Grande perdita per il paese di Castro dei volsci… Addio a Erminia Manfredi, una grande donna nel cuore di Castro Ci sono donne che attraversano il mondo dello spettacolo lasciando un segno che nessun riflettore riesce a raccontare fino in fondo, Erminia Ferrari Manfredi era una di loro, la sua scomparsa, avvenuta a Roma il […]
Grande perdita per il paese di Castro dei volsci…
Addio a Erminia Manfredi, una grande donna nel cuore di Castro
Ci sono donne che attraversano il mondo dello spettacolo lasciando un segno che nessun riflettore riesce a raccontare fino in fondo, Erminia Ferrari Manfredi era una di loro, la sua scomparsa, avvenuta a Roma il 2 novembre a 94 anni, appena due giorni prima del compleanno, consegna al cinema italiano e a quanti le hanno voluto bene un dolore composto, profondo. A darne l’annuncio è stato il figlio Luca, con un saluto affettuoso alla sua “Minia”, un nome di casa, dentro il quale sembra raccogliersi una vita intera.
Anche Castro dei Volsci sente vicino questo addio, il paese natale di Nino custodisce un legame con la famiglia Manfredi che il tempo ha continuato ad alimentare, Erminia ne è stata partecipe: le visite, gli incontri, la vicinanza alle iniziative dedicate all’attore hanno mantenuto vivo un rapporto fatto di affetto e riconoscenza. La sua presenza, insieme a Luca, nelle manifestazioni legate al Premio Nino Manfredi testimonia quanto quelle radici appartenessero ormai anche alla sua storia.
A Castro, ricordarla significa dunque ritrovare un volto familiare dentro una memoria collettiva, i grandi artisti infatti appartengono al pubblico; nei loro paesi, però, restano anche figli, vicini, persone delle quali si riconoscono una cadenza, un’espressione, un modo di guardare, Erminia ha condiviso questa dimensione più raccolta della celebrità di Nino, quella che riporta il cinema alla vita e restituisce un nome alle sue radici.
Era nata a Taormina il 4 novembre 1931, arrivata a Roma nel 1950, aveva lavorato come indossatrice nelle sartorie della capitale, approdando anche all’atelier di Roberto Capucci. La moda fu così una prima espressione della sua sensibilità; il cinema avrebbe offerto poi altri spazi alla sua creatività: modella, costumista, scenografa: fu indubbiamente una donna con un percorso professionale proprio, da ricordare nella sua interezza.
Il matrimonio con Manfredi, celebrato nel 1955, sarebbe durato fino alla morte dell’attore, nel 2004. Dalla loro unione nacquero Roberta, Luca e Giovanna, quasi mezzo secolo insieme: un tempo che contiene il lavoro, la crescita dei figli, le soddisfazioni e le preoccupazioni di una famiglia. All’uopo va ricordato come dietro le fotografie di una coppia celebre esiste sempre una quotidianità che appartiene soltanto a chi l’ha vissuta e anche davanti a quella parte privata che il ricordo deve sapersi fermare con rispetto.
Del primo incontro con Nino, Erminia aveva lasciato un ricordo luminoso: «Mi fece ridere tutta sera, mentre intanto indagava la mia anima». Poche parole capaci di suggerire la profondità di un’intesa; la risata apre una porta, abbassa le difese, permette di avvicinarsi, ed è proprio in quello sguardo attento, che come lei ricordava ancora, si riconosce qualcosa dell’attore capace di osservare le fragilità umane e trasformarle in personaggi tanto vicini a noi.
Erminia portò il suo contributo anche dietro la macchina da presa, lavorando ai costumi di film come Il giocattolo, Café Express, Nudo di donna e Spaghetti House. È questo un mestiere che chiede attenzione: un abito accompagna un gesto, suggerisce una condizione sociale, aiuta a rendere credibile una figura, dal canto suo però lo spettatore segue la storia e spesso ignora quanta cura abbia preparato ciò che vede. Ricordare o meno quel lavoro significa riconoscere anche a lei una parte concreta nel cinema che abbiamo amato.
Alla sua vicenda appartiene inoltre l’impegno solidale, in particolare accanto all’associazione Viva la Vita e alle persone con SLA, una sensibilità rivolta alla malattia e alle famiglie che affrontano ogni giorno il peso dell’assistenza. Ebbene anche questo merita spazio nel saluto: la capacità di rivolgere l’attenzione verso chi vive lontano dalla ribalta, dove una presenza e una parola possono avere un valore enorme.
Oggi il pensiero va ai figli e a chi le è stato vicino, a Castro dei Volsci resta il senso di una vicinanza costruita negli anni, insieme alla gratitudine per aver condiviso e custodito una memoria tanto cara al paese. Il modo più bello di salutarla è forse tenere insieme tutte le sue stagioni: la giovane indossatrice, la professionista, la madre, la compagna di una lunga vita.
Addio, Erminia. Nel ricordo di quel primo incontro rimane una risata, e dentro quella risata la promessa di conoscersi davvero. È un’immagine lieve, piena di vita. Lasciamole l’ultima luce.
Ciro Salice
Foto libera: Erminia e Nino nel giorno del matrimonio, 14 luglio 1955. Wikimedia Commons la indica come di pubblico dominio in Italia. Credito consigliato: Autore sconosciuto, Wikimedia Commons.
Certamente, Ciro: darei maggiore risalto al dolore del paese, con questo titolo e questa apertura.
Castro dei Volsci saluta Erminia Manfredi: una grande perdita, un affetto che resta
Ci sono addii che toccano il cuore di un intero paese. La scomparsa di Erminia Ferrari Manfredi è una grande perdita per Castro dei Volsci, al quale era profondamente legata. Moglie dell’indimenticabile Nino, aveva condiviso .
Giampiero Grossi
