Ceprano, tre giorni sul grande schermo:

Ceprano, tre giorni sul grande schermo: quando il cinema indipendente diventa racconto di una comunità Al SuperCinema la sesta edizione del Ceprano Film Festival ha portato nel cuore della Ciociaria storie, immagini, giovani autori e culture lontane. Un piccolo festival capace di guardare molto lontano. Ci sono luoghi nei quali il cinema non è soltanto […]

Ceprano, tre giorni sul grande schermo: quando il cinema indipendente diventa racconto di una comunità

Al SuperCinema la sesta edizione del Ceprano Film Festival ha portato nel cuore della Ciociaria storie, immagini, giovani autori e culture lontane. Un piccolo festival capace di guardare molto lontano.

Ci sono luoghi nei quali il cinema non è soltanto una pellicola che scorre sullo schermo, ma soprattutto un’abitudine dell’anima, un appuntamento, una porta che si apre sull’immaginazione.

A Ceprano, dal 10 al 12 settembre, quella porta è tornata ad aprirsi al SuperCinema, storico presidio culturale della città, per la sesta edizione del Ceprano Film Festival. Tre giornate nelle quali il cinema indipendente ha incontrato il pubblico attraverso cortometraggi, videoclip, incontri con gli autori, momenti di approfondimento e musica dal vivo. L’ingresso gratuito ha poi contribuito a rendere la manifestazione ancora più aperta e popolare.

Il dato più significativo racconta già, da solo, la dimensione raggiunta dalla rassegna: 703 opere provenienti da 81 Paesi, dalle quali sono state selezionate le dodici finaliste della Selezione Ufficiale. Numeri sicuramente importanti per una manifestazione nata in provincia e cresciuta, anno dopo anno, grazie soprattutto alla passione di chi crede che anche lontano dai grandi circuiti cinematografici sia possibile costruire cultura.

Il mondo dentro una sala

È questa forse la magia più bella del festival: entrare in una sala cinematografica di una cittadina ciociara, finendo anche se, per qualche ora, cittadini del mondo.

Le storie selezionate hanno portato sensibilità, linguaggi e sguardi differenti. Tra i cortometraggi in concorso figuravano Arca di Lorenzo Quagliozzi, Bagarre di Sarah Narducci, Davide, where are you? di Cecilia Rizzuto e Marco Pinnavaia, Di notte di Anouk Chambaz, Ella se queda di Marinthia Gutiérrez, Fiji di Andrea Lamedica e altre opere capaci di attraversare generi e atmosfere differenti.

Non soltanto cinema, però, Il programma infatti ha dato spazio anche al videoclip musicale, con quattro lavori selezionati, e ha inaugurato la nuova sezione “Isole nella corrente”, ulteriore testimonianza di una rassegna che non vuole chiudersi dentro una formula, ma continuare a sperimentare.

Il valore di una sala che resiste

Ma il vero protagonista, insieme alle opere, è stato forse proprio il SuperCinema.

Una sala cinematografica attiva dal 1949, indicata dagli organizzatori come l’ultimo monosala ancora in vita nella provincia di Frosinone. Un luogo che, nell’epoca delle piattaforme digitali e degli schermi personali, conserva una funzione preziosa: riunire le persone davanti a uno stesso racconto.

Perché vedere un film da soli è un’esperienza, mentre  vederlo insieme agli altri è cultura.

Si ride insieme, ci si emoziona insieme, talvolta si esce dalla sala con domande diverse da quelle con cui si era entrati. Il cinema, in fondo, continua a fare proprio questo: mettere in comunicazione persone che forse non avrebbero mai avuto occasione di incontrarsi.

Giovani, territorio e futuro

Dietro il Ceprano Film Festival c’è l’Associazione Nebulosa Film, con una squadra organizzativa che negli anni ha trasformato la passione per il cinema in un progetto culturale stabile. Il direttore del festival è Gabriel Carlevale, affiancato da professionalità impegnate nella direzione, nella comunicazione, nella fotografia, nell’editing e nella produzione.

Particolarmente significativa è anche la presenza degli studenti. Per il secondo anno consecutivo sono stati previsti il Premio degli studenti e delle studentesse dell’IIS – Liceo Classico Giosuè Carducci di Cassino e quello degli studenti e delle studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. È un particolare tutt’altro che secondario, indubbiamente significa affidare alle nuove generazioni non soltanto il ruolo di spettatori, ma anche quello di osservatori e giudici del cinema.

E forse proprio si cela uno dei messaggi più belli della manifestazione.

Il futuro della cultura non nasce necessariamente nei grandi palazzi. Può nascere anche in una piccola sala, davanti a uno schermo, quando un ragazzo scopre che una storia raccontata da qualcuno dall’altra parte del mondo può parlare anche di lui.

La provincia che sa guardare lontano

Ceprano possiede una vocazione cinematografica che il festival contribuisce a rinnovare. La stessa storia culturale del territorio è legata a grandi protagonisti del cinema e dello spettacolo italiano: da Vittorio De Sica a Giuseppe De Santis, da Nino Manfredi a Marcello Mastroianni, fino a Ennio Morricone, nomi che appartengono alla memoria collettiva italiana.

Il Ceprano Film Festival non pretende naturalmente di imitare i grandi festival internazionali ma realizza qualcosa di diverso e, proprio per questo, genuinamente prezioso: costruisce cultura dal basso, offre una possibilità agli autori emergenti, porta il pubblico a conoscere opere che difficilmente troverebbero spazio nei circuiti commerciali e mantiene viva una sala cinematografica.

È una piccola grande scommessa.

Una scommessa fatta di pellicole, idee, volontariato, creatività e soprattutto persone.

Quando le luci della sala si abbassano, per qualche istante il paese scompare. Rimane soltanto lo schermo. E su quello schermo possono apparire il mondo, le sue inquietudini, i suoi sogni, le sue contraddizioni.

Poi le luci si riaccendono e il mondo torna a essere Ceprano.

Ma qualcosa è cambiato: qualcuno ha portato una storia, qualcun altro l’ha ascoltata e insieme hanno fatto cultura.

Ed è forse questo, ancora oggi, il miracolo semplice e straordinario del cinema.

A cura di Ciro Salice

Immagini libere da utilizzare

Per le fotografie del territorio di Ceprano, la soluzione più sicura è Wikimedia Commons: la categoria raccoglie immagini del paese e specifica, per ogni file, la relativa licenza. Alcune sono disponibili con licenze Creative Commons.

Wikimedia Commons – immagini di Ceprano

Tra le immagini disponibili ci sono fotografie del centro e del territorio, panorami e immagini storiche. Per ogni fotografia va verificata la singola licenza e riportato l’eventuale credito richiesto.

Nota importante: la locandina del Ceprano Film Festival che compare nelle fotografie da Lei inviate è materiale promozionale della manifestazione; per una pubblicazione giornalistica è preferibile utilizzarla solo con autorizzazione degli organizzatori. Le fotografie che Lei ha scattato personalmente, invece, possono essere utilizzate secondo i Suoi diritti di autore.

Ceprano Film Festival – pagina ufficiale della manifestazione

 

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