Intelligenza Artificiale, Colleferro nella storia, sarà il primo Comune del Centro-Sud con un Hyperscale Data Center e 150 MW

l campus sorgerà in un’area di circa 76 ettari, compresa tra l’autostrada A1, la via Casilina e la linea ferroviaria dell’Alta Velocità, a circa 3 chilometri dal centro logistico Amazon

Colleferro si candida a diventare uno dei nuovi poli tecnologici italiani legati all’Intelligenza Artificiale. Il Consiglio comunale ha approvato nella giornata di ieri, martedì 11 agosto, il progetto per la realizzazione di un Hyperscale Data Center di ultima generazione da 150 MW, un’infrastruttura di grandi dimensioni espressamente dedicata alle esigenze di calcolo dell’IA.

Secondo quanto evidenziato nel comunicato diffuso a seguito dell’approvazione, si tratterebbe del primo Comune del Centro-Sud Italia ad ospitare un Hyperscale Data Center di questa potenza dedicato all’Intelligenza Artificiale.

Un progetto imponente non soltanto per dimensioni e capacità energetica, ma anche per le ricadute economiche e occupazionali prospettate: durante la costruzione si prevede una media di circa 700 persone impiegate contemporaneamente, mentre a regime vengono stimati circa 220 posti di lavoro diretti e altrettanti indiretti.

Il via libera del Consiglio comunale è arrivato senza voti contrari, al termine di un percorso amministrativo durato circa due anni. Non si tratta, tuttavia, dell’ultimo passaggio: il progetto dovrà ora affrontare lo step autorizzativo presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Un campus di 76 ettari tra A1, Casilina e Alta Velocità

A dare la misura dell’intervento sono innanzitutto i numeri. Il campus sorgerà in un’area di circa 76 ettari, compresa tra l’autostrada A1, la via Casilina e la linea ferroviaria dell’Alta Velocità, a circa 3 chilometri dal centro logistico Amazon.

Il progetto prevede complessivamente circa 57.800 metri quadrati coperti e la realizzazione di impianti fotovoltaici per una potenza di circa 34 MW.

La potenza elettrica assegnata al Data Center dal gestore della rete Terna è invece pari a 150 MW, dimensione che colloca l’intervento nella categoria delle grandi infrastrutture digitali destinate a sostenere capacità computazionali particolarmente elevate.

L’origine del progetto risale alla precedente consiliatura, quando il Comune di Colleferro aveva promosso un bando internazionale per candidare il proprio territorio ad attrarre investimenti innovativi, compresi proprio data center e supercomputer.

Calamita: «Guidare il processo e non subirlo»

Il sindaco di Colleferro Giulio Calamita ha rivendicato la strategia seguita dall’Amministrazione durante l’iter.

«Guidare il processo e non subirlo è stata la filosofia dell’amministrazione. Dopo due anni di percorso amministrativo il Consiglio comunale ha deliberato senza nessun voto contrario il progetto che prevede la costruzione di un data center di ultima generazione per l’IA con 150 MW di potenza elettrica assegnata dal gestore di rete Terna».

Uno dei temi centrali per infrastrutture di queste dimensioni è inevitabilmente quello dell’energia necessaria al loro funzionamento.

Secondo quanto illustrato dal sindaco, l’energia utilizzata dal campus sarà fornita da fonti rinnovabili attraverso contratti PPA con operatori green, ai quali si aggiungeranno i circa 34 MW di fotovoltaico installati direttamente nell’area.

Data Center e occupazione: fino a 220 addetti diretti a regime

Particolarmente rilevante per il territorio è la ricaduta occupazionale prospettata dal progetto. Durante la fase di realizzazione del campus viene indicata una presenza media di 700 lavoratori contemporaneamente impegnati nel cantiere.

Una volta entrata in funzione l’infrastruttura, le stime indicate nel comunicato parlano invece di circa 220 occupati diretti, ai quali potrebbero aggiungersi altrettanti posti di lavoro nell’indotto. Si tratterebbe, in buona parte, di professionalità altamente specializzate.

Ed è proprio per preparare il territorio alle future opportunità occupazionali che il Comune, d’accordo con la società proponente, intende avviare programmi di formazione direttamente a Colleferro finalizzati alle future assunzioni.

Un aspetto particolarmente significativo perché permetterebbe di accompagnare l’investimento infrastrutturale con la creazione delle competenze necessarie per lavorare in un settore destinato ad assumere un ruolo sempre maggiore nell’economia digitale.

Raffreddamento a circuito chiuso e gruppi elettrogeni a gas

Altro nodo cruciale è quello ambientale, in particolare per quanto riguarda il consumo di acqua e il raffreddamento delle infrastrutture informatiche.

Secondo quanto riferito dall’Amministrazione, la società proponente si è affidata a Mitsubishi Electric per la progettazione di un sistema di raffreddamento a circuito chiuso.

Per l’alimentazione di emergenza è stata invece scelta una soluzione con gruppi elettrogeni a gas, con il coinvolgimento di AB Energy di Brescia. L’infrastruttura per l’approvvigionamento sarà messa a disposizione da Società Gasdotti Italia (SGI) e, secondo quanto riportato, renderà superfluo lo stoccaggio di gas nell’area.

Un progetto che coinvolge grandi realtà del settore

Numerosi i soggetti coinvolti nella progettazione della futura infrastruttura. Il progetto architettonico porta la firma dello studio Lombardini22 di Milano, mentre Telecom Italia Sparkle ha progettato l’infrastruttura necessaria per la connessione dati alla rete fotonica nazionale.

La società di progetto è Cobra Green Hyperscale, assistita sul piano legale dallo Studio Dentons.

Proprio Federico Sutti, managing partner e chairman del board europeo dello Studio Dentons, ha espresso soddisfazione per il passaggio raggiunto a Colleferro.

«Tutti i team tecnici e legali sono già pronti per il deposito della documentazione presso il MASE necessaria all’ultimo step autorizzativo introdotto di recente dal Governo con il DL 21/2026».

Il ringraziamento al Comune di Segni, ora l’ultimo passaggio al Ministero

Nel progetto entra anche il vicino territorio di Segni, coinvolto per quanto riguarda la nuova viabilità necessaria a servizio del campus.

«Un ringraziamento al Comune di Segni che con spirito collaborativo ha dato il via libera alla nuova viabilità per il Data Center ed alla Regione Lazio», ha dichiarato Calamita.

Ora l’attenzione si sposta dunque sul procedimento presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Solo dopo il completamento dell’iter autorizzativo potrà aprirsi la fase successiva di un progetto che, per dimensioni, investimenti e potenziali ricadute, potrebbe incidere profondamente sul futuro economico e produttivo di Colleferro.

«Colleferro ancora una volta procede secondo una visione chiara dello sviluppo del territorio – ha concluso il sindaco – nella direttrice dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo sostenibile».

Dalla storica vocazione industriale della città si guarda quindi a una nuova frontiera: quella delle infrastrutture digitali, dei supercomputer e dell’Intelligenza Artificiale, con una sfida che, dopo il voto del Consiglio comunale, entra adesso nella sua decisiva fase autorizzativa.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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