Negli ultimi giorni l’associazione animalista “Tendi la Zampa” di Frascati ha pubblicato un lungo intervento sui social network per rispondere alle numerose critiche ricevute da alcuni cittadini riguardo alla gestione delle richieste di aiuto per animali in difficoltà. Al centro della polemica vi sarebbe la convinzione, diffusa tra alcuni residenti, che l’associazione, beneficiando di un contributo comunale, abbia l’obbligo di accogliere qualsiasi cane o gatto segnalato sul territorio e anche al di fuori dei confini comunali.
Nel comunicato, i volontari hanno voluto chiarire la propria posizione, sottolineando innanzitutto la natura dell’organizzazione. “Siamo persone normali, con un lavoro, una famiglia e una vita privata. Non siamo dipendenti comunali e non percepiamo alcuno stipendio”, spiegano i rappresentanti dell’associazione, evidenziando come l’attività svolta sia basata esclusivamente sul volontariato. Uno dei punti principali affrontati riguarda l’utilizzo dei fondi pubblici ricevuti dall’associazione. Secondo quanto dichiarato da “Tendi la Zampa”, il contributo comunale viene destinato esclusivamente alle spese veterinarie, alle sterilizzazioni, all’acquisto di farmaci e alla manutenzione delle strutture utilizzate per ospitare gli animali recuperati.
L’associazione sottolinea inoltre che il proprio bilancio è pubblico e soggetto ai controlli previsti per gli enti del Terzo Settore, attraverso il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Particolarmente sentito il tema della capacità di accoglienza. I volontari spiegano che le risorse economiche, il numero di operatori disponibili e gli spazi fisici rappresentano limiti concreti all’attività quotidiana dell’associazione.
“Accettare più animali di quanti possiamo seguire significherebbe non garantire loro le cure e la dignità necessarie”, affermano, respingendo l’idea che una struttura di volontariato possa trasformarsi in un “deposito” per animali abbandonati. Nel comunicato vengono inoltre citate richieste provenienti da diversi comuni del Lazio e anche da territori esterni all’area di competenza dell’associazione, situazioni che, secondo i volontari, rendono impossibile intervenire in ogni caso segnalato. Più che alimentare polemiche, “Tendi la Zampa” invita la cittadinanza a collaborare attivamente. Tra le forme di sostegno indicate figurano il volontariato, la disponibilità a offrire stalli temporanei per gli animali e una maggiore conoscenza delle procedure previste dalla normativa per la gestione degli animali vaganti. L’associazione conclude con un appello al rispetto reciproco, sostenendo che le critiche e gli attacchi sui social network non contribuiscono a risolvere il problema del randagismo e dell’abbandono, mentre collaborazione e partecipazione concreta possono fare la differenza per il benessere degli animali. La vicenda riporta al centro del dibattito il ruolo delle associazioni di volontariato, spesso chiamate a supplire alle carenze del sistema di tutela animale, ma costrette a operare con risorse limitate e grazie all’impegno gratuito dei propri volontari.
