L’11 novembre 2026 all’Università Niccolò Cusano di Roma a partire dalle ore 15:00 si discuterà delle questioni legate ai problemi di regolazione dell’intelligenza artificiale, dovuti alle tensioni tra innovazione, tutela dei diritti fondamentali, sicurezza, mercato e legittimazione democratica, che l’impiego massivo di questa tecnologia produce. L’occasione è data dalla presentazione del volume “Regole e Intelligenza […]
L’11 novembre 2026 all’Università Niccolò Cusano di Roma a partire dalle ore 15:00 si discuterà delle questioni legate ai problemi di regolazione dell’intelligenza artificiale, dovuti alle tensioni tra innovazione, tutela dei diritti fondamentali, sicurezza, mercato e legittimazione democratica, che l’impiego massivo di questa tecnologia produce.
L’occasione è data dalla presentazione del volume “Regole e Intelligenza artificiale” a cura di Francesco Cirillo, docente di Diritto dell’intelligenza artificiale e di Neurodiritto, e di Federico Girelli, che insegna Diritto costituzionale ed è il Coordinatore del Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Ateneo romano.
Oltre al Rettore Magnifico, prof. Fabio Fortuna, e al prof. Alessandro Sterpa dell’Università della Tuscia, Direttore della Collana Tiresia, che ospita il libro, interverranno i professori Michele Ainis (Università Roma Tre), Mario Fiorillo (Università di Teramo), Fabrizio Politi (Università dell’Aquila) e Massimo Siclari (Università Roma Tre). Il dibattito sarà moderato dal prof. Giovanni D’Alessandro, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’UniCusano.
L’evento è inserito negli “Appuntamenti” dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti ed è dedicato, così come il libro, alla prof.ssa Anna Pirozzoli, poiché il suo ultimo saggio è uno di quelli che compongono il libro, che, purtroppo, in ragione della sua prematura scomparsa, non ha potuto vedere pubblicato.
L’amica e collega Anna Pirozzoli era Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche, Sociologiche e Umanistiche e Rettore Vicario dell’Università Niccolò Cusano. Non è un caso che qui i suoi incarichi accademici siano concordati al maschile; lei voleva essere appellata in questo modo in conformità alle denominazioni presenti nei documenti ufficiali dell’Ateneo. Mi diceva: “quello che conta è la funzione che svolgi (e come la svolgi), non il sesso a cui appartieni”. Guardava alla sostanza e di certo non poteva esser tacciata di maschilismo proprio lei, divenuta professore ordinario di Diritto pubblico giovanissima.
Ciao Anna…
Federico Girelli
Professore di Diritto Costituzionale
Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma
