Maria Grazie Cucinotta e Pino Quartullo dal 13 al 15 novembre al Sistina di Roma “La moglie fantasma” approda a Roma, al Teatro Sistina, dal 13 al 15 novembre. La commedia di David Tristram è una storia sulla morte, che parla soprattutto di vita. Una commedia a metà strada fra giallo e metateatro. In scena […]
Maria Grazie Cucinotta e Pino Quartullo dal 13 al 15 novembre al Sistina di Roma
“La moglie fantasma” approda a Roma, al Teatro Sistina, dal 13 al 15 novembre. La commedia di David Tristram è una storia sulla morte, che parla soprattutto di vita. Una commedia a metà strada fra giallo e metateatro. In scena Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo, affiancati da Giorgio Verduci, Giorgio Centamore, Roberta Petrozzi e Alessandra Faiella.
La vicenda ha inizio dopo una festa che chiude una tournée trionfale. La protagonista viene trovata morta e il caso è archiviato come suicidio, attribuito a un mix di alcol, barbiturici e a un rapporto sempre più teso con il marito drammaturgo. Esattamente un anno dopo, il fantasma di Claire (Cucinotta), riappare all’ex marito Willy (Quartullo) e gli rivela di essere stata assassinata da un collega della compagnia. Dopo gli inevitabili, ed esilaranti momenti di sgomento, lo convince a mettere in atto uno stratagemma ispirato all’Amleto.
Con l’aiuto del suo più caro amico (Verduci), Willy convoca gli attori presenti quella sera, compresa la storica rivale della defunta, interpretata da Faiella, e propone loro di leggere un copione che ricostruisce gli avvenimenti della serata. Dalle reazioni degli interpreti dovrebbe emergere il colpevole. Solo così Claire potrà liberarsi dal limbo in cui è intrappolata.
Il riferimento a Shakespeare non è casuale. Come nell’Amleto, una rappresentazione viene utilizzata per mettere alla prova la coscienza del presunto colpevole. Qui, però, il meccanismo assume una piega decisamente comica. A muovere i fili non è un principe tormentato, ma un drammaturgo ancora ferito, costretto a confrontarsi con una moglie che non ha smesso di recitare neppure dall’aldilà. Il sospetto si mescola alla risata e ogni attore diventa allo stesso tempo interprete e indiziato.
È nel confronto con il mondo della compagnia che la commedia trova un’altra delle sue chiavi. Gli attori si ritrovano a interpretare se stessi in una vicenda che li coinvolge in modo diretto. Un gioco di scatole cinesi che porta sul palcoscenico le piccolezze e le fragilità di chi fa questo mestiere. Vanità, invidie sopite, slanci di cameratismo e antiche rivalità compongono il ritratto, ironico e affettuoso, di un microcosmo nevrotico e affascinante. Il dietro le quinte diventa così parte integrante dello spettacolo.
La ricetta, del resto, è dichiarata dallo stesso Tristam. Una base di Shakespeare, una dose di “Spirito Allegro”, una spolverata di Pirandello e un pizzico di Agatha Christie, con un riferimento anche a “Nel bel mezzo di un gelido inverno”. Il tutto sdoganato dalla battuta: “Se devi copiare, tanto vale copiare da una commedia che funziona benino da secoli”, che racchiude lo spirito dell’operazione.
La regia è di Marco Rampoldi. A completare il lavoro contribuiscono la traduzione di Enrico Luttmann, le scene di Lucio Diana, i costumi di Laura Liguori, le luci di Andrea Lisco e le musiche di Diego Maggi. Assistenti alla regia Marta Besozzi e Luca Corbani. Dopo Roma, la tournée proseguirà allo Stabile di Verona, al Celebrazioni di Bologna, al Gioiello di Torino, al Teatro della Fortuna di Fano e al Sociale di Bellinzona.
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