Auto sempre più grandi, città sempre più strette

Uno studio di T&E e Clean Cities: entro il 2040 Roma e Milano potrebbero perdere quasi un parcheggio su dieci. Crescono i pericoli per pedoni e …

Uno studio di T&E e Clean Cities: entro il 2040 Roma e Milano potrebbero perdere quasi un parcheggio su dieci. Crescono i pericoli per pedoni e bambini

Le automobili continuano a crescere di dimensioni e le conseguenze rischiano di essere pesanti per le città europee. Meno parcheggi disponibili, maggiore consumo di spazio pubblico e un aumento degli incidenti che coinvolgono gli utenti più vulnerabili della strada. È quanto emerge da un nuovo studio realizzato da Transport & Environment (T&E) e Clean Cities Campaign, che analizza gli effetti dell’aumento costante delle dimensioni delle auto immatricolate negli ultimi venticinque anni.

 

Secondo la ricerca, se la tendenza attuale non verrà invertita, entro il 2040 le città europee potrebbero perdere tra l’8,5% e il 14% dei parcheggi su strada. A essere particolarmente colpite sarebbero anche le principali città italiane. Roma potrebbe registrare una riduzione compresa tra 58.000 e 95.000 posti auto, mentre Milano rischia di perderne tra 17.000 e 28.000. In pratica, quasi un parcheggio su dieci potrebbe scomparire a causa dell’aumento della lunghezza e della larghezza dei veicoli.

 

Lo studio confronta lo scenario attuale con un’ipotesi alternativa in cui interventi normativi mirati riportino le dimensioni delle nuove automobili ai livelli del 2015. In assenza di misure correttive, il progressivo ingrandimento delle vetture ridurrà la capacità di parcheggio lungo le strade e aumenterà la pressione sullo spazio urbano.

 

Il fenomeno è già evidente nei dati raccolti dai ricercatori. Dal 2000 a oggi la lunghezza media delle nuove auto cresce di circa 1,2 centimetri all’anno, mentre l’altezza aumenta di mezzo centimetro ogni anno. Anche la larghezza e l’altezza della parte anteriore dei veicoli seguono la stessa tendenza. Per T&E questa evoluzione non è casuale.

 

Nonostante la riduzione delle dimensioni dei nuclei familiari e il minor numero medio di occupanti per veicolo, i costruttori hanno progressivamente ridotto l’offerta di modelli compatti, puntando invece su automobili più grandi e redditizie, in particolare SUV. “I carmaker hanno perseguito una strategia orientata a veicoli sempre più grandi e redditizi, a scapito dei modelli compatti», afferma Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia. «Dopo venticinque anni di crescita incessante, le nostre strade sono dominate da SUV di grandi dimensioni che rappresentano un pericolo per gli altri utenti della strada e un fattore di stress per le infrastrutture urbane”.

 

Le conseguenze non riguardano soltanto la disponibilità di parcheggi. Lo studio evidenzia infatti un impatto significativo sulla sicurezza stradale. Seguendo la traiettoria attuale, entro il 2040 si potrebbero registrare circa 400 vittime in più ogni anno tra pedoni, ciclisti, motociclisti e altri utenti vulnerabili rispetto a uno scenario caratterizzato da veicoli più piccoli.

 

Nel periodo compreso tra il 2026 e il 2040 l’aumento delle dimensioni delle automobili potrebbe inoltre causare 2.500 decessi aggiuntivi tra gli adulti e 79 tra i bambini sulle strade europee. Particolarmente allarmante è il dato relativo ai minori. Secondo l’analisi, entro il 2040 il numero di bambini pedoni coinvolti in incidenti mortali potrebbe aumentare del 40% rispetto a uno scenario di ridimensionamento del parco auto. Le vetture più alte, infatti, tendono a colpire i bambini alla testa o al torace, mentre negli adulti l’impatto avviene più frequentemente all’altezza del busto.

 

“Con la fisica non si discute. Auto più grandi significa maggiore pericolo sulle nostre strade, soprattutto per bambini e pedoni”, sottolinea Claudio Magliulo, responsabile della campagna italiana di Clean Cities. “Questa tendenza non è inevitabile, ma il risultato di precise scelte di mercato”.

 

Per invertire la rotta, T&E e Clean Cities chiedono l’introduzione di limiti alle dimensioni delle nuove auto, con una larghezza massima di 192 centimetri e un’altezza frontale non superiore a 85 centimetri. Le due organizzazioni propongono inoltre una riforma fiscale che penalizzi i veicoli sovradimensionati, standard di sicurezza più rigorosi e incentivi per le auto elettriche compatte.

 

L’obiettivo è evitare che le città del futuro siano costrette a sacrificare ulteriore spazio pubblico per fare posto a veicoli sempre più grandi, con conseguenze negative non solo sulla mobilità ma anche sulla qualità della vita urbana.

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