Genzano ha celebrato gli 800 anni dalla morte di San Francesco con corteo, preghiere, canti, memoria dei Cappuccini e gesti di solidarietà
Questa mattina, sabato 3 ottobre, Genzano di Roma ha celebrato una ricorrenza dal forte valore religioso, storico e culturale: l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia.
Una mattinata intensa, capace di unire memoria, spiritualità e partecipazione, coinvolgendo istituzioni, comunità religiose, associazioni e cittadini in un percorso che dall’ex Convento dei Cappuccini ha raggiunto l’Anfiteatro Michael Ende attraversando anche la celebre Olmata genzanese.
L’iniziativa è partita alle ore 11 da piazzale San Francesco, davanti all’ex Convento dei Cappuccini, con una lettura dedicata alla storia della presenza francescana e cappuccina a Genzano e con il saluto della Parrocchia Ortodossa Romena “Santa Anastasia Romana”, guidata da padre Gheorghe Soponaru.
Uno dei momenti più significativi è stato quello della deposizione di una corona di fiori alla statua di San Francesco, da parte dell’Amministrazione comunale, con il sindaco Fabio Papalia e il vicesindaco Massimo Bevilacqua, quale omaggio della città al Santo di Assisi.
Da lì è partito il corteo verso l’Anfiteatro Michael Ende, preceduto dal Gonfalone della Città di Genzano di Roma. Il percorso ha attraversato l’Olmata prima di raggiungere l’anfiteatro, dove la cerimonia è proseguita con interventi, preghiere e canti corali.
Il saluto del sindaco Fabio Papalia
Ad aprire la parte istituzionale all’Anfiteatro è stato il sindaco Fabio Papalia, che ha ringraziato tutti i presenti e quanti hanno contribuito alla realizzazione della giornata.
Nel suo intervento ha rivolto un saluto alla comunità ortodossa, alle realtà del Terzo Settore, ai Boy Scout, ai Maestri Infioratori che hanno realizzato un quadro floreale proprio davanti alla chiesa, al parroco e all’intera Amministrazione comunale.
Un ringraziamento particolare è andato al consigliere comunale José Amici, ideatore e curatore dell’iniziativa insieme all’assessore al Turismo ed Eventi Samuel Nocera.
Papalia ha inoltre richiamato il valore storico e simbolico dell’ex chiesa e dell’ex Convento dei Cappuccini, oggi legati alla presenza della comunità ortodossa, sottolineando l’importanza di preservare e valorizzare un luogo profondamente radicato nella storia cittadina.
Il sindaco ha poi collegato il messaggio francescano anche all’impegno amministrativo, osservando come i principi di San Francesco possano rappresentare un riferimento concreto anche per chi è chiamato ad amministrare una comunità: attenzione agli ultimi, spirito di servizio, responsabilità e rispetto.
José Amici: “Chi vuole essere grande si faccia servo di tutti”
Aspetti ripresi subito dopo anche dal consigliere comunale José Amici, che ha legato la figura di San Francesco al modo di intendere l’impegno pubblico.
“Sulle orme di San Francesco cerchiamo di essere politici in gamba e per bene, seguendo il detto cristiano secondo il quale chi vuole essere grande si faccia servo di tutti, a partire dagli ultimi”, ha sottolineato Amici nel corso della cerimonia.
Un richiamo alla politica intesa come servizio alla comunità e, in particolare, alle persone più fragili.
Il racconto di padre Gianfranco Palmisani sulla presenza dei Cappuccini a Genzano
Tra gli interventi più articolati quello di padre Gianfranco Palmisani, frate cappuccino che in passato ha ricoperto anche l’incarico di Ministro Provinciale della Provincia Romana dei Frati Minori Cappuccini.
Palmisani ha ricostruito la lunga presenza dei Cappuccini nel territorio genzanese, ricordando come il convento di Genzano non fu il primo insediamento dei frati nella zona. In precedenza i Cappuccini si trovavano infatti a Nemi, in una sede ritenuta angusta e umida, prima che maturasse la decisione di trasferirsi a Genzano.
Nel suo intervento, padre Gianfranco ha ricordato le difficoltà e le controversie che accompagnarono la costruzione del nuovo convento, fino alla definitiva presenza dei Cappuccini in città. Ha inoltre citato numerosi religiosi che nel corso dei secoli hanno lasciato un segno nella comunità, tra cui fra Diego Venditti da Monte San Giovanni Campano e padre Pietro Micinigli, ricordato per il forte legame con Genzano e con il territorio dei Castelli Romani. Testo incollato
Il frate ha sottolineato come la presenza cappuccina abbia contribuito a scrivere una parte importante della storia religiosa e sociale della città, come pure dell’interno territorio, che custodisce le orme della tradizione dei cappuccini, dal convento di Albano Laziale a quello di Velletri.
Don Pietro Massari: “La città è una casa comune”
Particolarmente intenso anche l’intervento di don Pietro Massari, che ha legato la figura di San Francesco ai temi della pace, della dignità, della protezione dei più fragili e della responsabilità collettiva.
Nel corso della preghiera sono stati richiamati i valori francescani della mitezza, della carità e della speranza, con un appello contro le violenze fisiche e morali, i maltrattamenti, le umiliazioni e l’indifferenza verso chi vive situazioni di fragilità. Testo incollato
Don Pietro ha poi concluso richiamando le parole di Giorgio La Pira sull’amore per la città come “casa comune”, da custodire e consegnare migliorata alle generazioni future. La cerimonia si è chiusa con la benedizione francescana alla città.
Il coro del Santissimo Salvatore
A scandire la mattinata anche i canti del coro della Parrocchia del Santissimo Salvatore, che ha proposto brani legati alla spiritualità francescana. Tra questi “Alto e glorioso Dio”, ispirato alla preghiera di San Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano, con un richiamo alle virtù della fede, della speranza e della carità.
Il Tau francescano donato ai partecipanti
Alla giornata hanno collaborato anche la Pro Loco di Genzano di Roma, rappresentata dalla vicepresidente Valentina Melaranci e da Lorita Della Bina, che hanno donato ai presenti un Tau, il simbolo francescano per eccellenza, scelto e utilizzato da San Francesco come segno di devozione e richiamo alla Croce. La sua forma richiama infatti la lettera T, che nella tradizione francescana rappresenta salvezza e appartenenza spirituale.
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Solidarietà concreta alla Caritas
La celebrazione è stata anche occasione per trasformare il messaggio francescano in un gesto concreto di solidarietà.
L’assessora ai Servizi Sociali Maria Grazia Barbaliscia e il consigliere comunale José Amici hanno consegnato alcuni prodotti da forno donati dal Forno Marcellini, destinati ai rappresentanti della Caritas di Genzano di Roma. Un gesto semplice ma coerente con il significato della giornata, legato all’attenzione verso chi vive situazioni di difficoltà.
Presenti anche l’assessore allo Sport Matteo Tomboletti, il consigliere con delega alla Cultura Arnaldo Melaranci e l’assessore al Turismo ed Eventi Samuel Nocera.
Istituzioni, forze dell’ordine e associazioni
Alla cerimonia hanno preso parte anche la Polizia Locale, i Carabinieri, con il comandante della Stazione di Genzano Giuseppe Esposito La Rossa, e la Polizia di Stato.
Presente inoltre una rappresentanza dell’Associazione Culturale Folklandia, in abiti storici.
Hanno collaborato inoltre la comunità parrocchiale della Santissima Trinità, la Provincia Serafica Immacolata Concezione dei Frati Minori Cappuccini, la BCC Colli Albani e Nettuno e la Pro Loco di Genzano di Roma.
Otto secoli dopo, un messaggio ancora attuale
La mattinata non ha rappresentato soltanto una commemorazione religiosa, ma anche un’occasione per riflettere sull’attualità del messaggio francescano.
Fraternità, pace, attenzione agli ultimi, rispetto per il creato, capacità di costruire comunità: valori che, a otto secoli dalla morte di San Francesco, continuano a parlare anche alla società contemporanea.
Una giornata che ha voluto unire fede e memoria, ma anche ribadire quanto il patrimonio spirituale e culturale lasciato da San Francesco continui a rappresentare un riferimento per le comunità.
Castelli Notizie ha seguito in diretta dall’Anfiteatro Michael Ende la parte conclusiva della cerimonia (CLICCA QUI per guardare la LIVE).
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