Tra i colori, i profumi e le migliaia di visitatori accorsi per ammirare la 248ª Infiorata di Genzano, non è passata inosservata una breve ma significativa azione dimostrativa messa in atto dal Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani.
Nel corso della giornata di domenica, mentre la città celebrava una delle sue tradizioni più amate e conosciute a livello internazionale, alcuni attivisti hanno esposto uno striscione all’ingresso del percorso infiorato con una scritta dal messaggio diretto: “Basta distruggere boschi e laghi”.
Un’iniziativa che il Comitato ha definito pacifica e simbolica, pensata per richiamare l’attenzione di cittadini, visitatori e istituzioni sulle condizioni ambientali dei Castelli Romani e sulla necessità di una maggiore tutela del patrimonio naturale del territorio.
“L’Infiorata rappresenta una delle più belle espressioni della nostra identità culturale e delle tradizioni dei Castelli Romani”, spiegano dal Comitato. “Ma i Castelli non sono straordinari soltanto per le loro feste popolari. La loro ricchezza deriva anche da un patrimonio ambientale unico, fatto di boschi secolari, laghi vulcanici e biodiversità che affonda le proprie radici nella storia più antica del territorio”.
Secondo gli attivisti, proprio la grande visibilità garantita dalla manifestazione genzanese ha rappresentato l’occasione ideale per lanciare un messaggio di sensibilizzazione sulla salvaguardia dell’ambiente.
“Ci sono stati lasciati in eredità boschi sacri alla dea Diana e due laghi vulcanici di straordinaria bellezza. Un patrimonio che riteniamo stia progressivamente scomparendo a causa dello sfruttamento intensivo delle risorse naturali e della scarsa attenzione verso gli equilibri ambientali. Abbiamo voluto ricordarlo proprio nel momento in cui migliaia di persone visitavano il territorio”.
Il Comitato ha inoltre affrontato il tema delle regole e della tutela ambientale, facendo riferimento anche allo spettacolo pirotecnico che ha concluso la serata di domenica nell’ambito del programma dell’Infiorata. “Siamo consapevoli che la nostra è stata un’azione fuori dagli schemi e dalle modalità ordinarie”, spiegano ancora gli attivisti. “Ma ci chiediamo perché, quando si parla di ambiente, non venga applicata la stessa attenzione nei confronti di altre situazioni che possono avere un impatto sulla fauna e sugli ecosistemi. Pensiamo, ad esempio, ai fuochi d’artificio che accompagnano molte manifestazioni del territorio e che, secondo il Comitato, possono arrecare disturbo agli animali selvatici presenti nell’area dei Castelli Romani”.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di sensibilizzazione che il Comitato Protezione Boschi porta avanti da anni sui temi della tutela dei boschi, della salvaguardia dei laghi Albano e di Nemi e della conservazione degli ecosistemi presenti nel Parco Regionale dei Castelli Romani.
Al di là delle posizioni e delle polemiche, il blitz ha riportato al centro del dibattito uno dei temi più sentiti dagli ambientalisti del territorio: il rapporto tra valorizzazione delle tradizioni locali e tutela dell’ambiente. Per il Comitato, infatti, la bellezza dei Castelli Romani non può essere separata dalla salvaguardia del suo patrimonio naturale. Un messaggio affidato a uno striscione comparso tra i petali dell’Infiorata, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su boschi, laghi e biodiversità anche quando si spengono i riflettori sulle grandi manifestazioni.
