Redazione Viterbo,31.5.26 Ad una settimana dalla data del ballottaggio tra il candidato del PD Danilo Corazza e quello di forza Italia Claudio Parroccini, le rispettive posizioni stanno assumendo posizione. Nessun “apparentamento” quindi, ma, sotto, sotto, un invito per gli elettori è più che manifesto. Fratelli d’Italia, che ha ricevuto un modesto risultato al primo turno, […]
Redazione
Viterbo,31.5.26
Ad una settimana dalla data del ballottaggio tra il candidato del PD Danilo Corazza e quello di forza Italia Claudio Parroccini, le rispettive posizioni stanno assumendo posizione.
Nessun “apparentamento” quindi, ma, sotto, sotto, un invito per gli elettori è più che manifesto.
Fratelli d’Italia, che ha ricevuto un modesto risultato al primo turno, mediante un Comunicato stampa conferma e ribadisce che nessun aiuto potrà essere concesso al candidato della sinistra per diversa ideologia e, soprattutto per coerenza con i principi del centro destra che vengono sostenuti dagli alleati: Lega,Forza Italia, Noi moderati e UDC.
Un messaggio di “pace” che suona come un invito ad appoggiare il candidato Parroccini senza mezzi termini. Comunque, cripto inviti a parte, gli elettori civitonici, in ogni modo, sarebbero stati sempre coerenti per evitare un ritorno della sinistra in Città.
Dall’altro canto, il supporto a Corazza in nome dell’antifascismo sembra giunga da Rifondazione comunista e Movimento 5 stelle che nel primo turno, correndo da soli, hanno ottenuto modesti risultati.
Ma, tra l’”appoggio” dei partiti della destra nazionale al candidato di uno di essi, per la cronaca Claudio Parroccini, e quello della sinistra ci sono profonde differenze.
Nei partiti del centro-destra ci sono solo sfumature di pensiero, ma coerenza nel sostenere i valori reciproci, mentre nella sinistra un guazzabuglio di ideologie in contrasto tra loro. Sembra che per loro sia solo fondante l’antifascismo, cioè quello di essere contro un’ideologia tramontata da circa un secolo, tenuta in vita solo da coloro che ancora la combattono, ma, oggi da nessuno ancora praticata.
Questo dimostra come l’unità antifascista sia una “veronica” per coprire le profonde diversità di una sinistra che la rende impossibile di governare anche nei piccoli centri.
In conclusione, mentre nulla ha da vergognarsi il centro-destra per accettare voti del partito Forza Italia che oggi a Civita Castellana è rappresentato al ballottaggio, perchè gli “azzurri” organici nel governo nazionale, non altrettanto la sinistra, di cui una parte, in nome solo di una lotta antifascista, si collega ai riformisti del PD, ai cattolici ex Margherita, poi, al Movimento 5 stelle, si proprio quello che nacque in opposizione proprio del PD (ricordate Di Maio: “mai con il partito di Bibbiano”) e che di cui il suo leader è pronto sostituirsi al posto del PD.
E’ ovvio che un governo cittadino a Civita Castellana del tipo “campo largo” sia solo destinato al fallimento per l’emergere da subito della divergenze ideologiche dei loro rispettivi capi.
La sinistra è come i cosidetti “ladri di Pisa”, che di notte erano uniti nell’andare a rubare, ma di giorno litigavano per spartirsi il bottino.
Quei pochi civitonici che domenica e lunedi prossimi andranno al seggio per deporre nell’urna un voto sono avvisati. A Civita Castellana, città delle industrie e della ceramica serve una Giunta coesa e pratica, non solo “antifascista”
