a tutti gli alleati: «La fotografia si fa al momento che si concludono le consultazioni elettorali, quindi i voti erano quelli, le situazioni erano quelle». E ancora: «In teoria non è che sono cambiati i voti, forse sono cambiate pretese, per carità, legittime, però i voti sono quelli».

Per Comandini le richieste delle singole forze politiche possono essere discusse e valutate, ma la ricerca di nuovi equilibri deve necessariamente confrontarsi con gli accordi e con la rappresentanza usciti dalle urne. «Che oggi nascano delle legittime richieste, sì, si possono, si devono valutare», ha aggiunto. La soluzione, secondo il capogruppo della Lega, deve passare attraverso concessioni reciproche. «Le convergenze portano spesso a dire: voglio dieci, non posso arrivare a cinque, ma otto può andar bene».

Comandini ha infine rivendicato i risultati dell’Amministrazione, sostenendo che il programma elettorale stia proseguendo e che esistano ancora le condizioni per completare il lavoro. «A Velletri è stato fatto tanto da quest’Amministrazione, ancora può fare tanto e può dare tanto, però dipende da noi».

Marco Polverini (Difendere Velletri): «Il nostro grande errore è stato perdere l’unità dopo le elezioni»

Fra gli interventi più significativi anche quello di Marco Polverini, capogruppo di Difendere Velletri, che ha scelto di partire da una considerazione personale sulle tensioni che hanno investito la coalizione. «Io inizio questo intervento non nascondendo un certo imbarazzo rispetto a quelle che sono delle dinamiche che in tutto questo periodo si sono evolute».

Polverini ha osservato che i problemi non sono nati con le ultime dimissioni, ma hanno radici più lontane. «Non è qualcosa che nasce ieri, non è qualcosa che nasce neanche l’altro ieri», ha dichiarato, sottolineando come le difficoltà siano conosciute da tempo all’interno della maggioranza. Il capogruppo ha quindi richiamato il senso di responsabilità, estendendo il ragionamento a tutti i rappresentanti del Consiglio comunale, indipendentemente dalla collocazione politica.

«Io credo veramente maggioranza ed opposizione, se ancora ci sono dialoghi, confronti aperti, sinceri, accesi, è proprio perché c’è un certo senso di responsabilità che ci vincola al ruolo». Per Polverini, la consapevolezza degli impegni assunti nei confronti dei cittadini deve spingere gli amministratori a cercare fino in fondo una soluzione. Da qui la contrarietà all’ipotesi del commissariamento. «È chiaro che non si può andare incontro ad un commissariamento, ma per ovvi motivi, perché la città conosce le conseguenze di un commissariamento». Il passaggio più significativo del suo intervento, tuttavia, è arrivato quando ha individuato quello che considera l’errore principale commesso dalla coalizione. «Io credo che questo è stato il nostro grande errore, cioè quello di non aver mantenuto quel senso di unità […] il giorno dopo aver vinto le elezioni comunali».

Un’autocritica che sposta l’attenzione dalle trattative delle ultime settimane alla gestione complessiva dei rapporti politici durante la consiliatura. Polverini ha riconosciuto che la continua evocazione del senso di responsabilità rischia di risultare poco convincente se non è accompagnata da decisioni concrete. «Questa mi sembra quasi diventata una risposta ipocrita, quasi per giustificare la nostra presenza qua», ha osservato, riconoscendo tuttavia che proprio la responsabilità impone di continuare a cercare un accordo. Il rappresentante di Difendere Velletri ha quindi invitato i colleghi a concentrarsi sul presente, piuttosto che su scenari futuri ancora incerti.

Ha ammesso che anche all’interno della maggioranza le informazioni sullo stato delle trattative non sono necessariamente complete e ha chiesto maggiore rapidità nei confronti politici.

«Abbiamo capito che bisogna andare avanti, che quantomeno bisogna fare tutti gli sforzi possibili per andare avanti […] ma allora facciamoli e facciamoli con una certa incisività e con una certa celerità».

Un appello che ha assunto il valore di una sollecitazione diretta ai rappresentanti delle diverse componenti della coalizione. «Cerchiamo, se dobbiamo, di dare delle risposte veloci, concrete a chi da casa ci guarda». Parole che fotografano la necessità, avvertita anche da Difendere Velletri, di uscire da una fase di confronto protrattasi troppo a lungo e arrivare a decisioni verificabili.

Maria Paola De Marchis: «Servono ascolto e le persone giuste per realizzare il programma»

Un intervento dal tono più riflessivo, ma ricco di riferimenti al futuro assetto amministrativo, quello di Maria Paola De Marchis, capogruppo del Partito Liberaldemocratico.

La consigliera ha richiamato innanzitutto il valore dell’ascolto, aggiungendo un elemento che, a suo giudizio, è mancato o comunque merita di essere recuperato nel confronto politico: il silenzio. «Abbiamo fatto un po’ tutti negli interventi l’elogio dell’ascolto. Io mi permetto di introdurre anche un altro tipo di elemento che sarebbe altrettanto importante».

Per ascoltare davvero, ha spiegato, occorre concentrarsi non soltanto sulle proprie parole, ma soprattutto su quelle pronunciate dagli altri. «Io mi permetterei di fare un elogio del silenzio che non farebbe male a nessuno». Una riflessione maturata, secondo quanto raccontato dalla stessa De Marchis, anche attraverso il comportamento tenuto negli ultimi mesi e durante le recenti tensioni. «Il silenzio ti porta a riflettere e a valutare una situazione con altri occhi».

La consigliera ha quindi espresso con chiarezza la propria condivisione dell’intervento pronunciato dal sindaco Cascella. «Io mi riconosco totalmente nell’intervento che il sindaco ha fatto questa mattina». De Marchis ha auspicato che il lungo confronto politico possa finalmente arrivare a un punto di approdo, consentendo all’Amministrazione di recuperare la piena operatività. Il nucleo centrale del suo ragionamento ha riguardato il rapporto fra visione politica e azione amministrativa. Da una parte, ha spiegato, c’è l’idea di città che ha unito la coalizione intorno al programma elettorale; dall’altra, la necessità di tradurre quella visione in risultati concreti.

«Noi dobbiamo fare questo grande sforzo», ha dichiarato, sottolineando che l’obiettivo politico condiviso non sarebbe mai venuto meno. Il passaggio più significativo è stato però quello dedicato alla squadra chiamata ad attuare il programma. Secondo De Marchis, la visione politica deve essere fatta coincidere con le azioni concrete e con «le persone giuste per raggiungerla, quel programma e quella visione di città». Un riferimento che, nel contesto della crisi e dell’atteso rimpasto, assume un significato particolare.

Non soltanto la distribuzione delle deleghe fra i partiti, dunque, ma anche l’individuazione di figure capaci di contribuire efficacemente alla realizzazione degli obiettivi amministrativi.

Salvatore Ladaga: «La politica deve ascoltare, il commissariamento avrebbe conseguenze per la città»

Nel corso del dibattito è intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale Salvatore Ladaga, chiamato a gestire una seduta nella quale le tensioni politiche hanno inevitabilmente assunto un ruolo centrale. Ladaga ha difeso la scelta del sindaco di intervenire in apertura dei lavori per illustrare gli avvicendamenti in Giunta. «Se oggi il sindaco non avesse fatto le comunicazioni, molto probabilmente ci sarebbe stato un clima ancora peggiore, perché giustamente questioni che sono state sulla stampa e che riguardano la città non potevano non interessare il Consiglio comunale».

Il presidente ha inoltre respinto l’interpretazione secondo cui l’Aula sarebbe stata utilizzata per svolgere una riunione interna alla maggioranza, sottolineando come le vicende politiche abbiano inevitabili riflessi istituzionali. Si è quindi soffermato sul significato della capacità di ascolto e sull’importanza del confronto all’interno di una squadra amministrativa.

«Quando si sta in una squadra non è pensabile che c’è chi ha la verità in tasca», ha affermato. Un altro passaggio ha riguardato l’esperienza degli amministratori. «Un amministratore, anche il semplice consigliere comunale, non lo inventi con 24 ore», ha osservato, ricordando che la maggioranza è composta anche da consiglieri relativamente giovani sul piano dell’esperienza istituzionale. Secondo Ladaga, storico esponente di Forza Italia, chi possiede una maggiore conoscenza dei meccanismi amministrativi ha quindi una responsabilità particolare nell’accompagnare il lavoro degli altri rappresentanti della coalizione. Il presidente ha affrontato anche il tema del commissariamento, richiamando le differenze fra una gestione affidata agli organi politici eletti e quella esercitata da un commissario. Un’eventualità che, a suo giudizio, avrebbe conseguenze significative sulla possibilità della politica cittadina di incidere sulle scelte amministrative.

Il rimpasto come punto di svolta: ora servono decisioni

Se dagli interventi delle opposizioni è emersa una dura critica alla gestione della città, dalle parole dei rappresentanti della maggioranza si è registrata soprattutto la disponibilità a tentare una ricomposizione. Nessuno dei capigruppo intervenuti ha indicato il commissariamento come una strada da perseguire. Al contrario, più volte è stata sottolineata la necessità di scongiurare la conclusione anticipata del mandato amministrativo.

Questo non significa, tuttavia, che le distanze politiche siano state superate. Le richieste di maggiore rappresentanza, le differenti interpretazioni degli equilibri elettorali, la necessità di rafforzare il metodo collegiale e le aspettative sulla nuova composizione della Giunta restano questioni aperte.

Il rimpasto atteso ormai da mesi rappresenta uno dei principali terreni sul quale la coalizione potrebbe trovare quella sintesi politica più volte invocata durante il Consiglio comunale.

Una ridefinizione degli incarichi, accompagnata da un metodo di governo maggiormente condiviso, potrebbe consentire alla maggioranza di uscire dall’attuale fase di stallo.

Ma perché ciò avvenga, la disponibilità al dialogo dovrà tradursi in decisioni concrete. E dal Consiglio comunale del 29 ottobre sono ormai passati 4 giorni, in cui ancora nulla di ufficiale è emerso. E il tempo stringe…!

La partita politica si è spostata nuovamente sui tavoli della maggioranza, dove dovranno essere sciolti i nodi che hanno determinato la crisi, che sta attanagliando anche la Velletri Servizi, società partecipata.

Per Velletri, intanto, rimane aperto l’interrogativo principale: quando e con quali equilibri potrà tornare a operare una Giunta pienamente ricostituita, dopo settimane di trattative e quattro uscite dall’esecutivo?

Velletri, le opposizioni di centrosinistra in Consiglio comunale: «Città abbandonata e paralizzata»

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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