Il 25 agosto 1900 ci lasciava il grande maestro il Filosofo tedesco F. Nietzsche

Bisogna ringraziare Focus che ci ha ricordato che 126 anni fa oggi saliva in Cielo il Filosofo Tedesco F. Nietzsche. Il ricordo del grande tedesco  resta …

Bisogna ringraziare Focus che ci ha ricordato che 126 anni fa oggi saliva in Cielo il Filosofo Tedesco F. Nietzsche.

Il ricordo del grande tedesco  resta  controverso  e non solo nella narrativa della sua biografia sanitaria,  in particolare  la sua idea della Volontà di potenza e del superuomo  di cui riportiamo alcuni stralci tratti dall’articolo di Focus

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“Superuomo e falsi miti

Precorrendo i tempi, mise in discussione quasi tutte le certezze della sua epoca: fede in Dio, fiducia nei progressi della scienza e rispetto dei valori della morale. Tutto ciò, diceva, è un’illusione: il mondo procede senza senso, in modo contraddittorio e irrazionale.

I valori del bene e del male sono un’invenzione e non vanno rispettati. Anzi, l’uomo deve diventare protagonista della propria vita, esercitando la sua innata “volontà di potenza”, incluso il dominio sui più deboli.

 

« Del resto le affermazioni più terribili sulla disuguaglianza tra gli uomini e sulla necessità della violenza Nietzsche le scrisse in opere che pubblicò lui stesso, quando era ancora nel pieno delle sue facoltà. Ma questo, va sottolineato, decenni prima del nazismo, che non ebbe alcun bisogno di Nietzsche per mettere in pratica le sue dottrine aberranti».

Visto che si riferisce a passaggi nicciani senza citazioni specifiche, può essere utile rileggere quanto scrisse Nietzsche sulla sulla VITA ESEMPLARE E LA REALIZZAZIONE DELLA VOLONTA’ DI POTENZA   in un appunto apparso sul volume Postuma L’INNOCENZA DEL DIVENIRE

«La vita esemplare sta nell’amore e nell’umiltà; nella pienezza del cuore, che non esclude nemmeno il più umile; nella rinuncia formale al voler aver ragione, al difendersi, al vincere nel senso del trionfo personale; nella fede nella beatitudine qui,sulla terra, malgrado povertà, ostacolo e morte; nella riconciliazione, nell’assenza di ira, di disprezzo; nel non voler essere ricompensati; nel non essere vincolati a nessuno, nell’essere senza signori, in senso spirituale molto spirituale, in una vita molto orgogliosa, sotto la volontà di una vita grama e servizievole».

Sulla Questione Morale che  si ripropone in molte sedi può essere utile riproporre il dibattito a margine del Festival del Cinema di Locarno di 13 anni  fa e sugli attacchi agli artisti e al direttore che aveva dato spazio a pellicole considerate  licenziose  https://www.vglobale.it/2011/08/08/a-locarno-il-festival-delle-polemiche/ a partire dalla domanda che si faceva a un commentatore censore:

“Sarebbe interessante vedere i censori alla direzione del Festival: avremmo solo film morigerati che avrebbero superato una solida censura morale?

Ne guadagnerebbe Locarno, il festival e la stessa morale?

Può essere utile riflettere come sui cattivi pensieri e sulla questione morale forse è il caso di intrattenersi ancora, riflettendo su quanto volle dirci in merito uno dei grandi pensatori del nostro tempo, F. Nietzsche (e con questo spero di non scivolare troppo nell’immorale pure io), che in materia ebbe a scrivere nell’Innocenza del Divenire:

«Pensare male significa rendere malvagio». In un altro frammento il tedesco approfondisce la questione: «In che senso la morale ha provocato danni? In quanto ha disprezzato il corpo nell’ascetismo del dovere, del coraggio, della laboriosità, della fedeltà e così via; in particolare in forza di quel canone intrecciato alla religione secondo cui procurarsi piacere dispiace alla divinità, mentre procurarsi dolore le è gradito. Si imparò a soffrire, si sconsigliò di gioire ciò in tutte le morali (tranne in quella di Epicuro) e, dunque finora la morale è stata uno strumento per disturbare lo sviluppo delle basi fisiologiche dell’uomo;

è solo per la sua debolezza che la morale non ha distrutto tali basi: essa è stata un dado terribile, nel grande gioco dei dadi. Dobbiamo disimparare la coscienza, così come l’abbiamo imparata. In complesso la grande forza preservatrice, che ha avuto il sopravvento sulla morale, è stata quello che veniva chiamato male, l’impulso dell’individuo a imporsi senza tener conto delle teorie, a sentirsi bene, a cercare piacere, a subordinare i bisogni più prossimi a quelli più lontani, mentre la morale non solo distingue bisogni superiori e inferiori, ma insegna a disprezzare e spesso a condannare questi ultimi (i cosiddetti piaceri dei sensi)».

In merito agli eccessi che sono sotto la lente di ingrandimento anche oggi in un’epoca di nuove libertà che persistono scrisse tra l’altro come  “MADRE DELL’ECCESSO NON E’ LA GIOIA MA LA MANCANZA DI GIOIA “.

In merito al suo presunto disconoscimento della Scienza  e del Metodo scrisse in Umano Troppo Umano :

«In complesso i metodi scientifici sono un risultato della ricerca importante
almeno quanto qualsiasi altro risultato: sulla conoscenza del metodo si basa infatti lo
spirito scientifico e, ove quei metodi andassero perduti, tutti i risultati della scienza
non potrebbero impedire un rinnovato dilagare della superstizione e dell’insensatezza.
Le persone di spirito possono imparare quanto vogliono dai risultati della scienza:
dalla loro conversazione, e soprattutto dalle ipotesi in essa contenute, si noterà sempre
che mancano di spirito scientifico: non possiedono quell’istintiva diffidenza verso gli
erramenti del pensiero la quale, in seguito a un lungo esercizio, ha messo radici
nell’anima di ogni uomo scientifico. In genere ad esse basta trovare su una cosa
un’ipotesi qualsiasi per entusiasmarsene e pensare che con ciò sia fatto tutto. Per esse,
possedere un’opinione già significa diventarne fanatici e riporsela da allora in poi in
cuore come convinzione. Di fronte ad una cosa non spiegata, si riscaldano per la prima
idea che vien loro in mente e che assomigli ad una spiegazione: dal che si producono
di continuo, specie nel campo della politica, le peggiori conseguenze. Per questo oggi
ciascuno dovrebbe aver imparato sin dalle basi almeno una scienza: allora saprebbe
che cosa sia un metodo e quanto necessaria sia la massima riflessione.>>

Molte discussioni ci sono state e alcune di queste sono state pubblicate sul giornale Online Villaggio Globale   che riproponiamo per altre riflessioni sul contributo del Filosofo Tedesco a una Società migliore con Uomini Elevati,  come auspicato dai grandi pensatori di ogni tempo da Socrate a Confucio allo stesso Marx che nelle sue prospettive sulla rivoluzione dell’Uomo e della Società, vedeva in primis la transizione dell’UOMO DA OGGETTO A SOGGETTO DEL SUO DESTINO E DELLA SOCIETA’ con un superamento delle differenze verso l’alto  (tutti più ricchi potenti e felici non tutti più poveri e deboli come purtroppo poi è successo con la caccia ai forti, ai ricchi,   che poi in qualche caso,  hanno confuso LA VOLONTA’ DI POTENZA CON IL DELIRIO DI POTENZA  che li ha portati verso il baratro con le loro Famiglie Partiti e Nazioni   https://www.vglobale.it/?s=VALENZI+Nietzsche

 

Ricordando il profeta della Modernità dell’Uomo che supera se stesso verso qualità superiori, ci piace riconoscergli il nostro debito  e ringraziarlo per quanto ha fatto per noi Uomini del XXI SECOLO  che  abbiamo la carte per una vita ricca forte  e anche per  quel  quarto d’ora di celebrità ( e non solo)  con cui Focus chiude il suo pezzo in memoria del Tedesco.

Sambiase ora Lamezia Terme

Vincenzo Valenzi

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