La nuova tariffa dello scuolabus, aumentata a 300 euro l’anno per i residenti e a 450 euro per i non residenti, accende lo scontro politico a Contigliano. A intervenire è Paolo Lancia, ex sindaco e oggi esponente della lista Impegno Civico per Contigliano, che contesta duramente la scelta dell’amministrazione e le conseguenze del dissesto finanziario […]
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La nuova tariffa dello scuolabus, aumentata a 300 euro l’anno per i residenti e a 450 euro per i non residenti, accende lo scontro politico a Contigliano. A intervenire è Paolo Lancia, ex sindaco e oggi esponente della lista Impegno Civico per Contigliano, che contesta duramente la scelta dell’amministrazione e le conseguenze del dissesto finanziario sulle famiglie.
Lancia ricorda il percorso avviato nel 2019 e le misure adottate dalla precedente amministrazione per affrontare la situazione debitoria dell’Ente, sottolineando in particolare la scelta di mantenere contenuto il costo del trasporto scolastico.
«“Quando nel 2019 abbiamo assunto l’onore e l’onere dell’amministrazione di Contigliano, abbiamo trovato la nota-grave situazione finanziaria e debitoria dell’Ente. Da quella condizione avevamo pianificato di uscire progressivamente: ottenendo dal Ministero dell’Interno prima, nel 2022, dalla Corte dei Conti poi, nel 2023, l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario”.»
Secondo Lancia, anche negli anni dell’emergenza Covid l’amministrazione aveva scelto di non scaricare sulle famiglie le difficoltà finanziarie del Comune.
«“In nessun momento abbiamo mai lontanamente pensato che gli errori di sindaci e amministrazioni, essenzialmente il mancato contrasto all’evasione tributaria, dovessero essere pagati dai cittadini e dalle famiglie”.»
Il riferimento è soprattutto al servizio scuolabus, il cui costo era stato fissato a 135 euro per anno scolastico fino al 2024-2025, anche per gli alunni non residenti.
«“Avevamo quindi mantenuto a 135 euro per anno scolastico il costo dello scuolabus, fino a tutto il 2024-2025, anche per i bambini non residenti, per senso di giustizia e per non allontanarli dalla nostra scuola”.»
La nuova tariffa, stabilita con la delibera di Giunta del 6 agosto 2026, rappresenta per Lancia un effetto particolarmente grave del dissesto.
«“Il dissesto, il fallimento vero, è anche questa vergogna. Colpire le famiglie nel diritto sacrosanto alla scuola. Colpire specialmente i ragazzini che hanno il disagio del pendolarismo, e che dovrebbero essere per equità sociale i più garantiti dal Comune”.»
La lista Impegno Civico contesta inoltre che l’aumento possa incidere realmente sul risanamento finanziario dell’Ente.
«“Il Comune o preserva per tutti l’accesso ai servizi essenziali, o non ha più nessuna ragione di esistere. Senza che questa imposizione serva in realtà assolutamente a niente, nel processo di risanamento finanziario del Comune”.»
Infine, Lancia rivolge un duro attacco politico all’attuale amministrazione.
«“Salvo che a dare altra prova di incapacità e arroganza, da parte di amministratori che dovrebbero essersene già andati, ma che non vogliono rinunciare a fare i padroni del nulla”.»
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