Sabato 26 settembre ad Albano Laziale il corteo contro l’Inceneritore di Santa Palomba. Ritrovo alle 16.30 in piazza Mazzini
Il giorno della manifestazione è arrivato. Sabato 26 settembre Albano Laziale tornerà ad essere il centro della mobilitazione contro il Termovalorizzatore di Roma, l’impianto da 600mila tonnellate annue in costruzione nell’area di Santa Palomba e da tempo al centro di una forte opposizione da parte di comitati, associazioni e cittadini del territorio.
L’appuntamento indicato nella locandina diffusa dagli organizzatori è alle ore 16.30 in piazza Mazzini, ad Albano, da dove partirà il corteo promosso dal Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano e Roma e dall’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore.
Una mobilitazione preparata da settimane e destinata a richiamare ad Albano partecipanti da diversi Comuni dei Castelli Romani e dal quadrante sud della Capitale. Il Comune di Albano Laziale ha già predisposto modifiche alla viabilità: dalle 13 scatterà il divieto di sosta in piazza Mazzini, Corso Matteotti e Borgo Garibaldi, mentre dalle 15.30 e fino al termine della manifestazione sarà vietato il transito lungo il percorso interessato dal corteo.
Quella di sabato sarà una nuova tappa di una protesta che accompagna ormai da tempo il progetto del grande impianto previsto a Santa Palomba. Ma il corteo arriva in una fase particolarmente delicata, dopo le nuove contestazioni sollevate dai comitati su quanto starebbe emergendo durante gli scavi nel cantiere.
Negli ultimi giorni l’Unione dei Comitati ha diffuso immagini e video relativi a lavorazioni svolte anche nelle ore notturne, documentando la presenza di operatori con dispositivi di protezione, escavatori e materiali raccolti in grandi sacchi. Gli attivisti sostengono che nel sottosuolo sarebbero presenti materiali contaminati e anche amianto e hanno chiesto l’intervento degli organismi competenti e la sospensione delle lavorazioni in attesa di verifiche.
Un punto sul quale è necessario mantenere una distinzione netta tra denuncia e accertamento: dalle immagini diffuse non è possibile stabilire autonomamente la natura dei materiali movimentati. Proprio per questo i comitati chiedono analisi, controlli e la pubblicazione degli eventuali risultati da parte degli enti preposti.
La questione è approdata anche in Regione Lazio attraverso un’interrogazione della consigliera regionale Alessandra Zeppieri, che ha chiesto chiarimenti sulle operazioni effettuate nell’area e sulle procedure adottate in presenza di eventuali materiali pericolosi.
Ed è proprio questo nuovo fronte ad aver ulteriormente caricato di significato la manifestazione di Albano. Al centro del corteo resterà la contrarietà al progetto dell’Inceneritore di Roma, ma le richieste dei promotori riguarderanno anche ciò che sta accadendo concretamente nel cantiere di Santa Palomba: trasparenza sulle operazioni in corso, verifiche sui terreni e sui materiali rinvenuti e controlli da parte degli organismi competenti.
Lo slogan scelto per la mobilitazione è netto: “No all’Inceneritore di Roma. Dobbiamo fermarlo”. Nel manifesto i promotori contestano anche le emissioni previste dall’impianto, richiamando CO2, fumi, ossidi, metalli e diossine. Si tratta delle valutazioni e delle contestazioni espresse dal fronte contrario all’opera, che saranno nuovamente portate in strada sabato pomeriggio.
La protesta avrà dunque il suo epicentro ad Albano, uno dei territori più vicini all’area di Santa Palomba e tra quelli direttamente interessati dal dibattito sulle conseguenze ambientali, infrastrutturali e viarie del progetto.
Dopo presidi, assemblee, raccolte di segnalazioni e iniziative pubbliche, i comitati chiamano ora nuovamente a raccolta il territorio. L’obiettivo è trasformare il corteo del 26 settembre in una manifestazione capace di riunire le diverse realtà che in questi mesi hanno contestato la costruzione dell’impianto.
Alle 16.30 piazza Mazzini sarà quindi il punto di partenza di una nuova giornata di mobilitazione. E, ancora una volta, lo sguardo dei Castelli Romani tornerà rivolto verso Santa Palomba.
