Dott.ssa Miceli lei è una nota storica e storiografa del Sud attiva a livello istituzionale con numerosi titoli di opere sul territorio.
Ci può dare una sintesi dell’origine dell”Etna e delle sue eruzioni?
L’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa, la cui formazione iniziò centinaia di migliaia di anni fa. Nel corso del tempo numerose eruzioni hanno modificato la sua forma e il paesaggio circostante.
Gli antichi abitanti della Sicilia osservavano con timore e meraviglia le sue eruzioni.
I Greci chiamarono il vulcano Aitna, da cui deriva il nome italiano “Etna”.
Secondo alcuni studiosi, il nome potrebbe derivare da una radice greca legata al significato di “bruciare”.
Mongibello è un antico nome dell’Etna che Deriva dall’unione di due parole che significano entrambe “monte”.
“Mon” deriva dal latino mons, mentre “gibel” deriva dall’arabo jabal, che significa “montagna”.
Quindi Mongibello significa letteralmente “monte monte” o “montagna montagna”.
Gli Arabi chiamavano infatti l’Etna Jabal, cioè “montagna”.
Nel Medioevo il nome fu unito alla parola latina, dando origine a Mongibello.
Ancora oggi, in Sicilia, “Mongibello” viene usato come nome tradizionale e popolare dell’Etna.Nella mitologia greca, l’Etna era considerato la fucina del dio Efesto, dio del fuoco.Si raccontava anche che sotto il vulcano fosse imprigionato il gigante Tifone. Quando Tifone si agitava, secondo il mito, il vulcano eruttava fuoco e fumo. Anche i Romani conoscevano bene l’Etna e lo consideravano luogo del dio Vulcano.
Nel corso dei secoli, numerose eruzioni hanno causato distruzioni, ma anche reso fertili i terreni.
La cenere e la lava hanno infatti creato suoli molto ricchi, favorevoli all’agricoltura.
Quali sono state le eruzioni più terribili?
Una curiosità poco conosciuta è che l’Etna non è sempre stato un unico grande vulcano. Nel corso di migliaia di anni, diverse strutture vulcaniche si sono formate e poi trasformate. Le sue eruzioni hanno più volte cambiato il territorio e modificato il corso dei fiumi. Una delle eruzioni più terribili avvenne nel 1669, quando una grande colata di lava raggiunse Catania. La lava distrusse numerosi villaggi e arrivò fino al mare, modificando anche la costa. Catania fu gravemente danneggiata e le mura della città furono in parte distrutte dalla lava. Un’altra eruzione importante avvenne nel 1928 e distrusse gran parte di Mascali, vicino a Catania.
Quindi la Catania sotterranea si deve all’Etna e alla sua Storia?
Catania sotterranea è una parte nascosta ed affascinante della città, costruita sotto le strade moderne, formatasi soprattutto a causa delle eruzioni dell’Etna e dei terremoti che hanno modificato la città.
Sotto Catania si trovano antiche strade, edifici, chiese e monumenti di epoca romana.
Uno dei luoghi più importanti è l’Anfiteatro Romano, oggi in parte sepolto sotto la città.
La lava ha ricoperto e conservato alcune strutture dell’antica Catania.
In alcuni punti si possono vedere ancora tracce delle colate laviche che attraversarono la città.
Sotto la Cattedrale di Sant’Agata scorre il fiume Amenano oggi interrato dai terremoti che si vede affiorare nell’omonima Fontana. Le Terme della Rotonda a Catania, site nell’area della Cattedrale, erano alimentate principalmente dalle acque del fiume Amenano, che scorreva nella zona e veniva utilizzato per rifornire le strutture termali. In seguito, le trasformazioni del territorio e le colate laviche dell’Etna hanno modificato il percorso delle acque, facendo scomparire il fiume dalla superficie. Il Lago di Nicito era un antico lago situato nella zona dell’attuale Catania.vSecondo la tradizione, nel 1669 una colata lavica dell’Etna raggiunse il lago e ne modificò profondamente l’area che fu diviso in sei braccia. La lava infatti ricoprì parte del territorio e cambiò il percorso delle acque. Oggi del lago non rimane più nulla in superficie, ma il suo ricordo sopravvive nel nome di Via Lago di Nicito.
La Nuova Catania nasce sulla lava?
Si, certamente, dopo il terremoto del 1693, molte zone furono ricostruite sopra i resti della città precedente.
Per questo Catania è spesso descritta come una città costruita “a strati”.
La Catania sotterranea permette di conoscere la storia della città attraverso ciò che è rimasto nascosto nel sottosuolo. Nonostante le distruzioni, la cenere vulcanica ha reso il terreno dell’Etna molto fertile. L’Etna è anche un importante luogo naturale e turistico, studiato da scienziati di tutto il mondo, molto visitato che dal 2013 porta il riconoscimento UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, essendo uno dei simboli più importanti della Sicilia che sovrasta Catania e continua a dominare il paesaggio dell’Isola. Il vulcanesimo in Sicilia è legato alla complessa zona di incontro tra la placca africana e quella europea.
In Sicilia si trovano vulcani attivi come Etna, Stromboli e Vulcano, oltre a numerosi vulcani sottomarini.
Tra questi c’è il Marsili,
è uno dei più grandi vulcani d’Europa e si trova a circa 450-500 metri sotto il livello del mar Tirreno nella sua parte più alta.
È ancora considerato potenzialmente attivo, anche se non ci sono prove di un’eruzione imminente.
La sua presenza dimostra che l’attività vulcanica siciliana continua anche sotto il mare.
Dott.ssa Melinda Miceli Critico d’arte