Redazione Viterbo,8.6.26 Il Consiglio dei Ministri, ha esaminato la compatibilità ambientale di una serie di progetti per la produzione di energie alternative, tra cui quello che dovrà posizionare pale eoliche nel territorio dei comuni di Viterbo e Montefiascone ed in parte Celleno. Apriti cielo ! Soltanto il fine settimana assolato di giugno aveva sopito la […]
Redazione
Viterbo,8.6.26
Il Consiglio dei Ministri, ha esaminato la compatibilità ambientale di una serie di progetti per la produzione di energie alternative, tra cui quello che dovrà posizionare pale eoliche nel territorio dei comuni di Viterbo e Montefiascone ed in parte Celleno.
Apriti cielo ! Soltanto il fine settimana assolato di giugno aveva sopito la notizia, ma oggi, in tutta la sua virulenza, i cacicchi locali del centro sinistra e centro destra hanno alzato le barricate contro lo “scempio” che pale eoliche alte anche 200 metri possano deturpare la visione della collina di Montefiascone per chi la guarda da Viterbo.
Innanzitutto va detto che la delibera del Consiglio dei Ministri non è autorizzativa dell’impianto, ma solo di compatibilità ambientale, per cui, nella esecuzione pratica del progetto, saà necessario conformarsi a tutte le norme vigenti.
In parole povere, decisione anodina e pilatesca, non decisiva di alcunchè. Ma, capace di far chiacchera.
Pertanto, prima di gridare allo scandalo e dire che la Provincia di Viterbo ha già dato tanto per la realizzazione di impianti energetici alternativi al fossile, sia appunto considerata la necessità appunto, prima che torni il nucleare, di trovare la soluzione per affrancarsi dal carbone e petrolio per poter accedere le luci in casa e far funzionare aziende energivore (quelle, per es., del distretto della ceramica).
Si spargano il capo di cenere tutti coloro che quaranta anni ebbero osteggiare il nucleare e rendere, poi, inutili i lavori della costruenda centrale di Montalto di cui in “bolletta” paghiamo i costi, nonchè i fautori del referendum che ha poi costretto l’Italia doversi dotare di impianti di produzione energia elettrica con carbone e gas, tutti da importazione e pericolosi per l’ambiente.
Adesso che è possibile, in via transitoria, prima del ritorno al nucleare entro 15 anni) ottenere dalle rinnovabili un sollievo. Si ergono ancora barricate ed addirittura si condannano gli agricoltori per aver ceduto loro terreni ai “falchi” del fotovoltaico ed eolico.
Siamo logici. Gli impianti per la produzione energie alternative, posti sui terreni (in molti casi, all’estero, sul mare) sono impianti rimovibili, per cui, un giorno che sarà possibile ottenere energie con il nucleare, il loro smontaggio sarà necessario anche per evitare dopo anni di esercizio costose manutenzioni ( per es.la durata dei pannelli fotovoltaici è di anni 20).
Allora, che ne sarà dell’impatto ambientale che oggi si paventa tra qualche decennio ? Nulla. tutto tornerà come prima. Lo smontaggio dei “mostri” eolici e dei campi fotovoltaici avverrà senza che nulla resti sul territorio.
La necessità urgente è di oggi.
Quindi calma nell’avversare progetti di erezione torri eoliche, attualmente l’unica tecnica di produzione energia in modo continuativo e senza perdita di terreni agricoli.
Sapete poi che succederà un domani quando questi impianti saranno abbattuti ? Siamo certi che qualcuno si duolerà di non più vedere girare le pale di cui aveava “fatto l’occhio” quindi diventate parte del paesaggio cosi come i mulini a vento in Olanda e nella regione spagnola della Mancha, ormai monumenti dello sky line di quelle zone.
Chi vivrà, vedrà.
