Ilaria Di Ruzza, 30 anni, affetta da atrofia muscolare spinale, è rimasta gravemente ferita durante le operazioni di discesa alla stazione ferroviaria di Ciampino. Il compagno denuncia problemi nell’utilizzo della rampa e la famiglia segnala difficoltà nell’assistenza sanitaria. Interrogazioni di Marta Bonafoni (PD) ed Elisabetta Piccolotti (AVS) per fare chiarezza sulle responsabilità e sulla sicurezza delle persone con disabilità
Doveva essere il ritorno a casa dopo una trasferta sportiva, una delle tante affrontate per coltivare la propria passione. Si è trasformato invece in un grave incidente, con conseguenze che rischiano di compromettere per mesi la mobilità e la vita quotidiana di una giovane atleta paralimpica.
È quanto accaduto domenica 25 ottobre, intorno alle 21.45, alla stazione ferroviaria di Ciampino, dove Ilaria Di Ruzza, 30 anni, affetta da atrofia muscolare spinale (SMA) e giocatrice di Powerchair Hockey, è caduta durante le operazioni di assistenza per scendere da un treno regionale.
La giovane, che milita nei Macron Warriors Sabbioneta, stava rientrando da una trasferta a Varese insieme al compagno Ion, anche lui sportivo con disabilità. Durante la discesa dal convoglio, la carrozzina elettrica sulla quale si trovava Ilaria sarebbe rimasta incastrata nella rampa utilizzata per superare il dislivello fra il treno e la banchina. La giovane è stata sbalzata dalla sedia a ruote, riportando la frattura di entrambi i femori e delle caviglie, oltre a un trauma alla testa.
Una vicenda particolarmente grave, che ha suscitato preoccupazione e indignazione e sulla quale ora si chiedono chiarimenti anche a livello istituzionale.
La consigliera regionale del Partito Democratico Marta Bonafoni ha infatti annunciato il deposito di un’interrogazione al presidente della Regione Lazio e agli assessori competenti, chiedendo verifiche sia sulle condizioni di sicurezza del servizio di assistenza ferroviaria sia sulle cure ricevute successivamente dalla giovane. Parallelamente, anche la deputata di Alleanza Verdi Sinistra Elisabetta Piccolotti ha portato il caso all’attenzione del Parlamento.
La ricostruzione dell’incidente: la rampa e la carrozzina rimasta incastrata
A raccontare quanto avvenuto è stato il compagno di Ilaria, Ion, presente al momento dell’incidente e intervistato dalla stampa nazionale. Secondo la sua ricostruzione, l’operatore incaricato dell’assistenza alla discesa avrebbe utilizzato una rampa non adeguata alle caratteristiche della carrozzina elettrica della giovane, il cui peso sarebbe di circa 150 chilogrammi.
Il compagno sostiene che, date le caratteristiche del mezzo, sarebbe stato necessario ricorrere a un carrello elevatore oppure utilizzare la rampa assicurandone correttamente il fissaggio. Stando alla testimonianza, invece, la pedana non sarebbe stata agganciata e l’operatore avrebbe cercato di mantenerla ferma con un piede. Durante il passaggio della carrozzina, una parte mobile della rampa si sarebbe incastrata fra le ruote, provocando la caduta della giovane sulla banchina ferroviaria.
Si tratta di una ricostruzione fornita dal testimone, che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti sulle modalità dell’assistenza prestata, sulle attrezzature utilizzate e sulle procedure di sicurezza adottate. La famiglia ha annunciato l’intenzione di intraprendere un’azione legale per chiarire le responsabilità dell’accaduto.
Ilaria, atleta dei Macron Warriors Sabbioneta: le fratture e le difficoltà nelle cure
Le conseguenze dell’incidente sono particolarmente pesanti per Ilaria, che convive con l’atrofia muscolare spinale, una patologia neuromuscolare che determina una progressiva debolezza dei muscoli. La giovane pratica Powerchair Hockey, disciplina sportiva che permette agli atleti con importanti disabilità motorie di giocare a hockey utilizzando carrozzine elettriche.
Dopo la caduta è stata soccorsa e trasportata al Policlinico Tor Vergata di Roma. Secondo quanto riferito dai familiari nelle interviste pubblicate da Fanpage e Repubblica, le sue condizioni cliniche renderebbero particolarmente rischioso un intervento chirurgico in anestesia generale a causa delle difficoltà respiratorie associate alla SMA. Anche il ricorso ad altre tecniche anestesiologiche presenterebbe, secondo la famiglia, difficoltà legate alla presenza di una placca metallica a sostegno della colonna vertebrale.
Per questo motivo sarebbe stato individuato un percorso terapeutico conservativo, con immobilizzazione degli arti e successivo utilizzo di tutori. La situazione comporta per Ilaria la necessità di rimanere a letto per un periodo prolungato, con limitazioni importanti nella mobilità e nella vita quotidiana.
Una prospettiva difficile per una giovane che, nonostante la malattia, ha trovato nello sport un’importante occasione di partecipazione, autonomia e condivisione.
Le criticità denunciate dalla famiglia al Policlinico Tor Vergata
A rendere ancora più delicata la vicenda sono le difficoltà che i familiari sostengono di aver incontrato durante la permanenza della giovane al Policlinico Tor Vergata. Secondo quanto riportato dalle cronache, Ilaria sarebbe rimasta per un periodo prolungato su una barella in un corridoio del pronto soccorso, in attesa del completamento degli accertamenti e della definizione del percorso assistenziale.
La famiglia ha inoltre lamentato criticità nella gestione del dolore e nella comunicazione delle indicazioni necessarie per proseguire le cure dopo la dimissione, avvenuta martedì 27 ottobre. Si tratta di circostanze riferite dai familiari, sulle quali non risultano ancora disponibili, nelle fonti consultate, conclusioni ufficiali che consentano di accertare eventuali responsabilità sanitarie.
Resta tuttavia il tema della necessità di garantire alle persone con patologie complesse un’assistenza adeguata alle specifiche condizioni cliniche, soprattutto quando un trauma grave si aggiunge a una disabilità preesistente.
Marta Bonafoni (PD): «Non è accettabile mettere a repentaglio la sicurezza delle persone con disabilità»
La vicenda ha spinto la consigliera regionale del Partito Democratico Marta Bonafoni a presentare un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulle modalità dell’incidente e sulle condizioni di accessibilità e sicurezza del trasporto ferroviario nel Lazio.
«Ho depositato un’interrogazione sul caso di Ilaria Di Ruzza, atleta paralimpica affetta da SMA, rimasta coinvolta alcuni giorni fa in un grave incidente presso la stazione ferroviaria di Ciampino, durante le operazioni di assistenza alla discesa da un treno regionale. La giovane ha riportato gravi fratture multiple a seguito dell’accaduto», ha dichiarato Bonafoni.
La consigliera ha sottolineato la necessità di accertare quanto realmente accaduto, senza limitarsi alla sola ricostruzione della dinamica.
«Non è accettabile che la sicurezza delle persone con disabilità possa essere messa a repentaglio durante l’utilizzo del trasporto pubblico. È necessario fare piena luce sull’accaduto, verificando l’adeguatezza delle attrezzature utilizzate, il rispetto delle procedure di sicurezza e la preparazione del personale incaricato dell’assistenza».
Bonafoni ha quindi richiamato i principi costituzionali di uguaglianza e rimozione degli ostacoli che impediscono il pieno esercizio dei diritti.
«La nostra Costituzione affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza e il pieno esercizio dei diritti dei cittadini. Un principio che deve trovare concreta applicazione anche nel diritto alla mobilità, garantendo alle persone con disabilità condizioni di accessibilità, sicurezza e autonomia».
Bonafoni chiede chiarimenti anche sull’assistenza ospedaliera
L’interrogazione regionale non riguarda soltanto l’incidente avvenuto alla stazione ferroviaria di Ciampino, ma anche quanto accaduto dopo il trasferimento in ospedale. «Preoccupano inoltre le criticità segnalate dai familiari durante la successiva permanenza presso il Policlinico Tor Vergata, con particolare riferimento ai tempi di attesa, alla tempestività delle cure e alla gestione della terapia del dolore. Circostanze sulle quali appare necessario fare chiarezza».
La consigliera regionale ha quindi illustrato le finalità dell’iniziativa istituzionale. «Con questo atto chiedo al Presidente della Regione Lazio e agli assessori competenti chiarimenti sulla dinamica dell’incidente e una verifica complessiva delle condizioni di sicurezza, effettività ed accessibilità dei servizi dedicati alle persone con disabilità e a mobilità ridotta nelle stazioni ferroviarie del Lazio».
Una richiesta che sposta l’attenzione dal singolo episodio alle condizioni complessive del servizio di assistenza, affinché siano verificate l’adeguatezza delle attrezzature e la preparazione degli operatori incaricati di accompagnare i passeggeri con mobilità ridotta.
Anche un’interrogazione parlamentare: interviene Elisabetta Piccolotti (AVS)
Il caso di Ilaria Di Ruzza è arrivato anche in Parlamento attraverso un’interrogazione presentata dalla deputata di Alleanza Verdi Sinistra Elisabetta Piccolotti. L’atto è indirizzato ai ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Salute e per le Disabilità, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti sulle circostanze dell’incidente e sull’assistenza sanitaria successiva.
L’iniziativa parlamentare richiama la ricostruzione dei fatti pubblicata dalla stampa, soffermandosi in particolare sulla presunta mancata messa in sicurezza della rampa e sulla disponibilità di un carrello elevatore presso la stazione di Ciampino.
Piccolotti chiede che vengano accertate le responsabilità e adottate iniziative per impedire il ripetersi di episodi analoghi.
La parlamentare ha inoltre richiamato le difficoltà denunciate dalla famiglia durante il ricovero al Policlinico Tor Vergata, chiedendo che siano approfondite anche le condizioni dell’assistenza sanitaria prestata.
Il servizio Sala Blu di RFI e le domande ancora senza risposta
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il servizio di assistenza ferroviaria dedicato alle persone con disabilità e a ridotta mobilità. Secondo le informazioni pubblicate da Rete Ferroviaria Italiana, il sistema delle Sale Blu prevede l’assistenza ai viaggiatori in carrozzina durante la salita e la discesa dai treni, attraverso l’utilizzo di carrelli elevatori o rampe mobili da marciapiede, con personale incaricato delle operazioni.
La stazione di Ciampino rientra fra quelle dotate di servizi di assistenza per le persone con disabilità. Alla luce dell’incidente del 25 ottobre, sarà quindi importante chiarire quale attrezzatura fosse prevista per le specifiche caratteristiche della carrozzina di Ilaria, quale sia stata effettivamente utilizzata e se siano state rispettate tutte le procedure di sicurezza.
Altrettanto importante sarà verificare le modalità di formazione degli operatori, la gestione delle operazioni in banchina e gli eventuali protocolli applicabili alle carrozzine elettriche di maggior peso.
Non si tratta di attribuire responsabilità prima che siano state accertate, ma di comprendere come un’operazione ordinaria di assistenza ferroviaria abbia potuto trasformarsi in un incidente dalle conseguenze così gravi.
Il diritto a viaggiare in sicurezza non può essere un’incognita
La storia di Ilaria Di Ruzza riguarda una giovane atleta che, nonostante una patologia fortemente invalidante, partecipa alle attività sportive, affronta trasferte e utilizza il trasporto pubblico per spostarsi. Proprio per questo il suo incidente solleva una questione che va oltre la singola vicenda: l’accessibilità non può limitarsi alla disponibilità formale di un servizio, ma deve comprendere anche la garanzia di poterlo utilizzare in condizioni di sicurezza.
Una persona con disabilità deve potersi affidare alle procedure di assistenza senza temere che la salita o la discesa da un treno rappresentino un rischio per la propria incolumità.
Le interrogazioni presentate da Marta Bonafoni in Regione Lazio ed Elisabetta Piccolotti in Parlamento puntano ora a ottenere risposte su quanto accaduto alla stazione di Ciampino e sull’assistenza sanitaria prestata successivamente. Resta soprattutto la vicenda personale di Ilaria, costretta ad affrontare le conseguenze di fratture importanti e un percorso di recupero particolarmente complesso.
Fare chiarezza sull’incidente significa dunque non soltanto individuare eventuali responsabilità, ma anche verificare che i servizi destinati alle persone con disabilità offrano davvero le condizioni di sicurezza e autonomia che dovrebbero garantire.
