Accordo raggiunto al Mimit con Jsw per rilancio polo siderurgico a Piombino

Raggiunta al Mimit l’intesa con JSW per il rilancio dello storico polo siderurgico di Piombino. L’Accordo di Programma, sottoscritto da JSW Steel Italy, Piombino Logistics, GSI Lucchini, …

Raggiunta al Mimit l’intesa con JSW per il rilancio dello storico polo siderurgico di Piombino. L’Accordo di Programma, sottoscritto da JSW Steel Italy, Piombino Logistics, GSI Lucchini, dalle organizzazioni sindacali e dalle parti pubbliche competenti, tra cui Ministero, Regione Toscana, Comune di Piombino, Autorità di sistema portuale, Agenzia del Demanio e gli altri soggetti istituzionali coinvolti, definisce il quadro condiviso per l’attuazione del piano industriale del sito e per la piena salvaguardia occupazionale dei lavoratori.

“Piombino si avvia a tornare protagonista della siderurgia nazionale. Il Mimit ha lavorato con una linea chiara, facendosi portavoce delle istanze di tutela dei lavoratori e continuità produttiva: superare anni di incertezza, dare al sito una prospettiva industriale concreta e garantire la piena tutela occupazionale”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso“L’Accordo di Programma apre ora la fase dell’attuazione degli impegni: è su questo che si misurerà la responsabilità di tutti i soggetti coinvolti”.

Si tratta di un passaggio politicamente e industrialmente rilevante, perché mette fine a una lunga stagione di incertezza e apre una fase nuova: non più tavoli interlocutori, ma impegni precisi, responsabilità condivise e un percorso di rilancio produttivo da verificare nei fatti. L’accordo raggiunto al Mimit rappresenta anche un segnale di metodo. Il Governo ha scelto di tenere insieme tre obiettivi: continuità industriale, tutela dei lavoratori e responsabilizzazione dell’impresa. La firma dell’Accordo di Programma non è il punto d’arrivo, ma l’avvio della fase più delicata: quella dell’attuazione concreta degli impegni assunti.

L’Accordo di Programma siglato al Mimit, che sarà ora presentato ai lavoratori dalle organizzazioni sindacali, riguarda gli interventi di messa in sicurezza e bonifica ambientale dell’area e quelli di rilancio e riconversione industriale. Il piano di JSW prevede l’ammodernamento del treno di laminazione delle rotaie, con la ristrutturazione degli impianti esistenti, l’installazione di nuove tecnologie e un progetto di ricerca e sviluppo per l’introduzione delle migliori soluzioni tecnologiche disponibili. L’investimento complessivo ammonta a 148,2 milioni di euro e potrà in parte avvalersi di agevolazioni pubbliche del Mimit.

Il caso Piombino si inserisce in un lavoro più ampio portato avanti dal Mimit in questi anni sui tavoli di crisi industriale. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un metodo: convocazione costante delle parti, pressione sulle imprese, coinvolgimento degli enti territoriali, ricerca di nuovi investitori, reindustrializzazione dei siti e difesa dell’occupazione. Secondo i dati diffusi dal Ministero, nei primi sette mesi del 2025 erano stati siglati 16 accordi di reindustrializzazione, con circa 11.500 posti di lavoro salvaguardati; nello stesso periodo i tavoli attivi erano scesi da 55 nel 2022 a 37, con i lavoratori coinvolti passati da circa 80 mila a 33.174.

Il bilancio 2025 conferma questa linea: il Mimit ha indicato 27 intese raggiunte nell’anno su vertenze industriali, citando tra i casi più rilevanti La Perla, Beko, Coin, Gruppo Dema, Diageo, Speedline, Riello, Jabil, Venator e Adriatronics. Al 31 dicembre 2025 risultavano inoltre 41 tavoli di crisi attivi e 30 tavoli di monitoraggio, segnale che il Ministero non si è limitato a chiudere accordi sulla carta, ma ha mantenuto un presidio anche nella fase successiva di verifica degli impegni

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