Albano Laziale, un progetto per riutilizzare le acque depurate: priorità all’agricoltura

La Giunta comunale ha avviato il percorso per la realizzazione del Distretto Idrico Circolare Pavona – Santa Maria in Fornarola

Albano Laziale guarda al futuro della gestione delle risorse idriche e punta sul recupero delle acque reflue depurate per sostenere l’agricoltura locale, ridurre gli sprechi e limitare il consumo di acqua potabile.

La Giunta comunale ha avviato il percorso per la realizzazione del Distretto Idrico Circolare Pavona – Santa Maria in Fornarola, un progetto che mira a trasformare le acque già sottoposte a depurazione in una risorsa da mettere a disposizione del territorio.

L’iniziativa, annunciata dall’Amministrazione comunale con un comunicato del 30 ottobre 2026, prende forma attraverso un atto di indirizzo con cui il Comune chiede a EGATO 2 e ad ACEA ATO 2 di avviare un’istruttoria tecnico-economica per verificare la fattibilità dell’intervento.

Al centro della proposta c’è la possibilità di realizzare una rete dedicata alla distribuzione delle acque recuperate, da destinare prioritariamente alle attività agricole e irrigue, ma anche alla manutenzione del verde pubblico, agli impianti sportivi e ad altri utilizzi non potabili consentiti dalla normativa.

L’obiettivo è quello di promuovere un modello di gestione più sostenibile dell’acqua, attraverso il riutilizzo di una risorsa che, una volta adeguatamente trattata e verificata la sua idoneità, potrebbe contribuire a soddisfare una parte del fabbisogno idrico locale.

Una prospettiva particolarmente significativa per il comparto agricolo, che rappresenta una componente importante dell’economia del territorio e che potrebbe beneficiare di una disponibilità aggiuntiva di acqua per l’irrigazione.

Il progetto punta inoltre a ridurre il ricorso all’acqua potabile per attività che non ne richiedono necessariamente l’utilizzo e a contenere i prelievi dalle falde acquifere, favorendo una gestione più razionale delle risorse idriche.

Si tratta, dunque, di un’iniziativa che si inserisce nel più ampio percorso dell’economia circolare, attraverso il recupero e la valorizzazione delle risorse già utilizzate.

Per passare dalla proposta alla valutazione concreta delle possibili soluzioni, l’Amministrazione comunale ha chiesto l’apertura di un tavolo istituzionale entro trenta giorni.

Il confronto dovrà consentire di approfondire gli aspetti tecnici, economici e infrastrutturali dell’intervento, individuando le modalità più adeguate per la distribuzione delle acque depurate e valutando la possibilità di riservarne una quota ai fabbisogni del territorio.

Un passaggio che sarà determinante per comprendere la reale fattibilità del Distretto Idrico Circolare e definire gli eventuali sviluppi progettuali.

L’atto approvato dalla Giunta rappresenta infatti una prima fase di indirizzo e approfondimento, senza comportare, al momento, impegni di spesa a carico del bilancio comunale. Non si tratta quindi dell’avvio dei lavori, ma dell’apertura di un percorso tecnico e istituzionale finalizzato a verificare le condizioni necessarie per realizzare il progetto.

Un aspetto sottolineato dall’Amministrazione riguarda il rapporto tra questa iniziativa e le questioni ambientali legate al polo impiantistico di Santa Palomba, da tempo al centro dell’attenzione del territorio e dei comitati locali.

Il Comune precisa che il percorso per il riutilizzo delle acque depurate si affianca alle iniziative e alle posizioni già assunte dall’ente e dai comitati territoriali rispetto al Termovalorizzatore, senza modificarle né pregiudicarle.

La proposta del Distretto Idrico Circolare Pavona – Santa Maria in Fornarola viene quindi presentata come un intervento autonomo, finalizzato a valorizzare le risorse idriche e a rispondere alle esigenze locali, a partire da quelle del settore agricolo.

Resta ora da verificare, attraverso l’istruttoria richiesta agli enti competenti, se e a quali condizioni sarà possibile realizzare la rete di distribuzione e rendere concretamente disponibili le acque recuperate.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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