Apertura porte ore 20,00 – Inizio concerti ore 21,00 Biennale MArteLive 2026 #ALTRNTV Nuovo appuntamento per i fabric, supergruppo composto da Tiziano Tarli, Alex Dusty, Bob Colella, Utibe Joseph e Symo, che sabato 10 ottobre 2026 tornano nella loro città, Roma, per presentare il disco d’esordio “Until We Are Free” pubblicato lo scorso 17 aprile per Four Flies Records. Palazzo […]
Apertura porte ore 20,00 – Inizio concerti ore 21,00 Biennale MArteLive 2026 #ALTRNTV
Nuovo appuntamento per i fabric, supergruppo composto da Tiziano Tarli, Alex Dusty, Bob Colella, Utibe Joseph e Symo, che sabato 10 ottobre 2026 tornano nella loro città, Roma, per presentare il disco d’esordio “Until We Are Free” pubblicato lo scorso 17 aprile per Four Flies Records.
Palazzo San Lorenzo si trasformerà nella cattedrale del groove mediterraneo, del jazz-funk e del soul, grazie alla collaborazione tra la label Four Flies Records e la Biennale MArteLive 2026, nell’ambito della rassegna #ALTRNTV. Sul palco il collettivo romano, tra i più trasversali in circolazione, si esibirà in uno showcase esclusivo.
Nel corso della serata si alterneranno live anche la contrabbassista e cantautrice Chiaré e la “family” funk dei Banda Maje. Un modo unico per entrare in contatto con una delle etichette più fuori dagli schemi del panorama musicale attuale.
fabric è un progetto dall’incontro di musicisti con background diversi e visioni affini, accomunati dal desiderio di fare musica intrecciando ritmiche e groove coinvolgenti a un messaggio diretto, capace di portare l’attenzione sulle contraddizioni della contemporaneità. “Until We Are Free”, il loro debutto discografico, fonde funk, soul e afrobeat con un’attitudine urbana e profondamente contemporanea dando vita a un sound vibrante, capace di far convivere tensione e liberazione, coscienza e desiderio di ballare. Una traiettoria ideale che va da Fela Kuti ai Jungle, passando per ESG, The Comet Is Coming e Sault.
Il filo conduttore del lavoro è la convinzione che musica e impegno civile possano convivere senza didascalismi. I testi, tutti in lingua inglese, parlano di diritti, uguaglianza e libertà.
“Effervescenti e funkettosi”, come li ha definiti Blow Up, i fabric portano dal vivo un disco che ha quella “attitudine urbana contemporanea e un sound che funge da forma di resistenza sonora e da invito alla pista da ballo” (Indie For Bunnies) e conferma con fierezza che “il corpo non mente, quando balli insieme a qualcuno stai dicendo qualcosa, che tu lo voglia o no” (Rumore).
«La libertà che cerchiamo non vive solo nelle parole o nelle idee ma anche e soprattutto nei corpi, nel movimento e nella festa come atto politico, rivoltoso e di felicità» (fabric)
FABRIC – BIOGRAFIA
I fabric nascono a Roma dall’inc
ontro tra Tiziano Tarli, Alex Dusty, Bob Colella, Utibe Joseph e successivamente Symo, artisti con background ed esperienze diverse, ma accomunati da uno stesso desiderio: fare musica unendo ritmiche e groove coinvolgenti a un messaggio diretto, impegnato, capace di portare l’attenzione sulle contraddizioni della contemporaneità. Di qui la scelta del sostantivo inglese fabric per il nome della band: non semplicemente un’officina di sperimentazione (come implicherebbero il latino fabrica o il francese fabrique), ma un gruppo concepito come l’intrecciarsi creativo di fili diversi – generi musicali, musicisti fondatori e collaboratori non fissi del ‘collettivo’ – che si inserisce e partecipa nel tessuto sociale.
Lo stile dei fabric fonde funk, soul e afrobeat con un’attitudine urbana e attualissima, dando vita a un sound che è al tempo stesso resistenza sonora e invito al ballo, e che si inscrive in una linea ideale che va da Fela Kuti ai Jungle, passando per The Comet Is Coming, ESG, e i Sault. Sul palco la missione dei fabric si realizza pienamente. I loro live sono esperienze fisiche ad alto tasso energetico – un mix tra l’intensità del club underground e la potenza militante delle street band – pensate per far ballare e riflettere allo stesso tempo.
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