Redazione Viterbo,17.6.26 Non bastano le notizie degli inciuci della Frontini compiuti (ma non del tutto riusciti) nelle ultime elezioni provinciali che, adesso, con un’Ordinanza del Comune si è obbligata la rimozione di uno striscione apposto da cittadini che hanno sottoscritto una proposta di Legge di iniziativa popolare sul tema della remigrazione. Il provvedimento del Comune […]
Redazione
Viterbo,17.6.26
Non bastano le notizie degli inciuci della Frontini compiuti (ma non del tutto riusciti) nelle ultime elezioni provinciali che, adesso, con un’Ordinanza del Comune si è obbligata la rimozione di uno striscione apposto da cittadini che hanno sottoscritto una proposta di Legge di iniziativa popolare sul tema della remigrazione.
Il provvedimento del Comune di Viterbo è un’offesa ai 50mila cittadini italiani che hanno fatto questa proposta di legge, appunto, la più alta forma di democrazia nella Costituzione repubblicana (art.71).
Tra essi, molti viterbesi che, con l’eposizione di un’insegna sede del comitato, stanno facendo opera di legittimo sostegno all’iniziativa popolare.
La Giunta Frontini, invece, per proseguire i miserandi inciuci che sta tessendo in vista delle prossime elezioni comunali, cede alla sinistra sostenitrice dell’accoglienza di stranieri senza limiti e che ha reso possibile che in città di Viterbo ben oltre il 10% degli abitanti siano extracomunitari di cui, buon numero, senza titolo di soggiorno in Italia.
Il Comune, con la sua Ordinanza, ha dimostrato non essere democratico cosi ordinando per la rimozione di un simbolo di movimento politico che, appunto, in democrazia, deve coesistere, piacendo non piacendo.
Infatti, proprio per il fatto che cittadini in consenso, in numero crescente di giorno in giorno, con le proposte fatte nel progetto di legge, siano privati di poter far conoscere i contenuti della proposta di legge, costituisce un’ ipotesi di denegata pratica democratica, a questo punto, direi, veramente di stile fascista.
