Calabria: case gratis per tornare

Con il progetto “Ripopola Calabria” la Regione mette a disposizione 50 abitazioni ristrutturate per dieci anni. Ammessi anche gli italiani iscritti all’AIRE che desiderano trasferirsi nei borghi d’origine C’è un momento, nella vita di chi è emigrato, in cui la parola “casa” torna a farsi sentire con una forza particolare, può accadere ascoltando una canzone, […]

Con il progetto “Ripopola Calabria” la Regione mette a disposizione 50 abitazioni ristrutturate per dieci anni. Ammessi anche gli italiani iscritti all’AIRE che desiderano trasferirsi nei borghi d’origine

C’è un momento, nella vita di chi è emigrato, in cui la parola “casa” torna a farsi sentire con una forza particolare, può accadere ascoltando una canzone, preparando una ricetta di famiglia, riconoscendo un accento in una strada straniera, ma per tanti italiani nel mondo, la Calabria continua a vivere così: nei racconti dei nonni, nelle fotografie custodite nei cassetti, nel desiderio di riaprire una porta. Ora però dalla Regione arriva un invito che prova a dare a quel desiderio un indirizzo concreto. “Venite a vivere in Calabria a zero euro”, ha annunciato il presidente Roberto Occhiuto, presentando “Ripopola Calabria”: il progetto sperimentale parte da cinquanta abitazioni nei borghi calabresi, da ristrutturare con risorse regionali e mettere a disposizione gratuitamente per dieci anni di chi sceglierà di trasferirvi la residenza, un messaggio questo che attraversa idealmente gli oceani e raggiunge anche quanti, partiti per cercare lavoro e opportunità, conservano il pensiero del ritorno.

 

Per gli italiani all’estero, infatti, il primo elemento importante è questo: il portale ufficiale include espressamente tra i possibili beneficiari i cittadini italiani iscritti all’AIRE. Più precisamente viene richiesta la residenza fuori dalla Calabria da almeno tre anni. Tale iniziativa, dunque, apre una possibilità anche agli emigrati, pur rivolgendosi a una platea più ampia di persone intenzionate a stabilirsi nella regione, Il rientro diventa una delle strade attraverso cui restituire abitanti e prospettive ai piccoli centri. Occorre spiegare bene che cosa viene offerto, gli immobili sono concessi in comodato d’uso gratuito per un decennio: l’assegnazione permette di abitarli senza pagare l’affitto, mentre la proprietà resta pubblica. La Regione, quindi, finanzia il recupero delle case; gli arredi, precisa il sito istituzionale, sono esclusi dalla ristrutturazione. Lo slogan sul vivere “a zero euro” riguarda quindi l’opportunità abitativa descritta dal programma: organizzare un trasferimento richiede comunque di valutare tutte le spese della propria quotidianità.

 

L’assegnazione passa attraverso graduatorie pubbliche per ciascun alloggio, sono previsti punteggi specifici anche per gli emigrati calabresi da oltre tre anni che vogliono tornare, insieme a famiglie con figli, giovani coppie, lavoratori da remoto, persone con disabilità, autonomi e professionisti della cultura. Le case comunque devono essere destinate all’abitazione e non possono essere sublocate. L’obiettivo è solare: accogliere persone che scelgano di vivere nei paesi, partecipando alla loro vita durante tutto l’anno. Dietro gli aspetti amministrativi c’è una questione che riguarda l’Italia intera, di certo un paese perde qualcosa ogni volta che una finestra rimane chiusa, una bottega abbassa definitivamente la serranda, una scuola rischia di non avere più bambini e allora recuperare un’abitazione può essere l’inizio di un movimento diverso: una famiglia che arriva porta acquisti, relazioni, domande di servizi, nuove abitudini e il valore di una casa abitata si allarga alla strada, alla piazza, alla comunità che le sta intorno.

 

Chi torna dall’estero può inoltre portare competenze maturate altrove, conoscenza delle lingue, esperienze professionali e contatti. C’è he anche chi immagina una piccola attività, chi può continuare a lavorare a distanza, chi desidera trascorrere una nuova stagione della vita vicino alle proprie origini. Pertanto per i figli e i nipoti dell’emigrazione può essere anche un incontro: scoprire il luogo tante volte ascoltato nei racconti e cominciare a conoscerlo attraverso la vita quotidiana. Naturalmente, perché il ritorno duri, alla casa devono accompagnarsi condizioni adeguate, servono collegamenti affidabili, assistenza sanitaria, scuole, connessioni digitali e opportunità di lavoro. Quindi chi prende in considerazione un trasferimento ha bisogno di risposte precise sulle distanze, sui tempi, sui servizi disponibili, sarà anche da questo allora che si misurerà il successo dell’iniziativa, ovvero dalla capacità di trasformare l’entusiasmo iniziale in una scelta sostenibile per le persone e per i territori.

 

Agli italiani nel mondo, dunque, la Calabria rivolge una proposta da conoscere e valutare attraverso il portale ufficiale, leggendo l’avviso e le schede degli immobili: per qualcuno resterà una possibilità, ma per altri potrebbe diventare un progetto familiare. Il ritorno ha indubbiamente bisogno di concretezza, oltre che di emozione, ma l’idea di una chiave consegnata a chi desidera ricominciare conserva una forza semplice e bella: riaprire una casa può significare riaprire il futuro di un paese.

di Ciro Salice

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