Asilo nido Santa Lucia, la lettera aperta delle famiglie: “Chiusura comunicata a luglio dopo le iscrizioni”

Le famiglie dei bambini iscritti all’Asilo Nido Montessori “Santa Lucia” di Rieti hanno inviato una lettera aperta al vescovo della diocesi di Rieti, monsignor Vito Piccinonna, al sindaco Daniele Sinibaldi, all’Opera Nazionale Montessori e alla cittadinanza per esprimere la propria preoccupazione in merito alla mancata riapertura del servizio per l’anno educativo 2026/2027. Di seguito il […]
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Le famiglie dei bambini iscritti all’Asilo Nido Montessori “Santa Lucia” di Rieti hanno inviato una lettera aperta al vescovo della diocesi di Rieti, monsignor Vito Piccinonna, al sindaco Daniele Sinibaldi, all’Opera Nazionale Montessori e alla cittadinanza per esprimere la propria preoccupazione in merito alla mancata riapertura del servizio per l’anno educativo 2026/2027. Di seguito il testo integrale della lettera.

“Siamo alcuni genitori dei bambini iscritti per l’anno 2026/2027 all’Asilo Nido Montessori “Santa Lucia”, gestito dalle Suore Clarisse Apostoliche con sede in Via dei Tigli 7, Rieti. Scriviamo questa lettera con profonda amarezza e indignazione per denunciare a voi tutti la grave situazione venutasi a creare presso l’asilo nido. Come consuetudine, a febbraio 2026, molte famiglie hanno iscritto o hanno rinnovato l’iscrizione per il primo, secondo o terzo anno a questo asilo nido per i loro figli, credendo nel progetto pedagogico ed educativo e preferendolo ad altre realtà presenti sul territorio e procedendo a visitare il nido, parlare con il personale e firmare il contratto. Il 7 luglio, le famiglie di questi bambini sono state convocate via email ad una riunione per parlare del successivo anno scolastico. In questa riunione, tenutasi il 15 luglio scorso, le suore hanno comunicato che, a dispetto di tutte le iscrizioni ricevute (in ultimo il 30 giugno) a settembre non avrebbero riaperto!

Il servizio non sarebbe partito non solo per i nuovi iscritti, ma neanche per i bambini che già frequentavano l’asilo da uno o più anni, interrompendo di fatto la continuità che tale percorso educativo richiede, considerata la delicatezza della loro speciale utenza. Le conseguenze di questa decisione sono ricadute innanzitutto sui bambini, che hanno perso improvvisamente il loro ambiente educativo ed i loro punti di riferimento, ma anche sulle famiglie, costrette, nel pieno dell’estate, a cercare una nuova sistemazione quando le possibilità che offre una città piccola come Rieti, sono ormai estremamente limitate. Cercare alternative, in carenza delle stesse, significa portare i genitori a fare scelte obbligate, avendo ormai perduto opportunità e autonomia di decisione. Non rispettare la fiducia delle famiglie e i termini del contratto (che non menzionava in alcun modo la possibilità di chiusura) significa colpire l’atto di fiducia estrema che i genitori fanno quando scelgono di affidare a terzi il loro bene più prezioso ed a pagarne le conseguenze è l’educazione e la sensibilità di bambini così piccoli e vulnerabili.

È inoltre necessario ricordare che un asilo nido rappresenta non solo un fondamentale percorso educativo, ma anche un servizio essenziale per la vita delle famiglie, in particolare per i genitori che devono conciliare la cura dei figli con il lavoro. La gestione di questa vicenda ha compromesso programmazioni familiari costruite nei mesi precedenti, costringendo tutti noi a cercare soluzioni d’emergenza. Ciò che ci ha colpito maggiormente non è soltanto la decisione finale ma le modalità e la superficialità con cui è stata gestita. Durante l’incontro del 15 luglio, i genitori hanno pregato le suore, nel pieno della disperazione, soprattutto per i bambini più piccoli, per i quali sarebbe stato impossibile trovare oggi una soluzione (ricordiamo che i genitori hanno necessità di tornare a lavorare, e non sempre ci sono aiuti esterni), di continuare a mantenere il servizio per un anno. È stato quindi indetto, su richiesta di quest’ultimi, un successivo incontro, una settimana dopo. A questo incontro, tenutosi il 22 luglio, è stata comunicata la proposta di mantenere aperto il servizio solo fino al mese di dicembre e senza il personale educativo che per anni ne ha rappresentato il valore. Questa soluzione temporanea non risponde alle reali esigenze dei bambini e delle famiglie. I bambini hanno bisogno di continuità educativa, relazioni stabili e punti di riferimento sicuri. Affrontare un inserimento a settembre (considerando sempre che alcuni di questi bambini già lo avevano affrontato l’anno passato) per poi dover cambiare nuovamente struttura e figure educative a gennaio, e poi di nuovo a settembre dell’anno successivo, significherebbe sottoporli a un percorso di ulteriore instabilità proprio nella fase più delicata della loro crescita.

Il nostro pensiero va anche alle educatrici, che in questi anni hanno lavorato con professionalità, competenza, dedizione e autentico amore verso i bambini, conquistando la stima e l’affetto delle famiglie e contribuendo a creare la reputazione eccellente del nido. Le educatrici, come è emerso durante questa “riunione” del 15 luglio, hanno ricevuto (appena il giorno prima) la lettera di licenziamento senza preavviso, nonostante il loro rapporto con la struttura educativa. A loro va il nostro più sincero ringraziamento e la nostra piena solidarietà per come in questo anno passato hanno accompagnato alcuni dei nostri figli e figlie e di come, nonostante tutto, stiano continuando a farlo. Ci rivolgiamo a Sua Eccellenza il Vescovo, chiedendo una riflessione sul piano etico e morale. Riteniamo legittimo domandarci se una vicenda gestita in questo modo sia coerente con i valori di responsabilità, trasparenza, rispetto della persona e attenzione verso i più fragili che un’istituzione religiosa è chiamata a testimoniare. Ci rivolgiamo all’Opera Montessori affinché vigili sulla tutela dei principi educativi che da sempre rappresenta ed in particolare sull’istituto ed il suo “futuro”. Ci rivolgiamo infine al Sindaco e all’intera Comunità perché questa vicenda non venga considerata una semplice questione organizzativa. Dietro questa chiusura ci sono bambini che perdono un importante punto di riferimento, famiglie lasciate improvvisamente senza certezze e lavoratrici che hanno perso il lavoro.

La fiducia è un bene prezioso. Quando viene chiesta alle famiglie deve essere ricambiata con correttezza, trasparenza e profondo senso di responsabilità. Il nostro auspicio è che questa vicenda rappresenti un’occasione di riflessione, affinché in futuro decisioni tanto importanti vengano affrontate mettendo sempre al centro il bene dei bambini, il rispetto delle famiglie e la dignità delle lavoratrici. Non bisogna sottovalutare come la chiusura così improvvisa di un asilo nido, in un momento storico così delicato, possa ricadere a cascata sull’intera comunità”.

RietiLife rimane a disposizione per eventuali repliche.

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Fonte: www.rietilife.comRieti

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