Il dottor Natale Di Belardino ha espresso soddisfazione: «L’innovazione non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento per migliorare concretamente la qualità dell’assistenza»
Una splendida notizia per la sanità del nostro territorio giunge dall’Ospedale dei Castelli di Ariccia, che compie un passo storico nel trattamento delle aritmie cardiache con l’esecuzione del primo impianto in assoluto nella Asl Roma 6 di un pacemaker “leadless” (cioè senza fili) atriale su una paziente di circa cinquant’anni.
Questo intervento rappresenta un traguardo straordinario per l’équipe medica e una promessa mantenuta per tutti i cittadini, ovvero quella di portare la medicina del futuro, più sicura e meno invasiva, direttamente sotto casa, evitando alle persone faticosi viaggi verso i grandi centri romani o fuori regione.
Normalmente il pacemaker viene inserito sotto la pelle del petto, creando una sorta di tasca da cui partono dei sottili fili elettrici che viaggiano attraverso le vene per dare il giusto ritmo al cuore. Sebbene sia una procedura ormai comune, la presenza dei cavi e della ferita sul petto comporta nel tempo piccoli rischi di infezioni, ematomi o usura dei fili stessi.
La svolta del pacemaker senza fili elimina del tutto questi inconvenienti, poiché si tratta di un dispositivo piccolissimo che viene inserito direttamente dentro il cuore passando da una vena della gamba con una procedura mini-invasiva.
Per chi si cura, l’assenza di tagli sul petto e di fili nelle vene riduce drasticamente il rischio di complicazioni, riducendo la sofferenza, eliminando le cicatrici visibili e consentendo un ritorno a casa e alla vita di tutti i giorni molto più rapido.
Dietro questo successo ci sono prima di tutto le persone e un eccezionale lavoro di squadra fatto di cuore e professionalità. L’intervento è stato eseguito dal dottor Natale Di Belardino, Direttore della UOC (Unità Operativa Complessa) di Cardiologia dell’Asl Roma 6, che ha lavorato in strettissima sinergia con un’équipe multidisciplinare affiatata e appassionata composta dai cardiologi Chiara Ricagni, Claudia Tamburro, Francesco Accardo e Gianluca Cortis, dagli infermieri Alberto Mariani, Marco Esposito, Armando Molinari, Ilenia Marcone e Daniela Borgiani, e dall’anestesista dottoressa Flavia Marottini.
Si tratta di un esempio concreto di come l’unione delle professionalità del nostro ospedale permetta di raggiungere livelli di cura eccellenti mettendo sempre al centro la persona e la sua serenità, mission perseguita dalla Asl Roma 6 diretta dal Direttore Generale Giovanni Profico.
Questo traguardo non è un punto di arrivo isolato, ma fa parte di un cammino di innovazione continuo intrapreso dalla Cardiologia dell’Ospedale dei Castelli che guarda già alle prossime tappe per il cuore dei nostri cittadini.
Da qualche mese l’ospedale utilizza già l’elettroporazione per contrastare la fibrillazione atriale, un metodo all’avanguardia che spegne le aritmie usando brevi impulsi elettrici mirati e ultra-selettivi, proteggendo al cento per cento i tessuti sani circostanti. Inoltre, nei prossimi mesi la struttura farà un ulteriore salto di qualità introducendo una doppia procedura in un unico intervento grazie a tecnologie di ultimissima generazione basate sulla piattaforma Boston Scientific con sistemi WATCHMAN PRO e mappaggio OPAL.
In questo modo, per i pazienti selezionati che ne hanno bisogno, i medici eseguiranno nella stessa seduta operatoria sia la cura dell’aritmia sia la chiusura dell’auricola sinistra per prevenire la formazione di coaguli, permettendo di affrontare una sola anestesia, un solo ricovero e un recupero molto più confortevole.
Il dottor Natale Di Belardino ha espresso soddisfazione: «L’innovazione non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento per migliorare concretamente la qualità dell’assistenza. Ogni nuova tecnologia deve tradursi in procedure più sicure, meno invasive e più efficaci per i nostri pazienti. L’impianto del primo pacemaker leadless della Asl Roma 6 è il risultato di un percorso di crescita professionale e organizzativa che coinvolge l’intera équipe della Cardiologia.
Dopo aver introdotto l’elettroporazione per il trattamento della fibrillazione atriale, il nostro obiettivo è completare il percorso terapeutico offrendo, nei pazienti selezionati, anche l’associazione nella stessa seduta dell’ablazione e della chiusura dell’auricola sinistra.
Significa portare sul territorio tecnologie che fino a pochi anni fa erano disponibili soltanto in un numero limitato di centri altamente specializzati, con il duplice obiettivo di migliorare gli esiti clinici e garantire ai cittadini della Asl Roma 6 un’assistenza di eccellenza senza la necessità di spostarsi fuori dal nostro territorio».
Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani
