Il Perdono nutre il Mondo, L’Aquila ne è stata testimone con la XI Giornata internazionale L’AQUILA – Sabato 10 ottobre 2026 la XI Giornata Internazionale del Perdono ha regalato un intero giorno indimenticabile. Grande partecipazione ed emozioni intense all’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice” dell’Aquila, dove testimonianze, incontri e […]
Il Perdono nutre il Mondo, L’Aquila ne è stata testimone con la XI Giornata internazionale
L’AQUILA – Sabato 10 ottobre 2026 la XI Giornata Internazionale del Perdono ha regalato un intero giorno indimenticabile. Grande partecipazione ed emozioni intense all’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice” dell’Aquila, dove testimonianze, incontri e riflessioni hanno dato voce al valore universale del Perdono.
Dall’intervento di Daniel Lumera, ispiratore e fondatore della Giornata, alla toccante testimonianza del Prof. Izzeldin Abuelaish, medico di Gaza, nominato Ambasciatore del Perdono, dalle parole di don Francesco Fiorillo alle esperienze dei giovani dell’Associazione Rondine, fino all’incontro di Davide Simone Cavallo con gli studenti del Liceo “Cotugno” ed emozionante l’esibizione di Cella Musica, il complesso musicale che riunisce persone detenute e agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Siena.
Tra i momenti più significativi la proclamazione di L’Aquila “Città Gentile”, con la partecipazione del vicesindaco Raffaele Daniele, e la suggestiva cerimonia con la preghiera per la Pace con le bandiere di tutti i Paesi del mondo, segno di unità e speranza. Dall’Aquila un messaggio che varca ogni confine, tutti i confini: il Perdono costruisce ponti, supera le divisioni e apre nuove strade di pace.
Grande soddisfazione per lo straordinario successo della XI Giornata internazionale del Perdono a L’Aquila è stata espressa ieri dal presidente dell’associazione La Lumera ODV, Gen. Nico Caiazza, che ha ringraziato i partner aquilani One Group e L’Aquila Made In nelle persone dei relativi presidenti Francesca Pompa e Goffredo Palmerini, ma soprattutto espresso un forte ringraziamento al Comandante della Scuola, Gen. Gabriele Failla, e ai suoi collaboratori per aver consentito lo svolgimento dei lavori della XI Giornata nel prestigioso Auditorium.
Il presidente Caiazza ha inoltre ringraziato tutti i volontari che hanno lavorato senza tregua per la realizzazione dell’XI Giornata internazionale del Perdono nella città Capitale italiana della Cultura 2026, ma soprattutto a “L’Aquila capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”, così definita da papa Francesco nella sua visita pastorale alla Perdonanza del 28 agosto 2022, come ha ricordato Angelo De Nicola intervenendo ai lavori della Giornata.
Oltre 400 le persone presenti alla Giornata, che hanno seguito i lavori iniziati alle 9 del mattino e proseguiti fino alle 19 della sera, e migliaia i collegamenti da remoto di chi ha seguito i lavori attraverso il link della diretta televisiva.
La Giornata Internazionale del Perdono si conferma il tutto il suo valore come evento laico e indipendente che ha lo scopo di celebrare il perdono come strumento indispensabile per costruire un rinnovato modo di essere umani. Un’occasione per stimolare e rendere fecondo il dialogo tra personalità del mondo della cultura, della scienza, delle istituzioni e del volontariato, per la diffusione di una nuova cultura fondata sui valori di cooperazione, responsabilità, consapevolezza e condivisione dell’impegno nella promozione della pace. Dunque un contributo al confronto di rilevante significato, sul tema del perdono come valore individuale e collettivo, laico ed universale. Emozionante, infine il messaggio di ringraziamento che Izzeldin Abuelaish ha recapitato a Nico Caiazza. Il prof. Abuelaish, medico di Gaza che nel 2009 ha perso le sue tre figlie in un bombardamento, ha rifiutato l’odio e ha fatto del perdono la sua scelta di vita. Così Izzeldin Abuelaish ha scritto al Gen. Caiazza in un’email recapitata ieri.
Caro Nico,
desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a te e a tutto il tuo team per avermi invitato a L’Aquila e per l’onore di tenere il discorso di apertura alla Giornata Internazionale del Perdono. Grazie per la vostra gentilezza, la vostra generosità e la straordinaria cura con cui avete reso questo incontro così significativo.
Ti sono profondamente grato per avermi onorato con il riconoscimento di Ambasciatore del Perdono. Lo ricevo con umiltà e con un profondo senso di responsabilità. Per me il perdono non è soltanto una parola o un gesto simbolico. È una scelta umana difficile ma coraggiosa: rifiutare che odio e vendetta determinino il nostro futuro e lavorare per un mondo in cui prevalgano dignità, compassione e comprensione. Perdonare non significa dimenticare, negare l’ingiustizia o rinunciare alla ricerca della verità e delle responsabilità. Significa rifiutare che il dolore che ci è stato inflitto diventi la fonte di altro dolore per gli altri.
Sono venuto a L’Aquila con speranza, portando con me le mie esperienze e la mia convinzione che l’umanità possa elevarsi al di sopra dell’odio. Me ne sono andato ancora più ispirato, incoraggiato e pieno di speranza, non solo per il calore e la generosità che mi avete dimostrato, ma anche per le meravigliose persone che ho incontrato.
La loro motivazione, la loro apertura, il loro impegno e la loro volontà di fare una differenza positiva nel nostro mondo mi hanno toccato profondamente. Incontrare persone che non si limitano a parlare di un mondo migliore, ma sono davvero disposte a lavorare per costruirlo, mi ricorda che non siamo soli in questo cammino. Ci sono persone ovunque che credono che la compassione sia più forte dell’indifferenza, che la comprensione possa superare la divisione e che ogni essere umano abbia la responsabilità di contribuire a un mondo più pacifico e umano.
La speranza diventa potente quando ispira l’azione, e il perdono acquista significato quando ci aiuta a costruire un futuro diverso. L’incontro di L’Aquila è stato un bellissimo promemoria del fatto che, nonostante la sofferenza e le divisioni che ci circondano, possiamo scegliere di unirci, riconoscere la nostra comune umanità e compiere passi concreti verso il cambiamento. Credo sinceramente che questo sia l’inizio di qualcosa di importante. Spero che possiamo continuare la nostra collaborazione, rafforzare i legami nati a L’Aquila e lavorare insieme per diffondere speranza, perdono e umanità, in particolare tra i giovani. Meritano un futuro in cui ereditino saggezza anziché odio, comprensione anziché pregiudizio, e il coraggio di costruire ponti anziché muri.
Ti sarei molto grato se potessi condividere questo messaggio con tutti coloro che hanno partecipato al convegno. Voglio che sappiano quanto la loro presenza, il loro impegno e la loro buona volontà abbiano significato per me. Ti prego di trasmettere i miei sinceri ringraziamenti a tutto il tuo team e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa giornata speciale.
Grazie ancora, caro Nico, per la tua amicizia, la tua generosità, la tua visione e l’onore che mi hai conferito. Porterò con me il calore di questa esperienza, insieme a una rinnovata determinazione a continuare a lavorare per un mondo in cui nessun essere umano sia definito dall’odio e in cui ogni bambino abbia l’opportunità di crescere in pace. Non possiamo cambiare il passato, ma insieme possiamo contribuire a plasmare un futuro in cui la prossima generazione non debba ereditarne l’odio. È una responsabilità che condividiamo, e mi incoraggia sapere di aver incontrato persone come te che sono disposte ad abbracciarla.
Con la mia più profonda gratitudine, amicizia e speranza,
Izzeldin Abuelaish
Il prof. Izzeldin Abuelaish è fondatore e direttore del Global Institute for the Study of Socio-Endemic Diseases, Hatred, Health and Peace (GISED), professore emerito dell’Università di Toronto ed attualmente, in Belgio, docente all’Università di Lovanio presso il Dipartimento di Salute Pubblica e Cura Primaria.
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