Mentre a Velletri l’attenzione è concentrata sulla crisi politica che sta attraversando l’Amministrazione comunale e sulle incertezze legate al futuro della Giunta, ci sono cittadini che continuano a fare i conti con problemi irrisolti, nonostante il trascorrere dei mesi e i ripetuti appelli alle istituzioni.
È il caso delle sette famiglie residenti in via Ponte di Ferro, dal civico 40 al 55, che da quasi un anno vivono una situazione di forte disagio a seguito del crollo del ponte avvenuto il 9 novembre 2025, che ha interrotto l’unico collegamento stradale con le loro abitazioni.
A distanza di dodici mesi, i residenti denunciano l’assenza di interventi risolutivi e di risposte concrete da parte dell’Amministrazione comunale. A preoccupare ulteriormente le famiglie è ora la crisi politica in corso, che rischia, a loro avviso, di allungare ulteriormente i tempi per il ripristino della viabilità.
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In una lettera inviata alla redazione di Castelli Notizie, i cittadini esprimono tutta la loro amarezza, sottolineando come, al di là delle vicende politiche, restino i problemi quotidiani di chi attende da troppo tempo una soluzione. Di seguito il testo della lettera, che pubblichiamo per dare voce alle loro preoccupazioni
La segnalazione
“Gentile Redazione, mentre in queste ore assistiamo al dibattito sulle sorti della giunta comunale e alla profonda crisi politica che sta scuotendo il Comune di Velletri, c’è un’altra crisi, ben più concreta e silenziosa, che si trascina da un anno nell’indifferenza delle istituzioni. È la crisi delle sette famiglie residenti in via Ponte di Ferro, che per inciso non vengono neanche citate nel dettagliato elenco dei lavori programmati dal sindaco nel suo intervento al Consiglio Comunale indetto il 29 ottobre u.s.
La nostra storia inizia il 9 novembre 2025, quando il totale crollo del ponte sovrastante il fosso ha interrotto l’unico collegamento stradale, lasciandoci improvvisamente isolati. Nell’immediatezza dell’emergenza, il sindaco aveva individuato un passaggio alternativo e provvisorio, attraverso una proprietà privata (abitata da altre sei famiglie).
Ad un anno di distanza, la situazione è esattamente quella che potete constatare nelle foto allegate. Quella che doveva essere una soluzione di emergenza di pochi giorni è diventata la nostra precaria normalità.
In questi mesi sono stati del tutto inutili i numerosi solleciti e le formali richieste inviate al sindaco e al dirigente del settore competente. Nessuna risposta concreta è mai arrivata, né è dato sapere quando inizieranno i lavori di ricostruzione definitiva.
Oggi apprendiamo dai giornali del terremoto politico e delle dimissioni di massa all’interno della maggioranza. Purtroppo i giochi di palazzo e lo stallo amministrativo rischiano di prolungare ulteriormente il nostro calvario, lasciando decine di cittadini prive di risposte e della dovuta attenzione”.