Genzano piange Mattia Luca Russo, volato via a soli 22 anni: dolore immenso per la sua dipartita

Ci sono dolori, talmente lancinanti, davanti ai quali le parole sembrano perdere ogni significato. Dolori che non trovano spiegazioni, che lasciano senza fiato e che nessuna frase, per quanto sincera, può riuscire ad alleviare. La morte di un figlio è uno di questi. E quando a spegnersi è una vita di appena 22 anni, il senso di smarrimento diventa ancora più profondo.

Genzano di Roma piange la prematura scomparsa di Mattia Luca Russo, venuto a mancare nella serata di domenica 1° novembre, nella sua abitazione. Una notizia dolorosa che ha gettato nello sconforto quanti lo conoscevano e che lascia la sua famiglia davanti a una perdita immensa, di quelle che cambiano per sempre il corso di un’esistenza.

Mattia aveva soltanto 22 anni. Un’età nella quale il futuro dovrebbe essere ancora tutto da scrivere, i sogni da inseguire, le strade da percorrere, le esperienze da vivere. E invece quel futuro si è interrotto prematuramente, lasciando un vuoto che nessuna parola potrà colmare.

Il compleanno che non ci sarà: giovedì avrebbe compiuto 23 anni

C’è una coincidenza temporale che rende questa tragedia ancora più dolorosa, quasi impossibile da raccontare. Giovedì 5 novembre Mattia avrebbe compiuto 23 anni.

Un giorno che avrebbe dovuto essere dedicato agli auguri, all’affetto della famiglia, ai messaggi degli amici, a un altro anno da aggiungere alla sua giovane vita. E invece proprio giovedì potrebbe essere il giorno del suo ultimo saluto, con i funerali che potrebbero svolgersi nella Collegiata della Santissima Trinità di Genzano. La data e gli orari delle esequie sono ancora in attesa di conferma.

Un compleanno che si trasforma così in un appuntamento con il dolore. Al posto degli auguri, le lacrime. Al posto dell’abbraccio di una festa, quello di una comunità che vorrebbe trovare il modo di stringersi attorno a chi resta.

Una prospettiva che rende ancora più difficile accettare una perdita tanto precoce.

Il sogno di diventare medico e una carriera universitaria brillante

Mattia non era soltanto un ragazzo con un futuro ancora tutto da scrivere. Quel futuro aveva già iniziato a costruirlo, con impegno, determinazione e una passione autentica per lo studio.

Dopo aver frequentato la scuola media Dionigi di Lanuvio e aver conseguito il diploma al Liceo delle Scienze Umane, aveva scelto di iscriversi al corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso la UniLink Campus University.

Un percorso impegnativo, che richiede costanza, sacrificio e dedizione. Mattia lo affrontava con risultati straordinari, tanto che la sua media universitaria era particolarmente elevata. Dietro quei voti, tuttavia, c’era una quotidianità molto più difficile di quanto si potesse immaginare.

Il giovane, infatti, conviveva con una forma di insonnia cronica resistente ai farmaci, una condizione che rendeva particolarmente faticoso affrontare le giornate, mantenere la concentrazione e rispettare gli impegni universitari.

Eppure Mattia continuava a studiare. Continuava a preparare gli esami e a ottenere risultati eccellenti. Dietro il brillante percorso accademico c’erano dunque ostacoli che Mattia affrontava ogni giorno, cercando di non rinunciare alle proprie aspirazioni. La dedizione di Mattia allo studio e gli eccellenti risultati raggiunti non sono passati inosservati, tanto che la sua università potrebbe attivare una procedura per il conferimento di una laurea alla memoria, una laurea ad honorem.

Il dolore della mamma Olga Bernabini e del papà Antonino Russo

A piangere Mattia sono due genitori conosciuti e apprezzati, ciascuno nel proprio ambito professionale e umano, che si trovano oggi ad affrontare il più atroce dei dolori.

La mamma, Olga Bernabini, è un’insegnante dell’Istituto Comprensivo Ardea II, una donna che da anni porta avanti con determinazione un importante impegno civile a favore della tutela dei bambini e degli adolescenti.

Il papà, Antonino Russo, è maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, vicecomandante della Stazione di Cecchina, stimato e apprezzato per la professionalità, la dedizione e il senso del dovere dimostrati nello svolgimento del proprio servizio.

Un uomo abituato, nella propria quotidianità professionale, a essere un punto di riferimento per la sicurezza dei cittadini e ad affrontare situazioni difficili, che ora si trova, suo malgrado, davanti a un dolore per il quale non esistono divise, gradi o responsabilità capaci di offrire protezione.

È soprattutto a loro, ai familiari e a quanti hanno voluto bene a Mattia che va oggi il pensiero di una comunità profondamente colpita.

Olga Bernabini, dalla scuola al Parlamento Europeo per la tutela dei più giovani

Il nome di Olga Bernabini è familiare anche ai lettori di Castelli Notizie, che hanno avuto modo di conoscerla attraverso il suo impegno nel mondo della scuola e nella sensibilizzazione sui rischi ai quali sono esposti bambini e adolescenti.

Più volte è stata protagonista di articoli in cui abbiamo lanciato  appelli sulla necessità di tutelare i minori dai pericoli connessi all’utilizzo precoce e incontrollato dei social network. Un tema affrontato con passione e determinazione, nella convinzione che famiglie, istituzioni e società debbano assumersi maggiori responsabilità nella protezione delle nuove generazioni.

Il suo impegno l’aveva portata anche al Parlamento Europeo, a Bruxelles, per sostenere la necessità di interventi più incisivi a tutela dei minori.

In quell’occasione, Olga aveva richiamato l’attenzione sugli effetti che un utilizzo non consapevole delle piattaforme digitali può avere sulla crescita e sul benessere dei ragazzi, chiedendo regole e strumenti di protezione più efficaci.

Un impegno civile che Castelli Notizie aveva raccontato nell’articolo Su “A Tu per Tu” Olga Bernabini lancia l’allarme social: «Una cocaina invisibile, vietiamoli ai minori».

Ora, però, ogni riflessione sul suo percorso pubblico lascia spazio alla dimensione più intima e dolorosa della sua vita: quella di una madre che ha perso il proprio figlio. E davanti a una sofferenza così grande, ogni parola rischia di apparire inadeguata. Resta soltanto il rispetto, la discrezione e il desiderio di farle sentire una vicinanza sincera, così come al marito Antonino e a tutti i loro cari.

Il cordoglio dell’Istituto Comprensivo Ardea II: «Non esistono parole capaci di colmare una perdita così grande»

A esprimere pubblicamente vicinanza alla famiglia è stata anche la comunità scolastica dell’Istituto Comprensivo Ardea II, dove Olga Bernabini insegna. In un messaggio carico di commozione, la scuola ha voluto stringersi attorno alla propria docente. «Con profondo dolore la comunità scolastica dell’Istituto Comprensivo esprime la propria vicinanza alla Professoressa Olga Bernabini e alla sua famiglia per la prematura e dolorosa scomparsa del caro figlio».

Parole che esprimono il cordoglio di colleghi, studenti e famiglie, uniti nel desiderio di manifestare affetto e solidarietà.

«In questo momento di immensa sofferenza, docenti, personale scolastico, alunni e famiglie si stringono con affetto attorno alla nostra collega, condividendone il dolore e offrendo il più sincero sentimento di cordoglio».

Poi il passaggio che forse più di ogni altro restituisce la dimensione di questa tragedia:

«Non esistono parole capaci di colmare una perdita così grande; resta però la forza della solidarietà di un’intera comunità che partecipa commossa a questo triste momento».

Il messaggio si conclude con le più sentite condoglianze alla professoressa Bernabini e ai suoi familiari, espressione di una vicinanza che va ben oltre i rapporti professionali e coinvolge un’intera comunità educativa.

Genzano si stringe attorno alla famiglia: il ricordo di Mattia oltre i suoi 22 anni

La scomparsa di Mattia arriva in giorni che, per tradizione, sono dedicati proprio alla memoria di chi non c’è più. Era la sera di Ognissanti, domenica 1° novembre, quando la sua giovane vita si è conclusa anzitempo. Poche ore dopo, nel giorno della Commemorazione dei Defunti, il suo nome si è aggiunto dolorosamente a quelli delle persone che una famiglia e una comunità continueranno a portare nel cuore.

C’è qualcosa di particolarmente difficile da accettare nella morte di un ragazzo di 22 anni. Perché a quell’età si dovrebbe poter sbagliare, ricominciare, cambiare idea, innamorarsi, progettare, scoprire il mondo. Si dovrebbe avere davanti il tempo di diventare ciò che si desidera essere. Mattia quel tempo non lo avrà. Non più.  E forse è proprio questo il pensiero più doloroso: non soltanto ciò che è stato, ma tutto ciò che avrebbe ancora potuto essere.

Mattia aveva scelto la propria strada. Studiava Medicina e Chirurgia, affrontava difficoltà importanti e continuava a ottenere risultati eccellenti. Aveva un sogno che stava cercando di realizzare. Oggi rimangono il suo percorso, i ricordi di chi lo ha conosciuto, l’affetto degli amici e soprattutto l’amore immenso della sua famiglia. Restano anche quei risultati universitari raggiunti con tanta fatica, che raccontano una parte importante della sua personalità e che l’ateneo potrebbe riconoscere ufficialmente.

Nessun riconoscimento potrà restituire Mattia ai suoi cari. Ma ogni gesto capace di custodirne il ricordo potrà contribuire a raccontare ciò che è stato e ciò che ha significato per gli altri.

E giovedì, nel giorno in cui avrebbe compiuto 23 anni, il suo nome tornerà a essere pronunciato con lo stesso amore con cui era stato pronunciato il giorno della sua nascita.

Alla mamma Olga, al papà Antonino, a tutti i familiari e a quanti hanno voluto bene a Mattia Luca Russo giungano le più profonde e commosse condoglianze della redazione di Castelli Notizie.

Con la consapevolezza che, davanti a una perdita tanto grande, non esistano parole giuste, ma soltanto il rispetto, la vicinanza e il desiderio che il ricordo di Mattia continui a vivere, ben oltre quei 23 anni che avrebbe compiuto giovedì.

Perché ci sono vite che durano troppo poco, ma che meritano di essere ricordate per tutto ciò che hanno saputo esprimere, anche nel breve tempo che è stato loro concesso.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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