Asili nido, una lettera dei genitori: “Quale futuro per i nostri figli?”

Una mamma e un papà dell’Asilo Nido Ciancarelli intervengono sulla gara d’appalto per i servizi educativi comunali 2026-2029, sollevando interrogativi sulla qualità dell’offerta, sulla continuità educativa e sulle modalità di gestione delle strutture. Di seguito la lettera integrale. Disponibili a eventuali repliche a info@rietilife.it Quale futuro per i nostri figli? Quando il risparmio di pochi […]
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Una mamma e un papà dell’Asilo Nido Ciancarelli intervengono sulla gara d’appalto per i servizi educativi comunali 2026-2029, sollevando interrogativi sulla qualità dell’offerta, sulla continuità educativa e sulle modalità di gestione delle strutture. Di seguito la lettera integrale. Disponibili a eventuali repliche a info@rietilife.it

Quale futuro per i nostri figli? Quando il risparmio di pochi decimali pesa più della qualità negli asili nido di Rieti

Lettera aperta di una mamma e di un papà sui servizi all’infanzia e sulle logiche d’appalto del Comune

Come genitori di un bambino che frequenta l’Asilo Nido “Ciancarelli” di Viale Maraini, sentiamo il dovere morale e civico di intervenire pubblicamente sull’esito della recente gara d’appalto indetta per l’affidamento dei servizi educativi comunali (“Ciancarelli” e la “Sezione Primavera” di Via Martiri delle Fosse Reatine) per il triennio 2026-2029.

Leggendo con attenzione i verbali ufficiali delle sedute di gara gestite dalla Stazione Unica Appaltante, emerge un quadro che non può lasciare indifferente chiunque abbia a cuore il benessere dei nostri figli. La cooperativa uscente Aldia, che negli anni passati ha garantito la gestione dei nidi comunali assicurando un’elevata qualità del servizio, ha ottenuto dalla Commissione Giudicatrice il punteggio tecnico più alto della gara, totalizzando ben 70,56 punti sul valore pedagogico e organizzativo del progetto. Al contrario, il raggruppamento temporaneo d’imprese dichiarato vincitore (RTI Giglio Onlus – BE HUMAN) si è fermato a 65,92 punti tecnici, registrando un distacco di oltre 4,6 punti sulla qualità della proposta.

Com’è stato possibile, allora, che la qualità sia stata scavalcata?

La risposta sta tutta nei numeri dell’offerta economica: applicando un ribasso del 9,00% sulla retta mensile a base d’asta di 880,00 euro per bambino, il RTI subentrante ha ottenuto il massimo dei punti economici disponibili (15,00 punti), contro i 10,28 punti assegnati ad Aldia per un ribasso più contenuto del 3,50%. Il risultato finale vede il vincitore prevalere per una differenza infinitesimale: 80,92 punti contro 80,84, ovvero un’inezia di soli 0,08 punti complessivi.

Da genitori e da cittadini ci chiediamo: è ammissibile che nella primissima infanzia — una fascia d’età delicatissima che va dai 3 ai 36 mesi — la continuità educativa, la stabilità del gruppo di lavoro e un progetto pedagogico valutato come nettamente migliore vengano sacrificati per una mera questione di decimali legati a un’offerta economica stracciata?

C’è poi un secondo aspetto che troviamo ugualmente sconcertante e su cui crediamo sia doveroso aprire gli occhi a tutta la comunità reatina: la clausola relativa all’”Integrazione dei ricavi da servizi a libero mercato”. Gli atti della concessione prevedono infatti la possibilità per il gestore di integrare i propri ricavi organizzando e vendendo sul mercato privato attività integrative ed estive (come centri estivi a luglio e agosto o corsi nel fine settimana), riscuotendo le quote direttamente dalle famiglie e utilizzando le strutture comunali concesse a canone zero.

Ci troviamo di fatto di fronte a un modello in cui la sostenibilità economica di un appalto pubblico viene bilanciata orientando le strutture comunali verso una progressiva privatizzazione e commercializzazione dei servizi. Pur di risparmiare sulle risorse pubbliche destinate all’istruzione prescolastica, si incentiva la vendita di servizi privati a pagamento.

I nostri bambini non sono voci di costo su un bilancio, né la loro educazione può essere subordinata a logiche di massimo ribasso o di profitto privato. Auspico che le istituzioni comunali, i rappresentanti politici e l’intera cittadinanza avviino una riflessione profonda su quale modello di welfare e di tutela dell’infanzia vogliamo costruire per il presente e il futuro della nostra città.

Teniamo infine a precisare che ogni osservazione contenuta in questa lettera è rivolta esclusivamente alle scelte amministrative del Comune, e in nessun modo al personale educativo e ausiliario che, adesso come negli anni passati, ha sempre garantito professionalità, cura e umanità.

Una mamma e un papà dell’Asilo Nido Ciancarelli

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Fonte: www.rietilife.comRieti

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