La segnalazione indignata di un genitore dell’IC Vito Volterra: le maestre costrette a chiedere alle famiglie di portare maglioni per proteggere i piccoli dal freddo. Eppure negli uffici comunali il riscaldamento sarebbe già acceso.
“Papà, ieri siamo stati come dei ghiacciolini”. Sono le parole, semplici ma decisamente eloquenti, pronunciate da un bambino di 4 anni che frequenta la scuola dell’infanzia del plesso Villini dell’IC Vito Volterra di Ariccia. A raccogliere e denunciare la situazione è un papà di Ariccia, comprensibilmente arrabbiato per quanto sta accadendo in questi giorni, proprio mentre le temperature hanno subito un brusco abbassamento.
Il problema? Al plesso Villini i riscaldamenti sarebbero ancora spenti. Una situazione che, secondo quanto riferito dal genitore, avrebbe costretto persino le insegnanti a contattare le famiglie per chiedere di portare a scuola un maglione, così da consentire ai bambini di coprirsi e affrontare meglio le basse temperature.
Una richiesta che, da sola, racconta tutta la difficoltà della situazione. Possibile che nel 2026, in una scuola dell’infanzia, si debba chiedere ai genitori di attrezzare i propri figli con indumenti supplementari perché l’impianto di riscaldamento non è stato ancora acceso?
Il papà ha raccontato alla nostra redazione di essersi recato personalmente in Comune dopo aver appreso la situazione e aver verificato che, dal 1° novembre, un’ordinanza autorizza l’accensione dei termosifoni negli edifici pubblici.
“Con sommo stupore, entrando negli uffici e nelle stanze comunali, ho percepito un piacevole tepore. Le pompe di calore erano accese, mentre nella scuola di mio figlio no”, racconta il genitore. Una differenza che inevitabilmente solleva interrogativi: perché negli ambienti comunali si può lavorare al caldo mentre i bambini della scuola dell’infanzia devono rimanere al freddo?
Il genitore ha quindi incontrato la presidente del Consiglio comunale, Irene Falcone, alla quale ha rappresentato il problema. In quell’occasione, riferisce il papà, sarebbe arrivata la rassicurazione che entro la giornata del 3 novembre si sarebbe provveduto ad accendere i termosifoni della scuola, come richiesto anche dalla Dirigente scolastica che avrebbe sollecitato il Comune.
E invece, secondo quanto denunciato dalla famiglia, la situazione non sarebbe cambiata. ”Io trovo che sia davvero inaccettabile – ha aggiunto il papà del piccolo alunno – che per accendere dei termosifoni ci voglia tutto questo tempo. Le previsioni poi parlavano chiaramente di un calo delle temperature: serve maggiore responsabilità e coscienza, soprattutto quando si ha a che fare con i più piccoli”.
