A poche ore dalla scadenza dei termini per la formalizzazione degli eventuali apparentamenti in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno, arrivano novità ufficiali da Genzano di Roma. Dopo ore di indiscrezioni, confronti, retroscena, prese di posizione e polemiche, il sindaco uscente e candidato del centrosinistra Carlo Zoccolotti ha deciso di intervenire pubblicamente, chiarendo quale sia la sua posizione (e del resto della coalizione che lo ha sostenuto al primo turno) rispetto alle trattative in corso.
Se da una parte Zoccolotti apre infatti alla costruzione di una nuova maggioranza politica più ampia, dall’altra chiude la porta all’ipotesi di un apparentamento tecnico ufficiale, che nelle ultime ore è stato al centro del dibattito cittadino e delle richieste avanzate da Genzano Torna Bella, e dalla sua leader Giulia Briziarelli, che nella sua nota evidenziava come gli aspettasse “di diritto”.
Una distinzione che non è soltanto formale, ma anche sostanziale. L’apparentamento, infatti, avrebbe avuto effetti diretti sulla composizione del futuro Consiglio comunale, modificando gli equilibri emersi dal primo turno e aumentando la rappresentanza delle liste apparentate (GTB sarebbe passata da 1 a 4 consiglieri).
Le parole del sindaco uscente arrivano del resto all’esito di un primo turno che ha restituito un quadro politico ben diverso rispetto a quello di cinque anni fa. Pur essendo approdato al ballottaggio, meno di un genzanese su tre tra chi è andato al voto (poco più del 61% degli aventi diritto) ha scelto di votare il candidato sindaco uscente (29%) e la sua coalizione è arrivata dopo quella del candidato di centrodestra Fabio Papalia, non ottenendo quel consenso pieno che avrebbe consentito una riconferma già al primo turno.
La proposta che arriva dal ricandidato sindaco, pur respingendo la richiesta di apparentamento avanzata da Genzano Torna Bella — soluzione guardata con forte diffidenza da diverse forze della coalizione di centrosinistra, che avrebbero visto ridursi la propria rappresentanza in Consiglio comunale — prova a tendere comunque la mano ai due candidati sindaci esclusi dal ballottaggio (nella fattispecie Giulia Briziarelli e Flavio Gabbarini), nel tentativo di costruire una maggioranza politica più ampia e competitiva ed arginare così la temuta vittoria dell’altro contendente.
Di seguito la dichiarazione integrale diffusa da Carlo Zoccolotti.
“Ho incontrato i candidati sindaci che non sono arrivati al ballottaggio, complimentandomi con loro per il risultato raggiunto.
In particolare a Giulia Briziarelli e Flavio Gabbarini, eletti in consiglio comunale, ho rivolto una proposta semplice e trasparente.
Se i cittadini mi affideranno la guida della città, ho chiesto loro di costruire insieme una nuova maggioranza politica e di far parte della squadra di governo di Genzano.
L’ho fatto per due ragioni.
La prima è che rispetto il consenso che hanno ottenuto da parte dei cittadini e i temi che hanno portato in campagna elettorale, temi che condivido e che intendo valorizzare nell’azione amministrativa dei prossimi anni.
La seconda è che penso sia arrivato il momento, dopo vent’anni, di porre fine alle divisioni e di ricostruire finalmente un campo progressista unito. Credo che questo sia ciò che ci chiedono tanti cittadini che si riconoscono nei valori della partecipazione, della solidarietà e della buona amministrazione.
Ci troviamo di fronte a una destra impreparata a governare che, a tutti i livelli e anche a Genzano, non sta dimostrando di avere risposte adeguate alle sfide che abbiamo davanti. A questo bisogna contrapporre una visione forte, rappresentativa e unitaria.
Proprio perché rispettiamo il voto espresso dai cittadini al primo turno, siamo contrari a un apparentamento tecnico, che modificherebbe la rappresentanza espressa dai Genzanesi in Consiglio Comunale e darebbe argomenti a chi, da destra, sta già provando a strumentalizzare questa fase parlando di accordi di palazzo fatti nelle segrete stanze. Non c’è nulla di segreto. C’è un voto dei cittadini al primo turno da rispettare e una storia nuova da costruire.
Genzano non è un trofeo da conquistare. Genzano è una comunità con una storia, un’identità, una cultura politica e amministrativa costruita negli anni attraverso l’impegno di tante persone, delle associazioni, del volontariato, della scuola, della cultura e di un patrimonio di valori democratici e progressisti che appartiene alla città.
È questa storia che vogliamo difendere e portare avanti, aprendola a una nuova fase di partecipazione e di unità, senza disperdere ciò che ha reso Genzano la comunità che conosciamo oggi”.
Con queste parole il sindaco uscente sembra dunque tracciare una linea piuttosto precisa: nessun apparentamento formale, ma la disponibilità ad allargare il perimetro politico della futura amministrazione qualora dovesse ottenere la riconferma al ballottaggio.
Una posizione che, se da un lato sembra voler rassicurare le forze della coalizione che lo hanno sostenuto fin dal primo turno, dall’altro rappresenta un tentativo di costruire un ponte verso quelle componenti del campo progressista che si sono presentate autonome alle elezioni, nella convinzione che il risultato del primo turno abbia consegnato un messaggio politico che non può essere ignorato.
Resta ora da capire quale sarà la risposta di Giulia Briziarelli e di Genzano Torna Bella, che proprio attraverso un comunicato avevano chiesto un apparentamento formale, rivendicando il “giusto riconoscimento politico” derivante dal 15,31% ottenuto alle urne.
Allo stesso modo sarà interessante comprendere quale sarà la posizione di Flavio Gabbarini e della sua coalizione, anch’essi chiamati in causa direttamente da Zoccolotti nel tentativo di costruire un fronte più ampio.
Le prossime ore, a questo punto, potrebbero risultare decisive non solo per comprendere gli assetti del ballottaggio, ma anche per delineare gli equilibri della futura amministrazione comunale.
Sullo sfondo resta Fabio Papalia, che continua la propria campagna elettorale senza particolari scossoni, forte del sostegno compatto della sua coalizione e di un risultato che lo ha portato ad affrontare il ballottaggio da protagonista.
Resta ora da capire come i cittadini genzanesi leggeranno i tira e molla, le trattative e i tentativi di ricomposizione che stanno caratterizzando queste ore decisive. Se da una parte il centrosinistra prova a ricostruire un campo progressista più ampio per evitare una sconfitta che avrebbe una portata storica in quella che è stata a lungo la Piccola Mosca, dall’altra non è escluso che proprio queste dinamiche possano spingere una parte dell’elettorato verso la scelta del cambiamento.
Un principio che, al netto della breve e travagliata parentesi dell’amministrazione a guida Movimento 5 Stelle, non ha fin qui trovato cittadinanza nella storia politica della città.
