all’aeroporto militare, dove sono arrivati i corpi delle quattro vittime dell’incidente in elicottero del 29 ottobre. Presenti anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, Crosetto e Tajani. La Procura di Roma indaga sulle cause dello schianto: disposta l’autopsia su Laura Procacci
Un momento di profonda commozione e raccoglimento ha accompagnato, nella mattinata di oggi, lunedì 2 novembre, il rientro in Italia delle salme dei quattro militari italiani morti nell’incidente aereo avvenuto il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina, durante una missione internazionale.
I feretri sono arrivati all’aeroporto militare di Ciampino, presso il 31° Stormo dell’Aeronautica Militare, a bordo di un velivolo C-130. Ad accoglierli, insieme ai familiari delle vittime e alle autorità militari, erano presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Alla cerimonia ha preso parte anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, presente sulla pista dello scalo romano per rendere omaggio ai quattro caduti.
I feretri avvolti nel Tricolore e l’omaggio del Presidente Mattarella
Una cerimonia solenne, quella che si è svolta ai Castelli Romani, sulla pista dell’aeroporto di Ciampino, dove i quattro feretri, avvolti nel Tricolore, sono stati disposti per ricevere gli onori militari.
Dopo la benedizione impartita dal cappellano militare, il Capo dello Stato si è avvicinato alle bare, soffermandosi per alcuni istanti in raccoglimento davanti a ciascuna di esse e chinando il capo in segno di rispetto.
A rendere ancora più toccante il momento sono state le note del Silenzio, accompagnate dagli onori resi dal picchetto interforze schierato per la cerimonia.
Accanto alle autorità, i familiari dei quattro militari, chiamati ad affrontare uno dei momenti più dolorosi dopo la tragedia avvenuta nei cieli della Bosnia.
Un omaggio istituzionale che ha voluto esprimere la vicinanza dell’intero Paese alle famiglie e riconoscere il servizio prestato dai militari impegnati nella missione internazionale.
Chi erano i quattro militari italiani morti nell’incidente
Le vittime sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, appartenenti all’Aviazione dell’Esercito, e il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, in servizio nel Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
I quattro si trovavano a bordo di un elicottero militare Chinook CH-47 precipitato il 29 ottobre nella zona di Brčko, in Bosnia-Erzegovina, mentre era impegnato nell’ambito della missione europea EUFOR Althea, finalizzata a contribuire alla stabilità e alla sicurezza del Paese balcanico.
Nell’incidente sono rimaste coinvolte complessivamente quindici persone. Oltre ai quattro militari deceduti, altri undici sono rimasti feriti.
Una tragedia che ha colpito profondamente le Forze Armate italiane e la Croce Rossa, riaccendendo l’attenzione sui rischi affrontati dal personale impegnato nelle operazioni internazionali.
La Procura indaga: disposta l’autopsia su Laura Procacci
Mentre l’Italia rende omaggio alle vittime, proseguono le indagini per ricostruire le cause dello schianto. La Procura della Repubblica di Roma, attraverso il pubblico ministero Francesco Saverio Musolino, ha aperto un procedimento contro ignoti per le ipotesi di reato di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni.
Gli investigatori hanno già ascoltato i tre piloti e alcuni sopravvissuti all’incidente, attraverso il personale delle forze dell’ordine inviato in Bosnia. Non è escluso che possano essere nuovamente sentiti quando le loro condizioni lo consentiranno.
Tra le ipotesi prese in considerazione dagli inquirenti figura quella di un’avaria dell’elicottero, ma saranno necessari ulteriori accertamenti e una consulenza tecnica per individuare le effettive cause dell’incidente.
La Procura ha inoltre disposto l’autopsia sul corpo di Laura Procacci, deceduta dopo essere stata trasferita in ospedale. L’esame autoptico è previsto presso il Policlinico Tor Vergata di Roma.
Per le altre tre vittime era già stato eseguito in Bosnia un esame esterno, dal quale sarebbero emersi traumi da violento schiacciamento.
Parallelamente sono in corso accertamenti da parte della Procura militare, che procede per l’ipotesi di perdita colposa di aeromobile.
Al momento, dunque, le responsabilità e la dinamica esatta dell’incidente restano da accertare.
La camera ardente al Celio e i funerali a Roma
Dopo la cerimonia all’aeroporto di Ciampino, è stato disposto il trasferimento delle salme all’ospedale militare del Celio, a Roma, dove è prevista l’apertura della camera ardente per consentire l’ultimo saluto ai caduti.
Per Laura Procacci è stato invece previsto il trasferimento al Policlinico Tor Vergata per gli accertamenti autoptici disposti dall’autorità giudiziaria.
I funerali saranno celebrati a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica, in una data ancora da stabilire. La cerimonia odierna a Ciampino ha rappresentato il primo momento ufficiale di omaggio in patria ai quattro militari, in attesa delle esequie.
Quattro vite spezzate durante una missione di servizio, ricordate oggi con gli onori militari e con il raccoglimento delle più alte cariche dello Stato, mentre proseguono le indagini per fare piena luce su una tragedia che ha suscitato profondo cordoglio in tutto il Paese.
