L’iniziativa rientra nella campagna SOS Laghi e Zone Umide dei Castelli Romani, che chiede interventi urgenti per salvaguardare l’intera idrostruttura dei Colli Albani, ridurre i consumi idrici, contenere il consumo di suolo e favorire il recupero degli habitat lacustri
Una giornata dedicata all’ambiente, alla scienza e alla partecipazione civica per ribadire che il futuro del Lago Albano passa anche dall’impegno dei cittadini. Si è svolta nei giorni scorsi sulle sponde del bacino di Castel Gandolfo una nuova iniziativa della campagna SOS Laghi e Zone Umide dei Castelli Romani, che ha visto riuniti volontari, associazioni, ricercatori, sportivi e semplici appassionati con un obiettivo comune: monitorare lo stato di salute del lago e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di tutelare uno dei più preziosi patrimoni naturalistici del territorio.
L’appuntamento si inserisce in una lunga tradizione di impegno ambientalista che da oltre quarant’anni accompagna la difesa dei laghi dei Castelli Romani.
Fin dalle prime ore del mattino il molo del Lago Albano si è trasformato in un laboratorio di cittadinanza attiva. Ad accogliere i partecipanti c’erano Gennaro Cirillo, ex olimpionico di canoa e promotore della Flottiglia dei Laghi, insieme alle Pagaie Rosa Onlus – Pink Butterfly, Legambiente Lazio, rappresentata dal presidente Roberto Scacchi, il Circolo Legambiente Appia Sud “Il Riccio” APS, con il presidente Mirko Laurenti, i rappresentanti del Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani e i videomaker che hanno documentato l’intera giornata.
Dopo una breve formazione sulle corrette tecniche di campionamento, la Flottiglia dei Laghi ha preso il largo con canoe, kayak e SUP per raggiungere i punti individuati per il monitoraggio scientifico.
Nel corso della mattinata sono stati effettuati 20 campionamenti delle acque del Lago Albano, successivamente analizzati dai volontari e dai ricercatori nel pomeriggio e fino a tarda sera, con l’obiettivo di ricostruire un quadro aggiornato delle condizioni ecologiche del bacino.
Consegnati gli attestati di “Custode dei Laghi dei Castelli Romani”
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato il conferimento del riconoscimento di “Custode dei Laghi dei Castelli Romani”, destinato a chi, con il proprio impegno quotidiano, contribuisce alla tutela di questo delicato ecosistema.
L’attestato è stato consegnato a Gennaro Cirillo, ex olimpionico di canoa e promotore della Flottiglia dei Laghi, a Mirko Laurenti, presidente del Circolo Legambiente Appia Sud “Il Riccio”, a Filippo Maria Morrone, videomaker impegnato nel raccontare le iniziative di salvaguardia ambientale e, in differita, agli Scout CNGEI Colli Albani, protagonisti insieme alle Pagaie Rosa della nascita della Flottiglia dei Laghi e che riceveranno anch’essi il riconoscimento.
Nel corso della manifestazione decine di volontari hanno inoltre incontrato turisti, sportivi e frequentatori del lago, illustrando le criticità che interessano i bacini dei Castelli Romani e le azioni ritenute indispensabili per una gestione più sostenibile della risorsa idrica.
I dati: il Lago Albano continua a mostrare segnali di sofferenza
I primi risultati delle analisi confermano purtroppo un quadro che gli ambientalisti definiscono sempre più preoccupante.Secondo quanto emerso dai campionamenti, il Lago Albano manifesta una crescente difficoltà nel mantenere il proprio equilibrio ecologico. Alla continua diminuzione del livello dell’acqua si affiancano infatti la riduzione dell’ossigeno disciolto, la regressione della vegetazione ripariale – con la progressiva scomparsa di fragmiteti, ontani e salici – e un generale impoverimento della flora acquatica.
Nelle aree maggiormente naturali sono stati registrati valori di ossigeno disciolto compresi tra 6 e 7 mg/L, mentre nelle zone più antropizzate si scende fino a 3 mg/L, valori che testimoniano una condizione di marcato stress ecologico. Parallelamente continua a ridursi anche la biodiversità animale e vegetale.
Secondo i promotori dell’iniziativa, questi dati confermano come i laghi dei Castelli Romani non stiano soltanto perdendo acqua, ma anche la loro capacità di autorigenerarsi, rendendo sempre più urgente un cambio di passo nella gestione della risorsa idrica.
L’appello: “Conoscere il lago per poterlo salvare”
L’iniziativa rientra nella campagna SOS Laghi e Zone Umide dei Castelli Romani, che chiede interventi urgenti per salvaguardare l’intera idrostruttura dei Colli Albani, ridurre i consumi idrici, contenere il consumo di suolo e favorire il recupero degli habitat lacustri.
Per i promotori, il monitoraggio scientifico, il coinvolgimento della cittadinanza e la collaborazione tra associazioni rappresentano strumenti indispensabili per orientare le future politiche ambientali.
L’appello è rivolto a tutti i cittadini: conoscere lo stato di salute dei laghi è il primo passo per poterli difendere. Nell’ambito della campagna è inoltre possibile aderire alla petizione a sostegno del Piano per salvare i laghi dei Castelli Romani, con l’obiettivo di sollecitare interventi concreti per la tutela di un patrimonio naturale unico del territorio.
