Ascea, nel Cilento nasce BETUABU: il mare senza barriere

Inaugurata la spiaggia libera e gratuita progettata da MO.VI.CA APS: accessibilità universale, servizi inclusivi e balneazione assistita per tutti E’ stata inaugurata ad Ascea, in provincia …

Inaugurata la spiaggia libera e gratuita progettata da MO.VI.CA APS: accessibilità universale, servizi inclusivi e balneazione assistita per tutti

E’ stata inaugurata ad Ascea, in provincia di Salerno, BETUABU, una spiaggia libera, inclusiva e gratuita progettata e realizzata da MO.VI.CA APS su richiesta del Comune. Il nome BETUABU, che in ciluba, una delle quattro lingue della Repubblica Democratica del Congo, significa “Che tu sia dei nostri”, rappresenta il modello di accoglienza universale alla base del progetto. La scelta vuole anche rendere omaggio a Denis Mukwege, Premio Nobel per la Pace 2018, ospite ad Ascea proprio l’11 agosto 2024.

 

Pace e inclusione sono i valori sui quali nasce la spiaggia, in una fase storica segnata da oltre 50 conflitti nel mondo, molti dei quali dimenticati. Sono oltre 1,3 miliardi le persone con disabilità e, secondo i dati richiamati dal progetto, oltre l’80% non può scegliere liberamente di viaggiare, fare una vacanza, partecipare a un evento o trascorrere una giornata al mare. Il 16% delle persone con disabilità è inoltre attribuibile ai conflitti armati.

 

La spiaggia libera si trova sul tratto di lungomare Levante di Ascea Marina ed è stata progettata come luogo di incontro tra tutte le persone, indipendentemente dalle caratteristiche fisiche, sensoriali, cognitive e anagrafiche. Si tratta di un primo intervento ispirato ai principi dell’accessibilità universale e alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, destinato a essere ulteriormente arricchito nei prossimi mesi.

 

BETUABU dispone di una larga passerella che collega i servizi e arriva fino al mare, piattaforme con gazebo e ombrelloni, lettini maxi e rialzati, servizi igienici e doccia accessibili, spogliatoio utilizzabile in autonomia e sicurezza, segnaletica inclusiva in CAA e tattile, sedie Job di ultima generazione per l’accesso al mare e la balneazione assistita. È inoltre prevista la presenza di personale formato per assistere chi ne avesse bisogno. Le strutture sono state realizzate con materiali ecosostenibili e rispettosi dell’ambiente costiero.

 

“BETUABU rappresenta una scelta precisa della nostra Amministrazione: fare dell’accessibilità un diritto concreto e non soltanto un principio da affermare”, dichiara il sindaco di Ascea, Stefano Sansone. “Abbiamo scelto di investire risorse pubbliche per rendere il nostro mare e il nostro litorale sempre più accoglienti, accessibili e fruibili da tutti”.

 

Il sindaco ringrazia in particolare l’assessore alle Politiche Sociali Mariangela Rizzo “per l’impegno, la sensibilità e la determinazione con cui ha seguito questo progetto” e sottolinea il valore della collaborazione con MO.VI.CA APS, che ha permesso di trasformare la volontà dell’Amministrazione in una spiaggia libera, pubblica e gratuita, pensata secondo i principi dell’accessibilità universale. “Non uno spazio destinato esclusivamente alle persone con disabilità, ma un luogo di tutti e per tutti, dove persone con e senza disabilità, famiglie, bambini, anziani e turisti possano vivere insieme il mare”, aggiunge Sansone.

 

Il servizio di assistenza è stato affidato alla Misericordia di Ascea. “Professionalità, attenzione e prossimità sono indispensabili per garantire che questa esperienza sia realmente inclusiva”, sottolinea ancora il sindaco. “BETUABU è un primo passo, che intendiamo far crescere e migliorare nel tempo”, conclude Sansone. “Vogliamo che rappresenti non soltanto un servizio, ma un messaggio forte per Ascea e per tutto il territorio: l’accessibilità non è un elemento aggiuntivo, ma una componente essenziale della qualità della vita, dell’accoglienza e della nostra offerta turistica”.

 

Per Maria Rosaria Duraccio, presidente di MO.VI.CA APS, “con BETUABU abbiamo voluto tradurre in un luogo concreto un principio per noi fondamentale: l’inclusione non significa creare spazi separati o riservati alle persone con disabilità, ma fare in modo che gli stessi luoghi possano essere vissuti da tutte e da tutti, insieme”.

 

“Abbiamo progettato una spiaggia libera partendo dall’accessibilità universale, cercando di considerare le diverse esigenze delle persone (motorie, sensoriali, cognitive e legate all’età) senza trasformare la disabilità nell’elemento che definisce o separa chi utilizza questo spazio», spiega Duraccio. “Il nome BETUABU, ‘Che tu sia dei nostri’, racchiude esattamente questa idea: nessuno deve chiedere il permesso di appartenere a un luogo, né essere indirizzato in uno spazio a parte. Una spiaggia è davvero inclusiva quando una persona con disabilità può andarci con la propria famiglia, con gli amici, con i propri figli e scegliere liberamente come vivere la propria giornata al mare”.

 

Duraccio considera l’inaugurazione “un primo passo e non un punto di arrivo”. “L’accessibilità è un processo che richiede ascolto, verifica e miglioramento continuo. Nei prossimi mesi continueremo quindi a lavorare affinché BETUABU possa diventare sempre più accessibile, autonoma nella fruizione e accogliente per tutte le persone”. “Crediamo che esperienze come questa possano contribuire a cambiare il modo stesso di progettare gli spazi pubblici: non adattandoli successivamente alle persone con disabilità, ma pensandoli fin dall’inizio per la diversità umana”, conclude la presidente di MO.VI.CA APS.

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