Velletri – Il sindaco Cascella risponde a Giulia Ciafrei sul Commissariamento del Distretto sociosanitario in Consiglio Comunale: “Tanta confusione, ma quella delibera non è oro colato”

Nella mattinata di lunedì 12 ottobre, dopo la lunga “pausa” estiva, è tornato in scena il Consiglio Comunale di Velletri, che ha visto i rappresentanti d’aula discutere di numerose questioni, tra cui variazioni di bilancio e la vicenda relativa al Commissariamento del Distretto sociosanitario RM 6.5, composto dai comuni di Velletri e Lariano.

A tal proposito a portare in aula un’urgente interrogazione è stata la consigliera d’opposizione Giulia Ciafrei, capogruppo di Noi Domani, che – ripartendo dalla delibera fatta dalla Regione Lazio – ha chiesto al Sindaco un punto sulla situazione in atto: “Mi chiedo se non si ritenga dovere morale e istituzionale rilasciare una comunicazione ufficiale alla cittadinanza, alle famiglie, ai lavoratori ed alle organizzazioni del terzo settore, considerando che il silenzio riservato finora – cioè fino al tempo che io ovviamente ho consegnato l’interrogazione – di fronte a un fatto di tale gravità”, ha ribadito nella sua interrogazione la consigliera Ciafrei.

La Regione Lazio, con la deliberazione della Giunta regionale n. 846, ha disposto l’esercizio del potere sostitutivo per l’inerzia l’inadempimento dei comuni del distretto avviando l’iter per la nomina di un commissario ad acta, di cui ancora non si conoscono né identità o tempi d’inserimento.

Nei giorni scorsi il Partido Democratico aveva chiesto a gran voce che il Primo Cittadino di Velletri rispondesse alla questione in aula, definendola una “Figuraccia istituzionale”. All’interrogazione posta dalla consigliera, il Sindaco veliterno Ascanio Cascella ha risposto – dopo averlo fatto già nei giorni scorsi sui propri canali social – portando una tabella cronologica di quelli che sono stati gli eventi che hanno portato allo “scontro” tra i comuni di Velletri e Lariano, e la Regione Lazio:

“Sull’argomento a mio avviso c’è stata a mio avviso tanta confusione. […] E non darei per oro colato quello che c’è scritto dentro a quella delibera, tanto è vero che farò un accesso agli altri per capire se – negli atti istruttori – sono state sottoposte le missive, i verbali delle riunioni e quelli del comitato istituzionale che si sono tenuti regolarmente fino a quest’estate, fino a settembre. Forse sarà stata una scelta di impostazione da parte dell’assessore proponente. La delibera comincia in questione comincia partendo da una lettera di luglio 2025, che io non conoscevo, in cui il comune di Lariano alla Regione dice di aver difficoltà a parlare con Velletri. In quel periodo, peraltro, il 23 luglio 2025, si è tenuto un incontro in cui ero presente io, il sindaco di Lariano, assessori delegati e dirigenti”.

Il sindaco Cascella ha poi proseguito nel riassunto, dichiarando: “Pur essendo scaduta nel 2024 la convenzione, i servizi non hanno mai avuto una interruzione. L’ufficio ha sempre continuato a funzionare, perché poi c’eravamo concordati con la dirigente che vi fosse così una prorogatio fino a che non avremmo sottoscritto la nuova convenzione.

Da qui nasce il problema, sull’impostazione vera e propria del distretto. Io avevo sposato il precedente modello del Partito Democratico, e quindi avevo proposto per dieci volte, scritto anche alla Regione e mandato anche al CAL (Consiglio delle Autonomie Locali), di mantenere il modello attuale, fermo restando la possibilità di modificarla ‘work in progress’. Il problema era che c’era una forte spinta della Regione per deviare verso un modello organizzativo di Consorzio con Comune. Il Comune di Lariano, d’accordo con l’assessore regionale Maselli, si è incaricato di far fare uno studio sulla fattibilità della realizzazione della trasformazione dal modello di tipo associato al modello consortile. Questa analisi però delirava, perché non teneva in considerazione quelle che erano le effettive unità impiegate nel distretto, i costi effettivi del personale, per la sede, per le utenze, per il funzionamento.

La proposta era dunque un modello antieconomico, tanto è vero che quel 12 settembre abbiamo chiesto un confronto con la Regione e abbiamo fatto una riunione. Nell’occasione ho sollevato il tema di quell’errata elaborazione della proposta economica, ma vi era anche il tema del concorso per assistenti sociali che il Comune di Velletri aveva fatto per assumere le figure in questione. Queste – secondo quanto mi è stato risposto – sarebbero dovute passare a dipendenze del consorzio, con tutto ciò che concerne il cambiamento di contratti fatti prima con un ente pubblico e poi con un ente partecipato. Posto anche questo problema, la maggior parte dei lavoratori era in carico al comune di Velletri”.

Il Sindaco ha poi proseguito, ribadendo a proposito della delibera regionale: “Se uno legge quella delibera sembra che Velletri si sia messa con le mani incrociate e con lo spritz, in attesa che qualcosa succedesse. E invece noi siamo stati parte attiva, parte diligente e interessata, anche perché l’80% della popolazione distrettuale sono cittadini di Velletri.

Il comune di Lariano allora propone di firmare la convenzione a tempo, a 3/6 mesi. Ma che senso ha firmare una convenzione per servizi così delicati, essenziali, duraturi, che necessitano di programmazione, a tre mesi, a sei mesi? Non sarei venuto in consiglio comunale a proporre una convenzione simile, perché immagino che sarebbero uscite le giugulari sia dai banchi dell’opposizione che da quelli della maggioranza”.

Secondo quanto poi dichiarato in aula da Cascella, il Comune di Lariano aveva proposto di fare da capofila, con l’accordo del sindaco veliterno: “Io chiedevo delle rassicurazioni, se avevano fatto un piano economico e finanziario, quali erano le unità di personale che volevano destinare, chi era il dirigente responsabile che avrebbe seguito tutte le vicende, ivi comprese le gare perché. […] Il 10 dicembre 2025 io scrivo alla Regione, all’assessore ai servizi sociali, che il Comune di Velletri– dopo che non è che non è stato dato seguito alla questione del Comune capofila – non solo condivide, ma sollecita con la massima urgenza la necessità di superare l’attuale fase di incertezza, che non è in alcun modo ad esso imputabile, ma al contrario la situazione di impasse deriva esclusivamente dalla posizione assunta dal Comune di Lariano, per cui richieste di  un’attenta analisi giuridica si palesano come irricevibili”. Secondo quanto dichiarato dal sindaco veliterno poi, il Comune di Lariano avrebbe proposto di gestire ognuno le questioni sociali riguardanti al proprio territorio comunale, gestendo anche le relative finanze in maniera separata. Cascella ha dichiarato di essersi opposto a tale richiesta poiché “il distretto è una cosa unitaria e le cose vanno fatte insieme”.

Il sindaco Cascella ha proseguito e concluso così nella sua risposta all’interrogazione consiliare: “L’8 giugno 2026 scrivo all’assessore Maselli e al Consiglio delle Autonomie Locali, chiedendo del rinnovo della convenzione associata, che noi avremmo potuto approvato in consiglio comunale entro il 30 giugno 2026. A tale messaggio non è poi stato dato seguito, ed ecco che da luglio siamo arrivati a quella che è stata la Delibera regionale di cui si è parlato”.

“Per quelle che sono tempistiche dell’insediamento del Commissario – ha concluso – non sono conosciute, perché il presidente della Regione deve ancora nominarlo”.

A rispondere nuovamente è poi la consigliera comunale Giulia Ciafrei, che ha posto l’accento sull’eventualità che il Comune di Velletri abbia presentato le controdeduzioni al CAL, in seguito all’avviso di Commissariamento del Distretto: “Io vorrei capire se al CAL il Comune di Velletri ha scritto la risposta alla richiesta di controdeduzioni, perché poi sta là il fulcro. Una volta che la Regione comunica che sta per commissariare, io Comune dovrei presentare le controdeduzioni, perché a me – da accesso agli atti – non mi risulta che il Comune di Velletri le abbia presentate”.

E a proposito del rapporto tra Comune e Regione Lazio, con la famosa filiera istituzionale, la consigliera Ciafrei ha lanciato una frecciatina: “Mi dispiace che la Regione non abbia preso in questione le sue comunicazioni. Ed io qua faccio un punto politico. sono a questo punto contenta che alla Regione Lazio non vi sia Zingaretti. altrimenti qui sarebbe diventata una caccia alle streghe. Dopo anni che ci dite che la filiera è forte, e che dal Governo ai Comuni si governa bene, mi dispiace sentire che avete tutti questi problemi interni. Per quanto riguarda il tema del Consorzio, mi permetto di fare un’osservazione personale: è vero che a volte i consorzi sono dei carrozzoni, però se fatti bene funzionano, vedasi alcuni quelli presenti qua nei territori, tra cui quello dei Laghi”.

Terminata la prima interrogazione il Consiglio è poi continuato, dibattendo degli altri argomenti presenti all’ordine del giorno: su tutte le interrogazioni dei consiglieri Marilena Ciarcia e Mauro Leoni, relativi rispettivamente alla proposta di eventi in occasione del film “Il prezzo dell’inganno” – girato interamente a Velletri lo scorso aprile e che uscirà presto nelle piattaforme di streaming –  ed alla messa in sicurezza dell’incrocio di Via dei Fienili.

Il consiglio ha poi dibattuto alcune ratifiche alle variazioni Bilancio e posto all’aula il ‘Riconoscimento di legittimità di Debiti Fuori Bilancio per accoglienza minori in strutture’, per una cifra superiore ad oltre 300mila euro accumulati.

La esita si era aperta col minuto di silenzio in memoria di Edoardo Petrella e Marcello Colella.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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